I riflessi innati del neonato

I riflessi innati del neonato

Alla nascita la mobilità del neonato è totalmente di tipo riflesso. Si parla quindi di riflessi innati o primitivi. I riflessi primitivi sono movimenti automatici che non necessitano del pensiero per essere compiuti. Tra questi abbiamo il riflesso di Moro. Questo prende il nome da Ernst Moro, il pediatra austriaco che ha descritto accuratamente il fenomeno nel 1918. Si manifesta abbassando poco ma in maniera brusca la mano sulla quale poggia la testa del neonato. La reazione è un’ampia apertura degli arti superiori e delle mani con conseguente riavvicinamento. Si integra a 4 mesi circa.

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riflessi innati

Il riflesso Rooting si ottiene stimolando la regione attorno alla bocca del neonato. La risposta è la rotazione del capo verso lo stimolo con la bocca aperta. Si integra a 4-5 mesi.

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Il riflesso di prensione “grasping” consiste nello stimolare il palmo della mano con un oggetto. Il neonato stringerà l’oggetto in modo involontario. S integra dal 3° al 5° mese.

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riflessi innati

Il riflesso della marcia automatica si ha quando si tiene il neonato in posizione eretta su una superficie dura. Inclinato in avanti, il bambino esegue movimenti automatici di deambulazione.

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Il riflesso di Babinski si verifica quando la pianta del piede del neonato viene accarezzata. L’alluce del bambino è diretto verso l’alto e le altre dita si aprono a ventaglio. Si integra verso l’anno di vita.

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La sua denominazione deriva dal neurologo russo Johann Susmann Galant che per primo lo descrisse: è il riflesso di Galant. Si ottiene allo strisciamento sulla schiena parallelamente alla colonna vertebrale, con conseguente incurvamento del tronco verso la parte stimolata. Il corpo assumerà una conformazione a C.

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Il riflesso tonico-labirintico risponde ai cambiamenti di posizione della testa in avanti o indietro. Se un bambino viene sostenuto sulla schiena e si lascia cadere il capo al di sotto del livello della spina dorsale, le braccia e le gambe si estendono. Si parla di riflesso tonico-labirintico all’indietro. Se il capo viene sollevato al di sopra del livello della colonna vertebrale, il bambino si rannicchia.

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Il riflesso tonico-asimmetrico del collo si ottiene quando il neonato gira il capo da un lato e l’arto superiore e inferiore corrispondenti si estendono, mentre gli altri si flettono. Si integra entro i 4-6 mesi.

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I riflessi paracadute sono un gruppo di riflessi tra i quali: il riflesso del paracadute in basso. Quando il neonato ha 5 mesi e lo si sostiene sotto le ascelle, abbassandolo rapidamente si noterà l’estensione e l’allontanamento di entrambi gli arti inferiori. Il riflesso paracadute laterale si evidenzia nel bambino a 6 mesi quando, in caso di perdita di equilibrio, allunga le braccia per ritrovare stabilità. Il riflesso del paracadute in avanti si ha nel bambino a 7 mesi. Se lo si abbassa bruscamente mentre lo si tiene per il tronco, estenderà in avanti le braccia. Per ultimo abbiamo il riflesso del paracadute indietro che si verifica nel bambino a 9 mesi. Se viene spinto all’indietro dalla posizione seduta, allungherà entrambi gli arti superiori anteriormente per ritrovare l’equilibrio.

“Io penso di vedere qualcosa di più profondo, più infinito, più eterno dell’oceano nell’espressione degli occhi di un bambino piccolo quando si sveglia alla mattina e mormora o ride perché vede il sole splendere sulla sua culla.”
(Vincent Van Gogh)

Sara Di Siena

#IrrefrenabilmenteAriete

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