Sono i padri separati i nuovi poveri in Italia?

Sono i padri separati i nuovi poveri in Italia?

E se fossero i padri separati i nuovi soggetti più poveri in Italia?

Il tema della povertà nella nostra nazione è ormai al centro dell’attenzione di diverse organizzazioni umanitarie, nate in principio per occuparsi dei paesi esteri sottosviluppati o colpiti da conflitti armati, che oggi sono costrette ad evidenziare le problematiche insorte nel nostro paese.

La nostra Italia, fondata sul lavoro, nel giorno della Festa della Repubblica, non può che prendere atto di come la povertà derivi soprattutto dalle ultime generazioni colpite dal forte precariato, con difficoltà ad arrivare a fine mese. O di quella fascia di popolazione di età media 50 che ha perso irrimediabilmente la propria occupazione.

La situazione è sicuramente aggravata dalla pandemia di covid-19, ma il problema è precedente all’emergenza sanitaria che evidentemente ha dato una grossa ulteriore mazzata all’economia mondiale.

La conferma ci viene dai dati pubblicati da Caritas nel quarto monitoraggio sull’emergenza pandemia. Sono stati analizzati bisogni, le vulnerabilità, ma anche le risposte e per fortuna le speranze…

Se l’argomento e i diversi punti di vista dai quali si fa l’analisi sono chiari, quello che cambia sono i soggetti più colpiti dal fenomeno. In questo anno pandemico, sembrerebbero i padri single i più poveri in Italia.

Il 46% dei padri (Quasi 1 su 2) risulta separato e non abita più con i propri figli. I padri separati o divorziati in Italia sono 4 milioni, di questi 800.000 vivono sulla soglia di povertà.

Il 66% circa non riesce a sostenere le spese per i beni di prima necessità. Il problema sarebbe individuato nell’assegno di mantenimento che i padri non riescono a sostenere mensilmente, perché spesso sopra le reali possibilità del genitore separato.

Come precisa anche l’Unione dei Padri Separati, nel 94% delle separazioni, i padri sono tenuti al versamento dell’assegno. Inoltre, siccome solo nel 30% dei casi gli è concesso di mantenere la casa, il restante 70% degli uomini deve aggiungere anche i costi per un’abitazione nuova adeguata a ospitare i figli nei giorni in cui gli sono affidati.

Questo nuovo scenario relativo al fenomeno della povertà che si evidenzia oggi non fa comunque dimenticare che purtroppo sono ancora le donne a restare nella fetta maggiore. O come siano gravi anche le condizioni dei giovani disoccupati.

Sicuramente desta attenzione il fatto che i padri, soprattutto quelli separati, rientrino nella categoria dei “nuovi poveri”.

Angela Tassone

Esperta di Comunicazione e Marketing. Componente della delegazione FERPI - Federazione delle Relazioni Pubbliche italiana del Lazio. Socievole e inconsapevole accentratrice, cerca di indirizzare al meglio le proprie energie. E anche se ha imparato che nella vita le cose non si possono mai considerare definitive, il suo amore per la scrittura e i media non passerà mai.

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