Il secondo “terribile”

Il secondo “terribile”

Prima di iniziare, devo fare una premessa. Io ho due figlie. Tra loro ci sono due anni di differenza: un ha 10 anni, l’altra 8. Lo scorso week end la più piccola doveva alzarsi molto presto per delle gare di ginnastica. Loro dormono insieme e la scena, quando sono entrata in camera per la buonanotte, è stata più meno questa: entrambe erano nei letti. La grande, Giulia, piangeva e la piccola era tutta corrucciata. Allora ho chiesto: ” Che succede?”

Elena, la piccola, mi dice, che per sbaglio ha dato un cazzotto in testa alla sorella perché non la faceva dormire. E lei doveva dormire perché l’indomani si sarebbe dovuta svegliare molto presto per le gare. Ma il cazzotto glielo ha dato piano. Oramai non mi scandalizzo più, e dopo aver visto che la testa di Giulia era ancora integra, ho chiesto a Giulia se le avesse fatto veramente male o stava esagerando. E Giulia, tra lacrime silenziose, mi ha detto che il cazzotto era stato forte.

Allora ho sgridato Elena, le ho detto che non può prendere a pugni al sorella. Elena allora si è messa a piangere dicendo che lei non lo aveva fatto apposta. Insomma, una querelle che è durata circa venti minuti prima di finire in un sonno profondo. Abbracciate. Dopo aver fatto la pace. (Anche se Giulia non era molto d’accordo…).

Tutta questa premessa per dire che spesso i secondi figli sono sottovalutati.

Capita anche a voi di notare questa enorme differenza di carattere?

Quando si hanno due o più figli, si tende inevitabilmente a paragonarli. Per capire perché i comportamenti possono essere così diversi non c’è una spiegazione scientifica, bensì statistica. La maggioranza delle famiglie con più di un figlio, due di solito, affermano che i più piccoli sono solitamente molto più pestiferi e iperattivi rispetto ai primi.

Ammetto che nel mio caso non potrebbero essere più diverse. E scommetto anche in molte famiglie.

Tranquilla e timida la prima, assolutamente protagonista e iperattiva la seconda. Fortunatamente, nel senso buono del termine. Cazzotto a parte.

La scienza spiega perché il secondo è definito “terribile”

La spiegazione al carattere ribelle dei secondogeniti è da rintracciarsi, secondo al scienza, nel comportamento dei genitori, ma anche nel fatto che il fratello maggiore, che è comunque ancora piccolo, si affianca alla figura dei genitori come esempio e punto di riferimento.

«I secondogeniti tendono ad avere meno attenzioni materne rispetto ai fratelli maggiori e questo perché i primogeniti, alla nascita dei fratelli, sperimentano il distacco della madre dal lavoro sia per la loro nascita che per quella dei fratelli. In aggiunta al fatto che i primogeniti godono di un’attenzione esclusiva fino all’arrivo del secondo nato, abbiamo scoperto che l’arrivo di quest’ultimo potenzialmente può estendere l’investimento dei genitori nella prima infanzia del primo» scrive Joseph Doyle, uno degli autori della ricerca.

In pratica, i primogeniti sarebbero più stimolati mentalmente dai genitori, che con i secondi nati si lascerebbero andare anche a comportamenti più permissivi: così, mentre i figli maggiori hanno modelli di comportamento che sono gli adulti, i più piccoli hanno invece modelli che sono i bambini stessi!

Posso dire che questa cosa rispecchia, almeno nel mio caso, una parte di realtà. Ma non tutta. Con il secondo figlio sicuramente sono stata più rilassata. Avevo già l’esperienza del primo quindi era ” facile”, almeno nella mia testa.

Io non so se esiste una regola per tutti. Però, le mie figlie non hanno sofferto di gelosie reciproche o nei miei confronti, e come succedeva tra me e mio fratello (io sono primogenita) ci sono dei periodi in cui vanno d’amore e d’accordo e altri in cui litigano in continuazione. Ma spesso è la seconda che spinge la prima a non essere chiusa, timida. I secondi sono un valore aggiunto ai primi figli e spesso arrivano dove i genitori non arrivano.

Va da se che ogni esperienza è diversa ma un fratello, grande o piccolo che sia, rimane un valore aggiunto nella vita.

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Paola Proietti

Classe '77, giornalista professionista dal 2008. Ho lavorato in radio, televisione e, vista l'età, anche per la vecchia carta stampata. Orgogliosamente romana, nel 2015 mi trasferisco, per amore, in Svizzera, a Ginevra, dove rivoluziono la mia vita e il mio lavoro. Mamma di due bambine, lotto costantemente con l'accento francese e scopro ogni giorno un pezzo di me, da vera multitasking expat.

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