Stavo per lanciare il computer dalla finestra: poi ho capito che gli esami non finiscono mai.
C’è una frase che da qualche tempo mi torna spesso in mente: gli esami non finiscono mai.
Da ragazza pensavo fosse una di quelle espressioni che gli adulti usano per fare i filosofi. Poi sono arrivata quasi a cinquant’anni e ho scoperto che avevano ragione.
Quando mi sono trasferita in Svizzera dall’Italia, ero nel pieno della mia vita professionale. Avevo un lavoro, bello e finalmente nella posizione che sognavo, un’identità lavorativa ben definita, una carriera costruita negli anni. Come accade a molte donne che si trasferiscono all’estero per seguire la famiglia, però, mi sono trovata davanti a una scelta che non avevo previsto: mettere temporaneamente da parte il lavoro e dedicarmi soprattutto alle mie figlie.
Non è stato sempre facile. Perché fare la mamma è un lavoro a tempo pieno, ma dentro di me non ho mai smesso di pensare che un giorno sarei tornata a investire anche su me stessa.
Il giorno in cui ho capito (quasi) tutto
Quel giorno è arrivato.
Così eccomi qui, alla soglia dei cinquant’anni, a studiare francese, inglese, informatica, e tutto quello che può aiutarmi a rientrare nel mondo del lavoro con qualche carta in più da giocare.
Se devo essere sincera, ci sono giorni in cui vorrei lanciare il computer dalla finestra. Quando un esercizio non riesce, quando una formula sembra scritta in aramaico antico, quando dopo un’ora di studio mi accorgo di aver dimenticato metà di quello che avevo appena imparato, la tentazione di mollare è forte.
Poi però succede qualcosa.
Superi un esame che non è nella tua lingua. Ottieni una certificazione. Riesci finalmente a fare una cosa che la settimana prima sembrava impossibile. E ti rendi conto che il cervello, nonostante l’età, continua a imparare. Magari un po’ più lentamente di quando avevi vent’anni, ma continua a farlo.
E questa è una sensazione bellissima.
Gli esami svolti da adulta non sono la stessa cosa
Viviamo in una società che spesso ci fa credere che dopo una certa età sia troppo tardi per cambiare strada, imparare qualcosa di nuovo o rimettersi in gioco. Io sto scoprendo esattamente il contrario.
Ogni nuovo corso seguito, ogni attestato ottenuto, ogni competenza acquisita non serve solo ad arricchire il curriculum. Serve soprattutto a ricordarmi che non siamo mai “arrivate”. Possiamo sempre crescere, migliorare, imparare.
Forse è anche questo uno degli insegnamenti dell’esperienza all’estero. Quando cambi Paese devi reinventarti continuamente. Devi imparare nuove regole, nuove lingue, nuovi modi di vivere e di lavorare. In qualche modo torni studente, anche se hai già alle spalle una vita intera.
E allora sì, gli esami non finiscono mai.
Ma oggi non lo considero più una condanna.
Lo considero un privilegio.
Perché finché abbiamo la curiosità di imparare qualcosa di nuovo, significa che stiamo ancora costruendo il nostro futuro. Anche a cinquant’anni. Forse soprattutto a cinquant’anni.
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