Ancora tu? Ed ecco che nelle nostre vite torna l’autocertificazione

Ancora tu? Ed ecco che nelle nostre vite torna l’autocertificazione

“Ancora tu ma non dovevamo vederci più..
E come stai? Domanda inutile”

Giorni di caos e di restrizioni che ritornano, prepotentemente ma non tanto inaspettatamente, nelle nostre vite (ahinoi)! Ed ecco che mi torna in mente il ritornello di questa fantastica canzone del mitico Lucio Battisti.

Un passo avanti e dieci indietro.. sembra di percorrere una scala mobile al contrario: la meta sembra lontana, o lo è davvero? Chissà.

Ed ecco che in questo caldo autunno (unico aspetto positivo) torna lei: la fedelissima compagna della nostra indimenticabile primavera 2020: l’autocertificazione! Prendiamola con ironia anche se in realtà c’è davvero poco da ridere, tutt’altro. Al momento in Lombardia, Campania e Lazio bisognerà uscire muniti di giustificazioni.

Nuova autocertificazione (ottobre 2020)


Coprifuoco (basta questo termine per far schizzare l’apprensione a mille, ma siamo di nuovo in guerra!?), lockdown, annunci, ordinanze, decreti, previsioni, dati allarmanti, contagi in aumento. App immuni si o no. “Aprite le scuole, la didattica a distanza non è didattica” contro “chiudete subito le scuole”.

Asintomatici, lievi sintomatici, ricoverati in terapia intensiva. Gente che attende il tampone da settimane e c’è chi lo effettua privatamente e poi avvisa l’Asl, ma i dati ufficiali si riferiscono solo ai tamponi analizzati dal sistema sanitario pubblico. E così parte il grande dilemma: quanti sono, realmente, i positivi al Covid-19?

Sospendiamo le attività didattiche, anzi no riapriamo i cancelli ma solo per i bambini delle scuole dell’infanzia. Porte aperte anche alle elementari, poi però ci ripensiamo: forse non è il caso, è meglio evitare la didattica in presenza con tutti questi positivi. E così, in pochi giorni i genitori campani sono andati in tilt per le nuove ordinanze del presidente De Luca. Intanto i negozi e i ristoranti restano aperti ma protestano per i mancati incassi: la gente ha paura e preferisce evitare uscite “superflue”.

Tutto questo sembra un rompicapo, una barzelletta, ma è tutto tristemente vero. Insomma, che Dio ci scansi dal virus ma anche da tutta questa confusione!!! 

E mentre tutti ci stiamo chiediamo se questo è solo l’inizio di un nuovo lockdown (e su questo incrociamo le dita) potreste essere un po’ più chiari?

Giovanna Di Notte

Il mio nome è Giovanna e sono una giovane 35enne  orgogliosamente campana “doc”. Sono moglie, mamma di Bianca e giornalista. Irrequieta, sensibile e testarda. Ho cominciato a muovere “i primi passi” con un microfono in tasca nella redazione romana di Retesole e dopo aver consumato le suole correndo (letteralmente) tra manifestazioni in piazza e diecimila conferenze in Campidoglio, mi sono rimessa in gioco anche nella tranquilla, ma mica tanto eh, provincia italiana. Tra una poppata e un ciambellone non ho mai perso di vista il mio obiettivo e attualmente collaboro per un quotidiano nazionale. Posso dirlo: sono felice. Ascoltare la gente e le loro storie rende questo lavoro speciale, non potrei farne a meno. La mia curiosità non conosce confini, sarà per questo che amo viaggiare. Il mio sport preferito? Cucinare.. Sono qui per raccontarvi cosa si dice in giro, con la stessa grinta di sempre

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