Eumachia e Cleopatra tra le prime imprenditrici della storia

Eumachia e Cleopatra tra le prime imprenditrici della storia

L’entrata delle donne nella sfera imprenditoriale e l’emancipazione femminile sono associate a una conquista della storia contemporanea. Indubbiamente è così, anche se tecnicamente le varie testimonianze che ci sono pervenute sembrano dimostrare il contrario. Infatti, le prime donne imprenditrici hanno preso piede già durante l’epoca romana, in particolar modo nella città di Pompei (e non solo). A darci conferma di questa tesi sono state donne come Eumachia e Cleopatra, vissute durante il I secolo a.C.

Entrambe sono esempi di figure femminili emancipate per l’epoca, che hanno dato il via a prime forme di imprenditoria al femminile.

Come hanno preso piede le prime imprenditrici a Pompei?

Si sa che generalmente nell’antichità – ai tempi dei romani, così come in altre epoche purtroppo – le donne ricoprivano un ruolo sociale poco rilevante. Le aspirazioni erano: sposarsi, badare alla casa e ai figli.

Da alcune fonti risulta tuttavia che nell’antica Roma e in particolar modo a Pompei, le donne avevano la possibilità di partecipare anche a diversi momenti sociali. Era proprio durante queste occasioni che esse potevano svolgere attività che oggi definiremmo imprenditoriali e che, col senno di poi, avrebbero permesso loro di emanciparsi.

Studi approfonditi, inoltre, affermano che le guerre del periodo repubblicano abbiano segnato un momento decisivo per la figura femminile dell’Italia di allora. Infatti, dato che la popolazione maschile era stata decimata dai conflitti bellici, le donne hanno subìto un cambiamento radicale nella vita di tutti i giorni. Molte, ad esempio, si sono ritrovate a gestire interi patrimoni ereditati dai mariti defunti. Una cosa inedita in quei tempi, considerato il concetto del pater familias nel diritto romano.

In generale lo spaccato della società femminile dell’epoca lo si comprende appieno analizzando Pompei, che restituisce un quadro complessivo più chiaro rispetto ad altre aree geografiche.

Quando Pompei è diventata colonia romana nell’80 a.C., le donne erano già piuttosto emancipate e quelle appartenenti alla classe più elevata conducevano una vita agiata. Tutto ciò lo sappiamo grazie, ad esempio, alle raffigurazione di alcuni affreschi, provenienti proprio dai centri vesuviani come Pompei. In questi, le figure femminili erano spesso rappresentate immerse nella lettura di testi greci e latini e impegnate a suonare strumenti musicali. O intente a frequentare luoghi pubblici e a gestire attività economiche.

Affresco pompeiano “Donna con tavolette cerate e stilo”, noto anche come il “ritratto di Saffo” – (Fonte: Google Arts & Culture)

Eumachia: la prima imprenditrice di Pompei

In base a quanto abbiamo ereditato dal passato, sappiamo che la prima donna imprenditrice della storia viveva a Pompei. Stiamo parlando di Eumachia, meglio conosciuta come la sacerdotessa di Venere e la patrona dei lavandai (che in latino venivano chiamati “fullones”).

A seguito della morte del marito, Eumachia ha ereditato una notevole attività commerciale incentrata sulla produzione di lana. In poco tempo è diventata una delle personalità più stimate della città di Pompei, grazie anche al suo desiderio di far edificare un grande edificio in cui sarebbe stato ospitato il mercato della lana. L’imprenditrice, successivamente, ha fatto consacrare questa struttura a nome della Corcordia Augusta, della Pietas e di suo figlio, con lo scopo di agevolare l’inizio della carriera politica di quest’ultimo.

Nonostante le poche informazioni che abbiamo sul suo conto, dunque, possiamo affermare che Eumachia ricopriva un ruolo importante in ambito commerciale ai tempi di Augusto.
A confermare questa tesi oltretutto sono stati il ritrovamento della statua in suo onore all’interno del Foro di Pompei e un edificio a lei intitolato, fatto costruire dai famosi “fullones”.

Statua di Eumachia, dedicatale dalla corporazione dei “fullones” – (Fonte: Wikimedia Commons)

Tra tutte le fonti, quella che più di tutte testimonia la vena imprenditoriale di Eumachia è la scritta riportata sulla sua tomba:

“Mi chiamo Eumachia. Mio padre Lucio ha fatto la sua fortuna grazie al commercio: una fiorente industria di anfore, tegole e mattoni e il famoso vino pompeiano. Ho fatto erigere per me e per i miei familiari un sepolcro a esedra, il più imponente di Pompei. Si trova appena fuori da Porta Nocera. Sono stata sacerdotessa di Venere e patrona di una delle corporazioni più potenti della città, i fullones: tintori e lavandai di stoffe. Nel Foro di Pompei ho costruito un grande edificio, dedicato al culto di Livia, la moglie dell’imperatore: qui, nel vasto portico, si svolgevano le transazioni commerciali più importanti della città.”

Cleopatra: imprenditrice di bellezza e prima event planner

“Cleopatra sulle Terrazze di Philae” (1896), di Frederick Arthur Bridgman – (Fonte: Wikimedia Commons)

In Egitto, nello stesso secolo in cui è vissuta Eumachia, era presente un’altra figura femminile molto conosciuta tanto ai suoi tempi quanto ai giorni nostri. Una regina emblema di fascino e vanità, insomma sì, proprio lei…Cleopatra!
La storia e il cinema l’hanno resa famosa e immortale, ma non tutti sono a conoscenza delle mode che ha lanciato nell’ambito del make-up e del suo primato nell’organizzazione di eventi.

A Cleopatra, infatti, dobbiamo la diffusione di uno dei prodotti di make-up più usati: il kajal.
Quest’ultimo, grazie al suo colore scuro e agli ingredienti con cui veniva composto (galena, malachite, antimonio e grasso animale), all’epoca veniva utilizzato solo per proteggere gli occhi dai raggi solari. Successivamente, è stata la regina Cleopatra a iniziare a sfruttarlo come trucco per gli occhi, capace di dare risalto allo sguardo.

Lo sapevi che Cleopatra aveva ideato una fragranza tutta sua? Si dice che cardamomo, cannella e mirra fossero alcuni degli ingredienti originali del “profumo di Cleopatra”, che diversi ricercatori hanno provato a replicare. – (Fonte: Sage Goddess shop)

E non finisce qui…Cleopatra è considerata anche la prima event planner di tutti i tempi. La regina egiziana, infatti, era famosa per organizzare eventi lussuosi nei minimi dettagli. Inclusi incontri amorosi, con l’intento di ammaliare uomini affascinanti e renderli suoi amanti. Secondo quanto ci è stato tramandato, Cleopatra ha catturato il cuore di Marco Antonio proprio in questo modo, organizzando una serata romantica a lume di candela sul Nilo, con pasti deliziosi da gustare.

Che dire, oggi a noi donne non resta che essere grate a personalità femminili di questo tipo. Eumachia e Cleopatra rappresentano infatti due esempi storici (tra tanti che si potrebbero citare) che hanno saputo far prevalere il proprio potenziale, sfruttando a loro vantaggio determinate occasioni per dare il via alle prime forme di imprenditoria al femminile.

Un ottimo esempio da seguire ancora adesso!

Barbara Russo

#SemplicementeCuriosa

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