Occhi di calcio: il pallone visto dalle donne

Pubblicato da Elisabetta Mazzeo il

Donne e calcio: un rapporto d’amore che spesso nasce durante l’infanzia. Una passione ereditata dal nonno o dal papà, a volte dal fratello maggiore. Quelle bambine crescono appendendo sui muri delle proprie camere il poster del proprio campione, accanto a quello dell’attore sex symbol del momento. Entrano per la prima volta in uno stadio stringendo la mano del proprio genitore, subiscono il fascino dell’emozione del tifo sugli spalti e da quel momento diventano seguaci sfegatate, capaci di trasferte all’ultimo minuto o di discussioni animate da allenatore mancato oppure, come nel mio caso, scelgono di raccontare quelle sfide e quelle sensazioni diventando giornaliste sportive.

La partita di pallone

Perché, perché, la domenica mi lasci sempre sola,

per andare a vedere la partita di pallone…

Rita Pavone

Questo brano cult degli anni sessanta, oggi, alle mie orecchie suona attuale solo se cantata anche a ruoli inversi. Non a caso spesso l’ho sentita intonare da mio marito. Riferita a me!

Ma d’altronde, cresciuta a pane e calcio, da papà attaccante e grande tifoso della Juventus, poteva andare diversamente?

Donne tifose in Italia

La quota rosa di tifo in Italia cresce, anno dopo anno, in numero e consapevolezza. Su 34 milioni di football fan stimati (statistica 2018 dello European Football Benchmark), le donne rappresentano circa il 22%.

Un popolo femminile di 7 milioni che parla di fuorigioco e di tackle in scivolata con la stessa naturalezza con cui un minuto dopo pensa a quale sfumatura di ombretto abbinare al rossetto appena comprato.

Il “bar sport” è casa loro. Ipotizzano formazioni, contestano ammonizioni e analizzano colpi di mercato. Con entusiasmo, partecipazione e competenza.

E poco importa che per anni le donne nelle trasmissioni di calcio abbiano occupato solo il ruolo di vallette, mettendo in mostra il proprio stacco di coscia o poco più. Ora quelle gambe servono a sostenere professioniste sicure di sé e della loro conoscenza della materia.

Conducono programmi di prima serata, telegiornali e commentano azioni di gioco discutendo animatamente con i propri colleghi, sentendosi a proprio agio e all’altezza del proprio ruolo. Qualcuno ancora storce il naso, ma poco male. Non si può piacere a tutti.

Le donne nel pallone

Eleonora: Credo che un aspetto gradevole aiuti chi vuole lavorare in televisione, sarei ipocrita se dicessi il contrario, l’errore però è di chi pensa che basti solo quello. Per questo motivo ci sono tanti pregiudizi nei confronti delle giornaliste sportive di bell’aspetto. Fortunatamente il pubblico è attento e sa valutare, chi ti segue da casa lo capisce subito se sei anche brava e metti passione nel tuo lavoro.

Belle, brave, competenti e con la passione per il calcio. Possiamo finalmente dire che è stata sdoganata quella concezione che ha visto per anni le donne partecipare alle trasmissioni di calcio solo nel ruolo di “vallette”. Oppure no?

Jessica: Purtroppo non è ancora del tutto sdoganata a mio avviso. Il ruolo della “valletta” non è ancora sparito, soprattutto associata al mondo del calcio. Un’immagine che sicuramente infastidisce chi imposta il proprio percorso professionale sull’impegno, lo studio e la dedizione.

Da sinistra: Jessica Tozzi, Eleonora Boi, Monica Bertini

Il calcio guardato con gli occhi di una donna è esattamente lo stesso spettacolo. Forse cambia il modo di raccontarlo, perché diverso è l’approccio femminile. Un mix di entusiasmo e leggerezza che può diventare travolgente.

Occhi di calcio

Prendete per esempio tre colleghe, con in comune esperienze professionali e passione per il pallone. Son “tre ragazze che han fatto un patto”. Come le tre sorelle di “Occhi di gatto”. Solo che in questo caso gli occhi sono tutti per il calcio.

Monica Bertini, Eleonora Boi, Jessica Tozzi. Il trio, anzi il tridente, per rimanere in tema, è servito.

