La donna che ero, la madre che sono

La donna che ero, la madre che sono

Non c’è un foglietto illustrativo di come comportarsi o come essere in quanto donna o madre.

Io valuto il mio status di donna, della donna che ero e della metamorfosi interiore che una donna fa nel diventare madre.

Un universo interiore che sboccia in ognuna con l’arrivo di un bimbo; in alcune di noi esiste quella predisposizione a essere o anche solo essersi immaginate madri.

Ci rende donne l’assoluta attenzione al dettaglio,

lo sguardo femminile con cui osserviamo il mondo,

i gesti mai casuali con cui viviamo le giornate e il non essere superficiale mai in ogni situazione,

questo lo lasciamo all’altro sesso.

Uno sguardo sbiadito e comune, un uomo sembra vivere bendato tante volte e diventa tutto un paragone senza paragoni.

La donna che ero

Tante volte penso alla donna che ero e la paragono alla “DonnaMadre” che sono, lo scrivo attaccato perché mi sembra tutta una parola, un rafforzativo che non può più scindere le cose.

Una donna che è madre si comporta diversamente in tante cose, ed è impossibile avere di nuovo quella prospettiva così egocentrica del mondo.

Così essenziale e primaria… io e il mondo.

Oggi sono una madre e vuoi o non vuoi quando lo diventi c’è quella parte di te di cui non hai più controllo, che ha un nome, un’identità che non sei tu ma ti ci senti: è tuo figlio. 

Se poi tuo figlio non ha superato la maggior età anzi è ancora bambino ti senti quasi privato di qualcosa a starne lontano, a non vederlo, a non sapere cosa sta facendo e questo ti porta a non vivere le giornate private dalla sua vita accanto alla tua.

Forse il fatto che mia figlia sia ancora così piccola e completamente dipendente da me non mi aiuti ad esserlo io da lei.

Perché quello sorta di attaccamento naturale pian piano svanirà con il passare degli anni ma sempre sua madre resterò.

Per una donna che non è madre i miei discorsi sembreranno limitativi, asfissianti o semplicemente pesanti e possessivi.

Invece per una madre forse i miei discorsi saranno familiari e ci si rispecchierà dentro.

E per altre mamme saranno discorsi lontani, forse di fasi superate e di anni trascorsi perché credo che se sei stata madre le mie parole ti strapperanno un sorriso.

Sarò quella piega al lato della bocca in piena guancia, le mie parole ti solcherà un ricordo nel cuore e nella mente.

Chi è donna ha cento e una qualità nell’essere straordinariamente femmina in tutto quello che fa, chi è DonnaMadre ha tutto quell’universo che condivide con la sua nuova vita, inizia a vivere in simbiosi perfetta con qualcuno a cui ha dato la vita e questo non può non sconvolgere la sua vita futura.

Tutto sentirà un po’ diverso in se ma tutto sarà rimasto perfettamente uguale nel suo essere straordinariamente donna… una “DonnaMadre”.

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Emanuela Impieri

Mi chiamo Emanuela Impieri, sono nata a Roma 34 anni fa. In passato, la mia timidezza mi ha portato a guardare il mondo senza essere guardata, nascosta dietro la macchina da presa, la mia più grande passione. Ho curato la regia e scritto la sceneggiatura di vari cortometraggi per poi approdare alla tv locale romana, prima a "canale 10" poi per undici anni nel reparto tecnico di Retesole essendone anche la responsabile, per arrivare a collaborare con le tv nazionali. Sono stata docente di dieci Master in Giornalismo Radiotelevisivo per Eidos Communication. Mi piace lavorare e far la differenza proprio in quei settori in cui le quote rosa sono latitanti. Ho cambiato tutto per questo lavoro, città, amici, un’intera vita, finché un matrimonio e una bimba hanno rimescolato le carte per rinnovare tutto di nuovo. Per loro mi diletto a “mettere a fuoco” la mia vita sull’altra passione; cucinare, prima che per gli altri diventasse una moda. Perchè “Cucinare è come Amare o ci si abbandona o si rinuncia”. Il mio stile di vita.

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