“È stata la mano di Smith”

“È stata la mano di Smith”

Il titolo del mio pezzo: “è stata la mano di Smith” è l’unica cosa di ironico della vicenda.

Anche se tutta questa storia che sto per raccontarvi sembrava una gag studiata a tavolino per gli spettatori presenti in sala.

Gli attori protagonisti sono un attore in serata di vittoria da Oscar Will Smith e un attore famoso che finiti i copioni e le battute, prova anche la carta della malattia per far sorridere, scadendo però sul ridicolo.

Ma raccontiamo dall’inizio.

Serata degli Oscar 2022.

L’attore Chris Rock inizia il suo show tra battute banali e altre più strutturate verso i protagonisti della serata.

Quando la sua attenzione si focalizza sulla moglie di Smith, o meglio sui capelli di Jada Pinkett Smith non una nuova vittima ai suoi scherzi già presa di mira nel 2016.

La battuta di cattivo gusto alludeva alla testa rasata dell’attrice, ha detto che “non vedeva l’ora di vedere il ritorno di Jane 2”, riferendosi al film Soldato Jane in cui la protagonista Demi Moore è rasata a zero.

Jada Pinkett Smith soffre di alopecia già da vari anni e questo la costringe a tenere i capelli così corti.

Dopo aver subìto la battuta di cattivo gusto, la moglie di Smith aveva alzato gli occhi al cielo non gradendo.

Will Smith impulsivamente è salito sul palco ed ha sferrato un ceffone a Chris Rock per niente delicato.

L’accaduto ha subito raggelato la serata e il pubblico, per qualche istante rimasto incerto se fosse una gag o la realtà.

Subito dopo Smith tornato a sedere ha urlato: “Lascia il nome di mia moglie fuori dalla tua fottuta bocca”.

Anche senza microfono la sua rabbia e il suo labiale erano molto eloquenti.

A fine serata, Chris Rock ha deciso di non sporgere denuncia, almeno per ora, e dunque Will Smith non sarà arrestato.

La malattia

Jada Pinkett Smith con un video pubblicato sui social rasata a zero aveva reso pubblica la sua malattia nel 2018: “Mi raso fino al cuoio capelluto, altrimenti sembra che sia stata operata alla testa, o qualcosa del genere. Credo proprio che io e l’alopecia diventeremo amiche”.

Ancor di più nell’ultimo periodo era tornata a parlarne perché la malattia si era aggravata, dando dei messaggi di forza e di coraggio e anche della grande importanza di accettazione della malattia.

L’alopecia, malattia autoimmune come tante altre che colpiscono la vita di un uomo o donna, trascinano con sé nel vortice della sofferenza l’intera famiglia, scardinando serenità ed equilibri.

Tutto questo dovrebbe essere solo compreso e mai essere oggetti di scherno, di riso o battute futili, proprio perché è anche un dramma psichico oltre che fisico.

Sottolineo la gran mancanza di rispetto e la grande insensibilità dello sfottò.

Non si sa mai cosa si va a toccare, quanto male può fare, se poi è una malattia che porta via i capelli oggetto tante volte della personalità di una donna, parte della sua bellezza e della sua identità, si deve avere ancora più tatto.

Ho avuto l’onore di intervistare Smith personalmente nel 2009 per la presentazione di “Sette Anime” qui a Roma.

Ho sempre avuto una grande ammirazione per lui, per il suo animo buono anche nel sociale. 

Mai giustificare la violenza

La violenza è sempre sbagliata che sia chiaro ma da ambo i lati perché anche quella verbale può far male allo stesso modo, ridimensioniamo il gesto per quello che è, un ceffone. 

Un comico dovrebbe capire però su cosa è giusto o no scherzare, sulla sofferenza non mi sembra qualcosa di accettabile. 

Pensare a quanto la famiglia Smith stia soffrendo per questa malattia per far alzare un uomo (così conosciuto) in piedi in mondovisione e far tacere in qualsiasi modo un uomo che deride tua moglie malata. 

Will Smith si sarà pentito all’istante, le sue lacrime qualche minuto dopo con la statuetta in mano, fresco di vittoria per “King Richard”, avevano il sapore del rimpianto, essersi reso protagonista di un gesto del genere non è da lui: “Voglio chiedere scusa agli Academy, voglio chiedere scusa a tutti i colleghi nominati. Questo è un momento bellissimo e non sto piangendo per aver vinto un premio. L’amore ti fa fare cose folli”

A fine serata l’Academy ha condannato il gesto di Will Smith: l’organizzazione degli Oscar non perdona la violenza in nessuna forma. 

La vicenda lascerà una macchia sulla carriera dell’attore anche perché sarebbe stata la serata che lo incoronava migliore attore protagonista, invece si è visto solo protagonista di un cattivo esempio.

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Emanuela Impieri

Mi chiamo Emanuela Impieri, sono nata a Roma 34 anni fa. In passato, la mia timidezza mi ha portato a guardare il mondo senza essere guardata, nascosta dietro la macchina da presa, la mia più grande passione. Ho curato la regia e scritto la sceneggiatura di vari cortometraggi per poi approdare alla tv locale romana, prima a "canale 10" poi per undici anni nel reparto tecnico di Retesole essendone anche la responsabile, per arrivare a collaborare con le tv nazionali. Sono stata docente di dieci Master in Giornalismo Radiotelevisivo per Eidos Communication. Mi piace lavorare e far la differenza proprio in quei settori in cui le quote rosa sono latitanti. Ho cambiato tutto per questo lavoro, città, amici, un’intera vita, finché un matrimonio e una bimba hanno rimescolato le carte per rinnovare tutto di nuovo. Per loro mi diletto a “mettere a fuoco” la mia vita sull’altra passione; cucinare, prima che per gli altri diventasse una moda. Perchè “Cucinare è come Amare o ci si abbandona o si rinuncia”. Il mio stile di vita.

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