La TV che ama i bambini
Spesso sentiamo parlare della TV per bambini, ma ci siamo mai chiesti qual è la TV che ama i bambini? La mia chiave di lettura è che la televisione che ama i bambini è quella dove al centro della programmazione c’è il rispetto per l’infanzia. E non parlo di televisione politically correct, ma di quella che cerca di educare e informare.
Nel tempo, come tutta la televisione anche quella dedicata all’infanzia è cambiata. Ma partiamo dal principio. La televisione che si avvicina alle esigenze dei bambini nasce insieme alla televisione stessa, ovvero nel 1954. Nel pomeridiano, a partire dalle 17.30 in poi, venivano trasmessi programmi pensati esclusivamente per i più piccoli.

Caratterizzato da intenti educativi, cartoni animati, fiabe e rubriche. Come dicevo, una televisione pensata per educare e intrattenere una fascia d’età che andava dai 3 fino ai 15 anni circa.
Oltre a programmi noti come “Costruire facile”, si affacciano nel panorama culturale italiano i primi telefilm da bambini come ad esempio, “Le avventure di Rin tin tin” o “Pippi calze lunghe”.
La Rai ha sempre puntato su programmi di intrattenimento per bambini. Negli anni ’80 e ’90 nasce “Big!”, da cui poi si evolveranno programmi come “Uno per tutti” e per ultimo “Solletico” che si conclude nel 2000 quando poi la televisione dei ragazzi prende un’altra piega.

Su Rai 3 è seguitissimo “La Melevisione” ancora oggi ricordato come tra i programmi più inclusivi per bambini.
Nel frattempo anche la TV privata, per l’esattezza dell’imprenditore milanese Silvio Berlusconi, capisce il potenziale dei bambini come fruitori di televisione. Così, nel 1982 esordisce Bim Bum Bam, contenitore per bambini che trasmetteva soprattutto cartoni animati, intervallati da sit-com tra presentatori.
Quasi contemporaneamente alla chiusura dei programmi per bambini della Rai (2000) anche quella che poi è diventata Mediaset, chiude il programma nel 2002.

Questo perché, come accennato prima, cambia la televisione. Se prima avevamo canali che cambiavano la programmazione a seconda delle fasce orarie, nel 2000 cambia proprio il modo di pensare la TV. Nascono canali tematici per qualsiasi argomento, e quindi di conseguenza nascono canali che trasmettono a qualsiasi orario programmi per bambini.
Ma c’è di più: questi canali pensati e studiati anche con pedagoghi sono suddivisi anche in fasce di età, quindi Rai Yoyo e Cartoonito età prescolare, Rai Gulp Boing e Boing Plus tv per ragazzi e poi K2 e Freesby.
Questo nuovo modo di fare televisione ha permesso che in questi canali ci si potesse dedicare esclusivamente ad individuare le esigenze dei bimbi.

Sono programmi che raccontano l’inclusività, la socializzazione e l’accettazione.
L’offerta è ormai vasta – anche restando ai soli canali in chiaro – e rende sempre meno credibile l’idea che la televisione sia, in sé, un ostacolo educativo. Oggi la responsabilità è adulta: conoscere, scegliere e raccontare ai bambini che esiste una televisione costruita per i loro tempi, i loro linguaggi e i loro bisogni.
#ostinatamenteottimista
SEGUI DISTANTI MA UNITE! Sulle nostre pagine social: Facebook, Twitter, Instagram e Telegram. Iscriviti alla nostra newsletter. E partecipa al nostro sondaggio perché La tua opinione conta
