Cartoline ungheresi: sulle rive delle onde del lago Balaton.

Cartoline ungheresi: sulle rive delle onde del lago Balaton.

Ho avuto la fortuna di effettuare diversi viaggi in Ungheria per lavoro e l’ho sempre trovata fantastica: una terra piena di contrasti e che porta con sé tutti i segni di una storia non propriamente semplice. Budapest è una città sospesa nel tempo, ma che negli ultimi anni ha (aveva ?) saputo recuperare parte del terreno perso fino alla disgregazione dell’ex blocco sovietico.

Al di là della stretta e triste attualità, che vede la terra magiara riavvolgere in un certo qual modo il nastro della propria esistenza, nelle ultime settimane il mio lavoro mi ha avvicinato nuovamente alle vicende di questo paese di confine, ma al tempo stesso centrale nelle vicende europee.

La storia dei suoi protagonisti, negli ultimi 50 anni, non dev’essere dimenticata, anche se forse i primi a farlo in questo momento sono proprio gli ungheresi: il sentimento è che certe cose non debbano e non possano accadere di nuovo, anche se siamo tutti vittime di un disorientamento dovuto ad un tipo di vita a noi sconosciuto fino a ieri e, in generale, all’abdicazione di una riflessione più profonda sacrificata in nome di ritmi esagerati.

 

Leggevo in questi giorni, e di sicuro non è una sorpresa, che le reazioni più difficili da gestire sono quelle che seguono proprio i momenti di crisi: frangenti in cui siamo persi e lasciamo in mano la nostra vita a decisioni dure e superiori. Senza entrare in dettagli di (storia della) psicologia, basta aprire un libro dell’ultimo anno del liceo per rendercene conto.

Avevo già in programma di farlo ed ora, vista l’immobilità di questi giorni e quello che ci sta accadendo, ci sono tanti motivi in più di farlo.

 


Ma voglio ritirare fuori anche le foto di Heviz e del Lago Balaton: quelle di un’Ungheria più semplice e selvaggia, ma sempre radicata nella sua ricchezza più grande, quella delle acque termali. Non è una ricchezza semplicemente legata al turismo, ma è una vera e propria radice storica e che è stata fondamentale nel riscatto (parziale e totale) di questa nazione negli anni ‘50.

Ma quella è un’altra storia.. magari ci ritorneremo un po’ più in là, intanto prendete qualche appunto o se avete curiosità la posta è aperta 🙂

Ad Maiora

 


Con cuore felice metto questo albero sulle rive delle onde del Balaton, che avrà foglie al di là della mia vita provvisoria   S. Quasimodo

distantimaunite

Magazine digitale di intrattenimento. #unpezzoallavolta selezioniamo storie e interviste per raccontarvi il mondo, a modo nostro. "Non chiederci perché siamo uguali, scopri perché siamo diverse".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *