La truffa del sì

La truffa del sì

L’argomento non è propriamente natalizio, lo so, ma il mio ritorno a casa per le feste di Natale ha coinciso con un truffa perpetrata ai danni della mia famiglia. Niente di irreparabile ma sono rimasta sconcertata dalle modalità e dal fatto che nulla si può fare per combattere questo tipo di persone.

È doveroso fare un preambolo: vivendo all’estero noi figli ci troviamo costretti a interagire con i nostri genitori, a loro volta rimasti soli, su tutta una serie di questioni, tecnologiche soprattutto. Questo impone ore e ore di videochiamate o chiamate telefoniche in cui, con estrema calma, spieghiamo i passaggi da compiere per raggiungere l’obiettivo che loro si sono preposti. Non è sempre facile perché bisogna armarsi di santa pazienza ma già ci sentiamo in colpa per abitare a migliaia di km di distanza, non possiamo certo tirarci indietro di fronte a questioni tecnologiche o amministrative di lieve entità che a loro, sembrano invece insormontabili.

Detto questo, mi accorgo che sono mesi che mia madre riceve telefonate di call-center da numeri diversi. Cercano di venderle qualunque cosa, in particolare farle firmare contratti con nuove compagnie (telefoniche, elettriche, del gas…di tutto). Parliamo di una media di 18/20 telefonate al giorno, sia sul telefono mobile sia su quello di casa. Le telefonate sono talmente tante e continue che quando ti ritrovi a fare una videochiamata con lei, vieni interrotta diverse volte.

Vendere con insistenza

Ora, io capisco l’esigenza di vendere ma qui si raggiunge livelli di stalking da denuncia.

Ma la cosa più sconcertante è il rischio di trovarsi con alcuni contratti stipulati senza sapere come. Il funzionamento di questa truffa telefonica è piuttosto semplice. Si riceve una chiamata – sia su linea fissa sia su telefono cellulare – da un prefisso italiano e l’operatore dall’altra parte ci chiede: ” È lei il signor…con il nostro “nome e cognome”. Secondo le testimonianze delle vittime, se rispondete “Sì” a questa domanda, siete caduti nella loro trappola: tramite un abile lavoro di montaggio audio, quel “Sì” viene aggiunto a domande mai ricevute in una conversazione mai avvenuta. E, anche se chiederete la registrazione della chiamata, ricevereste un file poco comprensibile e di fatto inutilizzabile. Insomma, avendo confermato il proprio nome e cognome ci si ritrova con un nuovo contratto sottoscritto.

Non dite mai “sì”

Nel caso in cui abbiate attivato il servizio per il riconoscimento dei numeri telefonici potete conoscere in anticipo chi vi sta cercando. E bloccarli. Anche se sono tantissimi e diversi tra loro. Pare sia l’unico modo per ricevere un numero di chiamate minore. A quel punto potete decidere di non rispondere o, eventualmente, preparare mentalmente delle risposte che non includano un “sì”. Se, ad esempio, vi dovessero chiedere “Siete voi il signor nome cognome”, la risposta più adatta è “Sono io”. Oppure, rispondere con un’altra domanda, del tipo: chi lo cerca? In caso vi chiedessero “Voi avete già un contratto di fornitura per…” è consigliabile dire “Ho già un contratto con…” oppure “Esattamente”. Nel caso continuassero con “Le posso descrivere la nostra proposta” dovrete replicare, ad esempio, con un “Faccia pure” (o “No grazie” se non siete interessati). Insomma, il segreto per non cadere vittima delle truffe telefonico è solo uno: non dire mai sì.

Se siete caduti in trappola o no, potete fare due cose:  1) sporgere denuncia alle forze dell’ordine o direttamente in Procura. 2) mandare una raccomandata con ricevuta di ritorno disconoscendo il contratto. Eventualmente rivolgendosi alle associazioni di consumatori, per avere un migliore supporto. Inoltre, c’è la possibilità di segnalare il proprio numero al Registro pubblico delle opposizioni. Anche se non esiste la possibilità ancora di inserire i numeri di cellulare. Se poi volete aderire ad un’offerta, vi conviene sempre chiamare i numeri ufficiale che trovate sui siti internet delle aziende.

La truffa dell’energia

Altra truffa che merita una menzione è quella del mercato libero dell’energia. Succede che sempre il famigerato call center vi chiama ( a noi sono venuti anche a citofonare sotto casa e qualcuno si è anche proposto di salire perché non riusciva alegger eil contatore da remoteo). Se qualcuno vi chiama promettendo subito un risparmio certo, diffidate. Come minimo dovrebbe chiedervi quanto state spendendo attualmente, qual è il costo per kWh che vi ritrovate in bolletta. Per non parlare diq uelli che incutono paure immotivate spiegando che esiste la possibilità di sanzioni se non si passa al mercato libero. O ancora, sostenere che il fornitore attuale sta chiudendo e quindi si è a rischio di imminente sospensione del servizio. Tutte bugie, ovviamente.

Un’altra pratica commerciale scorretta molto diffusa è quella di mettere fretta al malcapitato comunicando, con date fantasiose, un passaggio imminente al mercato libero. Non cascateci: il mercato tutelato è già finito (dal primo gennaio 2021) solo per le piccole imprese e alcune microimprese, mentre per le famiglie la la data ufficiale è il primo gennaio 2023.

Sappiate anche che contro questa gente l’unica cosa che funziona è la denuncia anche se spesso, duole dirlo, cade nel vuoto. Quindi, fatevi furbi: non rispondete mai di sì e attaccate il telefono. Prima o poi si stancheranno di voi e passeranno ad un altro malcapitato.

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#ostinatamenteEclettica

Paola Proietti

Classe '77, giornalista professionista dal 2008. Ho lavorato in radio, televisione e, vista l'età, anche per la vecchia carta stampata. Orgogliosamente romana, nel 2015 mi trasferisco, per amore, in Svizzera, a Ginevra, dove rivoluziono la mia vita e il mio lavoro. Mamma di due bambine, lotto costantemente con l'accento francese e scopro ogni giorno un pezzo di me, da vera multitasking expat.

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