La Pura Vida di Gianluca Gotto: alla scoperta della felicità autentica

La Pura Vida di Gianluca Gotto: alla scoperta della felicità autentica

”Ora non c’erano più catene dentro di me. Ero libero, finalmente (…)
Dopo cosi’ tanti anni in cui mi ero abituato all’infelicità, adesso mi era tutto chiaro:
era questa la vera essenza della Pura Vida”.

Immaginate, anche solo per un attimo, di potervi lasciare tutto alle spalle e fare un viaggio, intimo e personale, alla ricerca del vero significato della felicità. Un addio (o un arrivederci!) allo stress, alle aspettative sociali e familiari, alla scoperta di una vita più autentica e più appagante.

Chi di noi non ha sognato di farlo almeno una volta?

Io spesso quando mi sento schiacciata dagli impegni, dalle preoccupazioni, dalla gestione infausta del tempo, ripenso a Mago Merlino quando ne “La Spada nella Roccia” esclama: “Me ne vado a Honolulu”. Ecco: nella mia mente di bambina Honolulu doveva essere un posto davvero straordinario. Un po’ come lo è il Costa Rica per Alessio, il protagonista del romanzo di Gianluca Gotto “La Pura Vida”. Un titolo che richiama un modo di vivere. Non (o non solo), un motto o uno slogan pubblicitario, ma un vero e proprio stile di vita che esalta la semplicità, la gratitudine, il “qui ed ora”.

La filosofia della Pura Vida

Pura Vida è la bellezza nella semplicità di ogni cosa. È godersi la vita a prescindere dalle circostanze. Accettando le cose per come sono. Alti e bassi, vuoti e pieni, buio e luce.

La routine quotidiana, il traffico, le scadenze e le difficoltà di ogni giorno ci portano a pensare che questo modo di vivere non sia così facilmente realizzabile. Eppure la lettura di questo libro esorta a pensare che al di là di un viaggio fisico in un posto paradisiaco, possiamo applicare la filosofia della Pura Vida ovunque noi ci troviamo.

Non è un luogo, ma un atteggiamento che ci porta ad abbracciare con soddisfazione ciò che abbiamo, ad apprezzare ogni momento, anche quando è un insopportabile fuori programma.

Trama

Perché, al contrario, cosa succede quando ti abitui all’infelicità?

Alessio, protagonista del romanzo “La Pura Vida” non ci ha mai pensato, fino al giorno in cui Elena entra nella sua vita e gli mostra che esiste qualcosa di bello e luminoso al di là delle responsabilità sul lavoro e della routine. Ma poi Elena sparisce, così com’è arrivata. E Alessio entra in una strana crisi personale: ha 29 anni, vive a Milano e ha un lavoro che gli piace. Però manca qualcosa: qualcosa di suo e di nessun altro. I sogni di un tempo dove sono finiti?

La sensazione è quella di aver accumulato già troppi rimpianti, e così Alessio decide di fare il primo colpo di testa della sua vita: prendendo come riferimento una vecchia lista di desideri mai realizzati trovata per caso (o per destino?), decide di buttarsi in un’avventura che lo aiuti a evolvere nella persona che vorrebbe essere: un viaggio alla riscoperta di quel “buon vivere” che sembra aver dimenticato.

Nello scrivere “La Pura Vida” Gianluca Gotto si è ispirato alla sua esperienza personale in Costa Rica, dove ha vissuto per alcuni mesi tra il 2020 ed il 2021.

Pensai alla prima cosa che
avevo capito sulla Pura Vida:
bisogna avere fiducia.

I sei pilastri della Pura Vida

  • Fiducia: verso se stessi e verso gli altri. Fiducia non vuol dire credere che tutto andrà sempre bene, ma non partire dal presupposto che tutto andrà male.
  • Passione: vuol dire vivere la vita con il cuore, godersi ogni istante, essere pienamente presente in quello che si fa. Pensare meno e vivere di più. “La passione è ciò che differenzia una vita incolore da una Pura Vida”
  • Lentezza: bisogna imparare a rallentare nella vita. “Ad andare troppo di fretta tutto risulta in bianco e nero, solo rallentando riesci a vedere le sfumature, i colori”. La Pura Vida insegna a godersi il viaggio senza essere ossessionati dall’arrivare a destinazione.
  • Natura: coltivare un rapporto profondo con la natura ci aiuta a superare il senso di solitudine e paura che a volte proviamo, ci permette di sentirci tutti parte di qualcosa di più grande.
  • Semplicità: “Prendi meno decisioni possibili e, quando le prendi, assicurati che siano le più semplici possibili”.
  • Spontaneità: vivere con spontaneità vuol dire seguire il nostro cuore, fare quel viaggio che abbiamo sempre voluto fare e realizzare il nostro sogno nel cassetto. “Potrà capitare di andare incontro a qualche fallimento e delusione, ma almeno il nostro cuore sarà libero dai rimpianti. “Si può vivere la Pura Vida con qualche caduta alle spalle e qualche cicatrice sulla pelle, ma non si può vivere con il cuore pieno di rimpianti”.

In fondo la ricerca della felicità è un percorso a cui tutti noi essere umani tendiamo. A volte ricerchiamo la causa della nostra infelicità negli altri, nel lavoro non appagante, nella vita frenetica, nei problemi economici. Eppure è solo in noi stessi che possiamo realmente trovarla.

