MALINCONIA
Quando si pronuncia la parola malinconia, spesso la si associa ad un qualcosa di triste.
Ad uno stato d’animo nebuloso. Influenzato da ricordi, da eventi o da qualcosa che non c’è o che non c’è più e che mai più si ripeterà.
Ma è ovvio che ogni cosa, ogni evento non si ripeterà più. Ogni cosa muore per dar spazio ad altro che, a sua volta, potrebbe innescare un senso di vuoto una volta terminato.
Essa inoltre può non essere forzatamente legata al passato. Anche il futuro potrebbe influenzarla, aumentarla o farla esplodere.
Nostalgia?
Ma siamo noi ad attribuirle ingiustamente questo significato negativo. Forse perché la confondiamo con la nostalgia che è ben altra cosa. Quest’ultima rappresenta infatti la voglia di rivivere un evento passato. Mentre la malinconia è un vero e proprio stato d’animo, come ci hanno insegnato gli antichi greci prima ed i romani poi.
Ma essere malinconici deve avere obbligatoriamente un’accezione negativa?
Il cinema, la musica e la letteratura sono pieni di riferimenti alla malinconia. Essa ha da sempre aiutato scrittori, cineasti e cantautori a creare vere e proprie opere d’arte. Hanno descritto, a volte con una sola immagine o con un unico suono, un universo di profonda malinconia ed emozione.
Il cinema
Si pensi a “C’era una volta in America”, la cui intera fotografia ha volutamente una sfumatura malinconica. De Niro che pronuncia “sono andato a letto presto” racchiude in se tutto il senso malinconico di una senilità in ombra dopo i fasti di gioventù.

La musica
E “Wish you were here” dei Pink Floyd? Un intero album dedicato al tema dell’assenza, del rimpianto e di un diverso domani. La malinconia infatti pervade l’intero disco. I continui richiami a Syd Barret, l’ingresso nello “star system” del gruppo (Welcome to the machine) che verrà poi malinconicamente denunciato in “The Wall”.

Se pensiamo, sempre in ambito musicale, quanto la musica dark abbia in se il germe della malinconia così come il grunge quello della disillusione, che altro non è che una declinazione della stessa.
La letteratura
E come non citare i romanzi d’esordio di Baricco, Castelli di Rabbia e Oceano Mare, che trasudano malinconia. Ma una malinconia buona, innocente, onirica e a volte surreale. Pagina dopo pagina infatti si viene scaldati e coccolati da un senso, forse non voluto, di latente malinconia. Dove destini non voluti e futuri ancora incerti tratteggiano le anime dei protagonisti che si alternano nelle pagine dei due capolavori dello scrittore torinese.
Un’amara conclusione
Attualmente, quello che oggi mi fa avvertire sempre più il senso di desolazione e di impotenza è il lento declino dei cinema costretti a chiudere per il pochissimo pubblico che assiste alle proiezioni. E il senso di malinconia, più volte citato qui, lo fanno venire i seppur utili appelli che attori, registi e perfino capi di Stato si sforzano di fare pur di salvare un intero settore.
Un settore ormai inghiottito dalla serialità filmica di cui ogni mese mi occupo…
SEGUI DISTANTI MA UNITE! Sulle nostre pagine social: Facebook, Instagram e Telegram.