Da sinistra: Eleonora Boi, Monica Bertini, Jessica Tozzi

Jessica: Il nostro nome si ispira chiaramente ad uno dei cartoni che più ha avuto successo nel tempo. E vuole andare a sottolineare la grande alleanza tra noi 3. Siamo state colleghe, siamo diventate amiche e abbiamo deciso di stringere un patto che strizzasse gli occhi al mondo del calcio. Unite e motivate nel raggiungere il nostro obiettivo, esattamente come le tre sorelle di “Occhi di gatto”.

Monica: Credo che la forza del nostro trio, o tridente come lo chiamiamo noi per restare in termini calcistici, sta nel fatto che, oltre ad essere state colleghe a Mediaset (e con Eleonora anche a Sportitalia) siamo soprattutto amiche. Persone che si vogliono bene e che si stimano umanamente e professionalmente. E’ vero che tra donne spesso non si riesce a fare squadra e credo che sia un vero peccato. Ma penso anche che tra persone intelligenti si riesca a mettere da parte invidie e gelosie e si possa gioire anche dei successi altrui e questo è il nostro caso. 

La mia idea iniziale era quella di unirmi a Eleonora e Jessica per provare a parlare di calcio con gli appassionati in modo diretto e semplice andando oltre un discorso prettamente televisivo. Diciamo che sono stata la prima a lanciare l’idea ma, in realtà, il progetto lo abbiamo costruito sempre insieme con grande spirito di collaborazione, proponendo spunti, confrontandoci e mettendo insieme le idee di ognuna.

La tv del futuro

Occhi di calcio va in onda ogni giovedì, su una piattaforma di live-streaming di proprietà di Amazon.com:

Monica: Twitch è una bella sfida, una piattaforma che nessuna di noi tre conosceva e che stiamo scoprendo pian piano magari anche sbagliando qualcosa dal momento che siamo proprio all’inizio e ci stiamo approcciando a questo nuovo modo di stare a contatto col pubblico da neofite. L’idea è nata a Corax, l’agenzia che ci sta aiutando in questo progetto e che per prima ci ha parlato di Twitch sperando che questo nuova strada di creazione di prodotti possa crescere sempre più e possa iniziare ad essere conosciuta e sfruttata anche da altri utenti oltre a i “gamer”, primi fruitori della piattaforma. Qui hai un contatto diretto col pubblico che ha la possibilità di scrivere commenti e domande che noi leggiamo live e a cui cerchiamo di rispondere.

Jessica: Vogliamo offrire una trasmissione nuova, fresca e spontanea; lontana dagli schemi impostati delle tradizionali trasmissioni sportive. Una trasmissione in cui la voce di chi ci guarda risulta fondamentale. Messaggi e temi offerti costantemente live da chi ci segue, rubriche “rosa” e tanto calcio.

Eleonora, si collegherà di volta in volta dalla città che la ospita in questa fase della sua vita: Denver. Compagna del cestista Danilo Gallinari, ha da poco annunciato sui social di essere incinta:

Eleonora: Mi piacerebbe fare come hanno fatto i miei genitori con me, mi hanno dato la possibilità di provare tanti sport, anche se mi sono rivelata un completo disastro quasi in tutti. Sono stata fortunata perché mi è stata data l’opportunità di provare, di cambiare tante volte e trovare quello che più mi piaceva e soprattutto divertiva perché secondo me per i bambini piccoli lo sport deve essere soprattutto un momento di svago. Non voglio che i miei figli sentano la pressione di dover seguire le nostre passioni.

Il calcio ai tempi del Coronavirus

L’idea di “Occhi di calcio” è nata durante il periodo di lockdown. Una fase che ha condizionato pesantemente il campionato di calcio dello scorso anno e non solo. Anche oggi, infatti, lo spettro di un nuovo stop è sempre dietro l’angolo.

Monica: Mai come in questi casi e in questo periodo storico condizionato fortemente dalla pandemia vale il detto “la salute prima di tutto!”. Ci siamo fermati tutti e di conseguenza anche il calcio che poi comunque ha saputo reagire e farsi trovare pronto in occasione della ripartenza. Lo scorso campionato, magari contro il pronostico di qualcuno, è stato portato a termine contribuendo a dare un segnale di ripartenza; un piccolo sollievo per gli italiani, popolo di tifosi, che hanno così avuto occasione di tornare a tifare se pur da casa.