La lezione di Gianluca Gotto non è che l’incarnazione di un percorso vissuto sulla propria pelle. Scrittore e nomade digitale, un giorno ha deciso di rivoluzionare la sua vita e ha iniziato a girare il mondo. Dalle sue vicissitudini sono nati libri, un blog di successo “Mangia, vivi, viaggia”, una pagina Instagram che conta oltre 400 mila followers e una serie infinita di consigli zen da tenere sempre a portata di mano.

Dalla filosofia buddista espressa e raccontata in “Succede sempre qualcosa di meraviglioso” alla *Pura Vida” costaricana, il fil rouge è nel concentrarsi su ciò che è essenziale per noi. Dove “essenziale” non vuole per forza far riferimento a una rinuncia dei beni materiali, come spiega lo stesso Gotto quando dice:

”Se per te lo è avere un telefono di ultima generazione, o un’auto di lusso, perché questo ti dà una felicità reale, che non dipende dal giudizio degli altri, ma che nasce da dentro di te, fai benissimo a inseguire queste cose. L’importante è che non finisci per dare più importanza al superfluo che all’essenziale”.

Gianluca Gotto in un’intervista a “Il giornale”

Un altro dubbio, legittimo, che immagino sia venuto anche a qualcuno di voi, è il fatto che sia difficile rivoluzionare la propria vita quando non si è più cosi giovani o quando si ha la responsabilità di una famiglia o di un lavoro.

Non esiste il tempo buttato. Il tempo è tempo, e sopratutto quello che è successo non si può cambiare. Se è andata così significa che il tuo destino era questo. Ma la buona notizia è che quando smettiamo di fare calcoli su quanto ci rimane davanti, e cominciamo a vivere nel presente, qui e ora, mettiamo in campo un antidoto a tante forme di sofferenza mentale. Quando noi ci rendiamo conto che abbiamo questo momento ed è tutto ciò che ci serve, quello può diventare il momento della nostra rinascita e di un grande cambiamento. 

Gianluca Gotto in un’intervista a “Il giornale”

La ricerca della propria felicità

Ognuno di noi, quindi, può ricercare la sua Pura Vida, per esempio partendo da alcune piccole modifiche alle proprie abitudini: l’ora in cui ci si alza al mattino, cosa si mangia, lo stile di vita, i pensieri e le relazioni gli altri. “Se a 20 anni puoi partire ed andare in Australia, come ho fatto io e diventare un nomade digitale ben venga”, racconta Gianluca Gotto. “Se hai un’altra età, un’altra situazione un’altra condizione o hai dei blocchi, fai proprio una lista su carta di tutte le cose che puoi controllare e sistemare per vivere meglio, e parti da lì”.

Nel libro è contenuta, inoltre, una teoria che ho trovato molto interessante e che si applica bene alla procrastinazione cronica di cui tanti di noi soffrono. È il paradosso dello yogurt, secondo il quale capita di passare un’intera esistenza a non far mai scadere lo yogurt in frigo, ma a far scadere tutti i propri sogni, i progetti e le proprie ambizioni. 

”La Pura Vida” è, in questo senso, un romanzo che invita alla riflessione si’, ma anche all’azione: come ultima pagina Gianluca Gotto inserisce proprio una lista (vuota) da compilare con i propri desideri da realizzare entro una certa età. Un promemoria che la felicità non è una meta irraggiungibile ma un percorso che possiamo scegliere, ognuno a nostro modo, di intraprendere ogni giorno. Alla fine dei conti, la “Pura Vida” non è solo un modo di vivere, ma un modo di essere. Come ci ricorda Gotto, è nelle piccole cose che troviamo le più grandi gioie.

La felicità è un sentimento universale da allenare.

La vera paura non è quella della morte, ma la paura di vivere, ci insegna Alessio, il protagonista del libro.

E allora, perché non abbandonare ogni indugio e ogni scusa e iniziare subito a vivere la nostra “Pura Vida”?

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Qui la recensione di Come una notte a Bali dello stesso autore.

Elisabetta Mazzeo

Elisabetta, classe 1981. Ogni 18 anni un cambiamento. Prima la Calabria, poi Roma, ora Zurigo. Domani chissà. La mia sfida quotidiana? Riuscire nell’impresa di essere contemporaneamente mamma, moglie, giornalista, scrittrice e ora anche blogger. Ore di sonno: poche. Idee: tante. Entusiasta, curiosa, caparbia, sognatrice. Scrivere è un’esigenza. Una lunga gavetta nei quotidiani e nelle tv locali, poi l'approdo come inviata di Sport Mediaset. Non ho dubbi: il mio è il mestiere più bello del mondo. Una passione prima che un lavoro. Oggi ricopro l'inedito ruolo di vicedirettore a distanza di Retesole, l’emittente che mi ha visto crescere umanamente e professionalmente. Divoro libri e due li ho anche scritti, mi nutro di storie di sport, ma non solo. Scatto e colleziono foto, mi alleno quanto basta per non sentirmi in colpa e in compenso macino chilometri armata di scarpe da ginnastica e passeggino. L'arrivo delle mie due figlie ha rimodulato le priorità della mia vita. E adesso è con loro e per loro che continuo a mettere le mie passioni in campo. #CaparbiamenteSognatrice

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