Viaggiamo con Daniele Paluan, travel blogger

Viaggiamo con Daniele Paluan, travel blogger

Da qualche anno, la figura del travel blogger è diventata sempre più di riferimento per coloro che hanno intenzione di intraprendere un viaggio. Ci si affida a questo viaggiatore 2.0 a cui piace raccontare le sue esperienze in giro per il mondo attraverso il web. È colui che tiene un diario online (il blog) e che condivide racconti, consigli, foto e video con tutti coloro che condividono la sua stessa passione. Negli ultimi tempi, il “blog” più utilizzato è Instagram.

Oggi voglio raccontare la storia di Daniele Paluan, un ragazzo di Torino che ha cominciato un po’ per gioco, fino a raggiungere decine di migliaia di followers in pochi giorni.

Raccontaci innanzitutto di te. Come hai cominciato?

Vivo a Torino da sempre. Sto studiando al politecnico di Torino perché credo che la formazione, oltre al lavoro sui social network, sia molto importante. Ho cominciato sui social come gioco, come tutti, il primo è stato Instagram. Non sapevo cosa avrei fatto in futuro (era l’anno 2017); ho cominciato a pubblicare qualche foto dei viaggi che facevo, e per questo devo ringraziare i miei genitori perché mi hanno sempre portato in giro con loro. E’ così che mi sono avvicinato al mondo dei viaggi. Crescendo ho migliorato i miei contenuti perché sono partito da zero. Non ho una squadra social o professionisti alle spalle: faccio tutto da solo, per ora.

Quali sono i principali social network che hai utilizzato per emergere come travel blogger?

Instagram e TikTok. Sono i social che al giorno d’oggi possono dare più visibilità a una persona che voglia partire da zero per comunicare qualcosa che lo appassiona.

Quanto tempo impieghi per creare un contenuto e un video?

Devo girare tante ore perché non è detto che la prima volta il video venga come voglio io. In media giro circa 50 video prima di pubblicare.
Poi c’è tutto l’editing video, di 4-5 ore per realizzare 2-3 video.
Mi faccio aiutare anche da Chat GPT per prendere ispirazione o idee poiché dà molti consigli utili, l’AI se usata bene può essere molto d’aiuto alle persone.

Daniele Paluan travel blogger

In che modo hai iniziato la tua carriera nel settore dei viaggi e dell’editing di foto/video?

Non ero capace a editare foto e video. Anche qui ho cominciato un po’ per gioco poiché avevo un pc vecchio. In questa fase YouTube mi ha aiutato tantissimo: è una piattaforma piena di tutorial e spiegazioni, e per un giovane che parte da zero è molto utile. Solo questo non bastava, allora ho deciso di iscrivermi all’università per studiare cinema e mezzi di comunicazione. Anche come attrezzatura ho cominciato a comprare i microfoni, una videocamera, macchina fotografica, per alzare l’asticella dei contenuti perché credo che bisogna sempre migliorarsi nella creazione di contenuto. Mi ispiro a vari travel blogger (uno di questi è Human Safari); anche da lui ho preso ispirazione perché molto bravo nella creazione di video. 

In che modo i travel blogger utilizzano i social media per influenzare le scelte di viaggio delle persone, secondo te?

Molto banalmente quando parto per una meta, mi informo prima su cosa andrò a vedere e cosa farò. Cerco qualche chicca dei vari luoghi o curiosità che magari non tutti sanno per incuriosire quante più persone possibile. La scorsa estate sono stato in Sicilia, quindi non serve andare all’estero per scoprire posti meravigliosi e molto interessanti. Bisogna mettere in conto anche il fattore economico. Quindi i social media in questa fase aiutano tantissimo e le persone che hanno intenzione di organizzare un viaggio utilizzano il mio stesso metodo.

Quali sono gli elementi chiave dei contenuti creati a renderli accattivanti per il pubblico?

Deve esserci un gancio molto forte per far sì che le persone si fermino mentre scrollano i video, quindi una frase o una parola che agganci. Ovviamente bisogna poi curare tutto il contenuto, girato bene anche dal punto di vista tecnico. Deve essere un contenuto informativo: non basta fare un video, dire qualcosa senza andare nel dettaglio, ma deve essere approfondito. Nonostante ciò, credo che un video sui social non debba essere troppo lungo perché altrimenti cala l’attenzione.
Se uno prenota un viaggio, vuole vedere com’è prima quel luogo, cosa scoprire o cosa fare. Sul web si trovano tanti contenuti scritti, coadiuvare il video a questi testi può essere utile.

Quali sono i luoghi che ti sono rimasti nel cuore?

Sicuramente uno dei viaggi che mi è rimasto più impresso, tra i primi, in cui non ho realizzato tantissimi contenuti, è stata una crociera che toccava Marsiglia, il Marocco e Casa Blanca.
Un altro è il viaggio che ho fatto di 10 giorni nel 2017, quindi agli inizi della mia carriera di travel blogger a Praga, Vienna, Bratislava e Budapest. Un altro è la banalissima Londra che però mi ha sorpreso tanto.
In comune hanno sicuramente nuovi luoghi che non avevo mai visto e che non pensavo fossero così belli.

In che modo i travel blogger contribuiscono a rivelare aspetti inediti delle città attraverso i social media?

Il segreto è svelare chicche e curiosità attraverso piattaforme che sono fruibili da chiunque: in fondo basta un telefono e una connessione a internet. Il turismo si incentiva anche grazie a noi.

Ultimamente hai cominciato a creare contenuti su Torino.

Esatto, perché mi sono accorto che non ne ho mai parlato. E invece Torino è una città bellissima che merita la sua visibilità. Ho cominciato dallo scorso inverno e mi sono accorto che molte persone ne sono rimaste entusiaste; Torino ha molto da offrire, soprattutto le ATP di tennis ed eventi culturali.

Parliamo di progetti futuri: quali prospettive hai?

Sicuramente punto a formarmi dal punto di vista universitario per aumentare e migliorare le conoscenze che ho già adesso; poi cercherò di ottenere e trasformare in un vero e proprio lavoro questa passione. Non è facile, ma perché non provarci?
In questo settore, avere una comunità aiuta moltissimo. Sono sicuro che arriverà qualcosa di interessante per me da questi video.

Scopri di più sul blog di Daniele, su Instagram e su Tik Tok!

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Federica Fiordalice

Classe 1994, da sempre il suo sogno nel cassetto è scrivere libri e vivere grazie ad essi. A furia di stare con la testa tra le pagine, è finita su DmU per scrivere e provare a imitare i tanti autori che legge. Al momento ancora non ha scritto alcuna pagina, ma gli scaffali di casa sua continuano ad accumulare libri in attesa di essere letti. Scout per la vita, tra le sue passioni troviamo la corrispondenza cartacea, collezionare cartoline da tutto il mondo e la sua bignè a quattro zampe di nome Wendy. Figlia di Tosca Tassorosso e Durin, capostipite dei Nani tra le file di Tolkien. Dolce, paziente, un po’ stacanovista (a giuste dosi), perfezionista (q.b.). Maneggiare con cura: potrebbe rifilarti freddure di punto in bianco come strategia di difesa.

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