Questa stagione è iniziata ma già ora è fortemente condizionata dal coronavirus e si naviga a vista sperando di uscire presto dal tunnel, ovviamente mi riferisco ad una questione più generale che riguarda tutto il mondo e tutti i mondi, non solo quello dello sport. Ho sentito una frase che mi ha colpito e che secondo me fotografa bene la situazione: “stiamo provando ad uscire dal tunnel, nel frattempo arrediamolo”. Ecco penso che per gli italiani, generalizzando un po’, un “complemento d’arredo” migliore del calcio non ci sia.

Jessica: La serie A è iniziata con grandi aspettative e la voglia di vivere a pieno un anno ricco di calcio dopo una stagione molto particolare. Purtroppo i tanti casi positivi al Covid nel mondo del calcio allarmano notevolmente. La speranza è che tutto prosegua, parallelamente ad un miglioramento collettivo. Abbiamo voglia di calcio, di passione, di tifo, di vita e ovviamente di “occhi di calcio”!

Da sinistra: Jessica Tozzi, Eleonora Boi e Monica Bertini

Eleonora: Non è sicuramente piacevole vedere gli stadi vuoti, le partite giocate in un silenzio assordante. Per chi ama vivere il calcio in un certo modo, è cambiato tutto e non oso immaginare il derby di Milano senza le coreografie che da anni ci fanno sognare. Credo che anche per i giocatori non poter sentire il calore dei tifosi sia un fattore che influisce negativamente ma dobbiamo essere tutti responsabili, pazienti e sperare di poter tornare a vivere il calcio come in passato ma in totale sicurezza.

Voglia di bar sport

Il calcio, che passione. Uno sport capace di coinvolgere milioni di spettatori in tutta Italia. Tifosi che oggi, come ieri, hanno voglia di evadere e sognare attraverso i gol dei propri campioni. Non a caso vogliamo chiudere questo pezzo con leggerezza e con la più classica delle domande da “bar sport”.

Chi vince il campionato?

Eleonora: L’anno scorso vedevo solo nell’Inter una possibile anti Juve per il titolo, quest’anno invece ci sarà una grande lotta per lo scudetto fino alla fine. Vedo bene le milanesi, c’è l’Atalanta che è una macchina da gol e soprattutto il Napoli, che credo sia la squadra che si è rinforzata di più nell’ultima sessione di mercato. Se si riuscirà ad andare avanti senza intoppi, ne vedremo delle belle.

E allora, che campionato sia. E buon calcio a tutti. Uomini e donne.


Elisabetta Mazzeo

Elisabetta, classe 1981. Ogni 18 anni un cambiamento. Prima la Calabria, poi Roma, ora Zurigo. Domani chissà. La mia sfida quotidiana? Riuscire nell’impresa di essere contemporaneamente mamma, moglie, giornalista, scrittrice e ora anche blogger. Ore di sonno: poche. Idee: tante. Entusiasta, curiosa, testarda, sognatrice, perfezionista. Scrivere è un’esigenza: il mio modo migliore di esprimere pensieri ed emozioni. Una lunga gavetta nei quotidiani e nelle tv locali, poi l'approdo come inviata di Sport Mediaset. Non ho dubbi: il mio è il mestiere più bello del mondo. Una passione prima che un lavoro. Oggi ricopro l'inedito ruolo di vicedirettore a distanza di Retesole, l’emittente che mi ha visto crescere umanamente e professionalmente. . Divoro libri e uno l'ho anche scritto, mi nutro di storie di sport, mi diletto in cucina, scatto e colleziono foto, mi alleno quanto basta per non sentirmi in colpa e in compenso macino chilometri armata di scarpe da ginnastica e passeggino. Se fino a due anni fa la mia vita viaggiava a ritmi frenetici, l’arrivo di mia figlia ha rimodulato le priorità. E adesso è con lei e per lei che continuo a mettere le mie “passioni in campo”.

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