Il vento libero di Lityo

Il vento libero di Lityo

Finché il vento soffierà sul nostro viso, quel sapore di libertà non ci abbandonerà mai. E non perderemo il momento giusto per saltare. Questo è il vento libero di Lityo.

Salta, ora…finché c’è vento, finché c’é tempo….

Lorenzo Lotito “Lityo”

Lorenzo Lotito, in arte Lityo debutta con il suo secondo singolo “Finché c’è il vento“, canzone scritta durante il primo confinamento dovuto alla pandemia. La canzone è accompagnata da un video dove il sapore di quella libertà mancata é espressa da una mascherina chirurgica, quelle che ormai siamo abituati a portare da un anno, dove scorrono immagini di un volo in natura. Un controsenso che esprime però, nel migliore dei modi, quella sensazione di ali legate che ormai ci accompagna da quando il virus è entrato nelle nostre vite.

Finché c’é il vento

“Io creo prima la musica e poi le parole – spiega Lorenzo Lotito. Non è un musicare il testo ma un  parolare la musica, diciamo. Ho fatto sempre così. Non sono uno scrittore, sono un melodista. Avevo una chitarra nuova (una Fender Stratocaster Fiesta Red), ed è venuto subito il riff con cui parte la canzone. Ho sistemato gli accordi, l’armonia, e poi ho scritto il testo. Ho cercato di immaginare cosa può provare una persona alle prese con la sua prima esperienza di volo.

L’ispirazione mi è venuta l’estate scorsa, quando un po’ di libertà l’avevamo riconquistata: ero in gita sul Monte Cucco. I deltaplani volavano intorno. Ho pensato alla sensazione che provano i deltaplanisti la prima volta che spiccano il volo, quando saltano nel vuoto. Mi piace pensare a questa canzone come un inno alla libertà e anche un invito a superare le proprie paure nell’affrontare le decisioni importanti della vita”.

Il vento libero di Lityo

L’idea di proiettare le immagini su una mascherina è arrivata grazie al figlio. “Io lavoro in tv e in quei giorni stavo provando lo schermo verde per un nuovo programma. Entra nella stanza mio figlio con una felpa verde, si mette davanti al monitor e naturalmente…. gli si vedeva solo la testa. Avevo una mascherina a portata di mano, ho comprato la vernice verde ed ho visto l’effetto. Era abbastanza suggestivo”.

Finché c’è il vento” arriva dopo “La casa che brucia“, il singolo lanciato all’inizio dell’anno. “Una canzone che è rimasta per un po’ chiusa in un cassetto – spiega Lorenzo Lotito – perché c’era a livello melodico, ma non riuscivo a trovare un testo adatto. Allora, ho pensato a Giovanni Dozzini, un mio amico che vive a Perugia. E’ stato lui a darmi la prima stesura che poi è rimasta invariata”.

La Casa Brucia

Lorenzo Lotito ha sempre avuto il pallino della musica. Ha iniziato con il pianoforte da piccolo, per passare poi alla chitarra. “Negli anni del liceo ho avuto diversi gruppi. Con uno riuscimmo a vincere un concorso musicale che mi diede la speranza e ancora di più la voglia di fare musica. Dopo, vinsi una borsa di studio della SIAE per partecipare alla Scuola di Mogol. Era il 2002. Fu una bella esperienza. La scuola mi ha fornito il metodo per creare canzoni. Negli anni, ho scritto diverse canzoni, ho suonato con musicisti differenti e, con gli Audiosfera abbiamo fatto un disco finanziato con il crowfunding”.

Ascolta Lityo

Realizzare musica in quarantena è stato un po’ più macchinoso ma comunque un’esperienza che ha portato nuove idee. “Ho lavorato da solo ma in gruppo – ride. In pratica, una volta finito un brano, ossia un pezzo che cantandolo chitarra e voce funziona, faccio una sorta di registrazione, una traccia guida, realizzata con un software musicale. Poi la spedisco agli altri artisti, che sono il batterista Nicola Polidori, il bassista Gianluca del Torto e il tastierista Michele Scarabattoli, senza neanche dargli troppe indicazioni. Tutti sono molto liberi di interpretare musica e testo. Ognuno ha registrato a casa propria, e il sound che ne è uscito mi è piaciuto tantissimo”.

All’orizzonte per Lityo ci sono nuovi e interessanti progetti, dove compare anche una cover di Lucio Battisti.

Dove il volo e la natura sono sempre protagonisti.

E il vento libero di Lityo continua a soffiare dolcemente

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