Il Pandoro: storia di un dolce veneto

Il Pandoro: storia di un dolce veneto

Il Pandoro, insieme al Panettone, è l’altro dolce natalizio che rappresenta di più la nostra tradizione. Forse meno “famoso” del Panettone, almeno nel resto del mondo, in Italia rimane sempre la giusta colazione e dessert nei giorni di festa.

Pandoro

Come già raccontato per il panettone, anche le sue di origini sono diverse e discordanti. Ma quasi tutte riportano la nascita di un primo “pan de oro” intorno al 1500 in Veneto. Durante il periodo della Repubblica Veneziana ci sono le prime tracce di un dolce conico chiamato appunto pan de oro.

La storia ci racconta che il nome gli è stato dato da un pasticcere che dopo averlo tirato fuori dal forno, vedendolo così dorato e rimanendone sorpreso esclama “pan d’Oro”. L’evoluzione del nome in Pandoro è arrivata poi, in modo naturale.

Pandoro

Ma come accade spesso i racconti e le leggende che avvolgono la nascita di dolci e tradizioni del nostro Paese non sono mai certe, e ce ne sono sempre più di una. Ed è così anche per il pandoro. Infatti molti sostengono che sia la naturale evoluzione di altri dolci, il Nadalin o il Pane di Vienna.

Il primo è sempre un dolce natalizio che si è diffuso nel 1200, quindi anni prima del pan de oro, quando un dolce sempre a forma di stella compare per le prime volte sulle tavole italiane. Era senza dubbio meno burroso e meno lievitato. Mentre il Pane di Vienna è un dolce tipico austriaco sempre a base di burro. Molto più lievitato rispetto ai nostri dolci e la sua presenza la individuiamo intorno al 1814. Quando Verona cade nelle mani degli austriaci e i pasticceri iniziano ad inviare in Italia i loro dolci tipici.

Ma c’è chi lega la nascita del Pandoro ad un altro piatto tipico del Veneto, ovvero il Pan di Natale che sembra essere la ricetta più simile.

Pandoro

Del Nadalin il pandoro eredita la forma a stella. Mentre del Pan di Natale probabilmente deriva la ricetta che veniva fatta nel monastero femminile di San Giuseppe a Fidenzio.

Infatti, analizzando i registri di spesa della casa veronese Del Bene, della fine del 700, oltre a trovare registrato il Nadalin troviamo anche un acquisto sistematico del Pan di Natale del monastero. Lo storico Brugnoli ci dice anche che nello stesso giorno, 21 dicembre 1790, il monastero acquista 500 uova, grandi quantità di burro e di zucchero per il Pan di Natale.

Altri sostengono che questo pane dolce di Natale è ispirato ad un altro dolce della tradizione veronese natalizio, il Levà. Le donne di Verona preparavano il Levà per la notte della vigilia di Natale. Era con pinoli, canditi e una copertura di mandorle e zucchero.

Bisogna aspettare la fine del 1800 quando il pasticcere Domenico Melegatti recupera la ricetta del Levà, reinventandola. Toglie alcuni ingredienti come i pinoli, i canditi e la copertura di mandorle aggiungendone altri, come il burro, lo zucchero e le uova. Ne nasce un dolce molto lievitato, morbidissimo e dalla crosta così sottile e dorata da non sembrare neanche la crosta, ad esempio tipica del panettone.

pandoro melegatti

A questo punto serve un nuovo stampo, perché il pandoro lievita molto di più del levà. Così Melegatti chiede al pittore Angelo Dall’Oca Bianca di creare per lui un nuovo stampo a piramide tronca con otto punte e che poteva contenere tutto il dolce. A questo punto, però serviva anche un forno adatto, così anche quello viene costruito su misura.

Il dolce natalizio ha avuto da subito tanti imitatori. Domenico Melegatti innervosito da tutte queste imitazioni decide di dimostrare a tutti che l’origine del Pandoro è riconducibile a lui. Da qui la famosa “sfida delle 1.000 lire”: ovvero invita tutti i pasticcieri che fabbricavano un dolce simile al suo a divulgare la vera ricetta del Pandoro. Premio la somma di lire 1.000. Nessun pasticciere si è mai presentato.

Memore di tutto questo, Domenico Melegatti decide che dopo tanti sacrifici e idee, quel dolce dovrà essere anche per legge suo. E se per le origini e la nascita del pandoro troviamo pareri e racconti differenti, possiamo dire, con certezza che esiste una data relativa alla nascita commerciare del pandoro. È il 14 ottobre del 1884, quando il pasticcere veronese, Domenico Melegatti, richiede ed ottiene l’attestato di privativa industriale (il brevetto dell’epoca) per un dolce lievitato a forma di stella a otto punte al Ministero di Agricoltura e Commercio del Regno d’Italia.

pandoro
Brevetto del Pandoro

Oggi il Pandoro ancora decora le nostre tavole natalizie e stuzzica i nostri palati, e quel sapore unico e soffice decorato solo da zucchero a velo, regala a piccoli e grandi un Buon Natale.

Laura Cardilli

#ostinatamenteottimista

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