Genitori e figli: il mestiere più difficile del mondo

Genitori e figli: il mestiere più difficile del mondo

Mia figlia ha scelto il vestito per al sua Prima Comunione. Abbiamo approfittato di una mini vacanza in Italia e siamo andati in giro per negozi. Lei è un po’ un “maschiaccio”. Timida e riservata, mi ha detto fin dall’inizio ( anche con un certo timore) “Mamma, lo so che quel giorno vuoi che sia vestita bene ma per favore, posso mettermi i pantaloni e le scarpe da ginnastica?”

Ho pensato a come ero io alla sua età e al vestito che mia madre aveva cucito apposta per me. Lo ha ancora appeso nell’armadio di casa. A quei tempi non potevo ribellarmi…insomma, ero una abbastanza obbediente e non mi andava di farla rimanere male. Tutto sommato il vestito mi piaceva ma se fosse stato per me, sarei entrata in chiesa in jeans e scarpe da ginnastica. Ci ho passato il resto della vita (in jeans e scarpe da ginnastica) nonostante le sue rimostranze che, anche oggi alla veneranda età di 45 anni (i miei), continua a farmi.

Ovviamente, a mia figlia Giulia ho detto che andava bene, basta che si sentiva a suo agio (anche perché poi me lo avrebbe rinfacciato per il resto della giornata…). Questa cosa mi ha fatto riflettere su quanto condizioniamo le scelte dei nostri figli.

Genitori e figli, un’eterna lotta

Renderli liberi ma consapevoli delle loro scelte è la cosa più difficile da fare per un genitore. Una poesia presa dal web tempo fa mi ha fatto pensare sul rapporto tra genitori e figli e su quanto c’è da lavorare.

“Ci sono cose da dire ai nostri figli. Come ad esempio che il fallimento é una grande possibilità. Si ricade e ci si rialza. Da questo s’impara. Non da altro. Dovremmo dire ai figli maschi che se piangono, non sono femminucce. Alle femmine che possono giocare alla lotta o fare le boccacce senza essere dei maschiacci. Dovremmo dire che la noia è tempo buono per sé. Che esistono pensieri spaventosi, e di non preoccuparsi. Dovremo dire che si può morire, ma che esiste la magia.

Ai nostri figli dovremmo dire che il giorno del matrimonio non è il più bello della vita. Che ci sono giorni sì, e giorni no. E hanno tutti lo stesso valore. Che bisogna saper stare, e basta. E che il dolore si supera. Ai nostri figli maschi dovremmo dire che non sono Principi azzurri e non devono salvare nessuno. Alle femmine che nessuno le salva, se non loro stesse.

Genitori e figli, un mestiere difficile

Altrimenti le donne continueranno a morire e gli uomini a uccidere.Ai nostri figli dovremmo dire che c’è tempo fino a quando non finisce, e ce ne accorgiamo sempre troppo tardi. Dovremmo dire che non ci sono né vinti né sconfitti, e la vita non è una lotta. Dovremmo dire che la cattiveria esiste ed è dentro ognuno di noi. Dobbiamo conoscerla per gestirla. Dovremmo dire ai figli che non sempre un padre e una madre sono un porto sicuro. Alcuni fari non riescono a fare luce. Che senza gli altri non siamo niente. Proprio niente. Che possono stare male. La sofferenza ci spinge in avanti.E prima o poi passa.

Dovremmo dire ai nostri figli che possono non avere successo e vivere felici lo stesso. Anzi, forse, lo saranno di più. Che non importa se i desideri non si realizzano, ma l’importante è desiderare. Fino alla fine. Bisogna dir loro che se nella vita non si sposeranno o non faranno figli, possono essere felici lo stesso. Che il mondo ha bisogno del loro impegno per diventare un luogo bello in cui sostare. Bisogna dirgli che la povertà esiste e dobbiamo farcene carico. Che possono essere quello che vogliono. Ma non a tutti i costi. Che esiste il perdono. E si può cedere ogni tanto, per procedere insieme. Ai figli dovremmo dire che possono andare lontano. Molto lontano. Dove non li vediamo più. E che noi saremo qui. Quando vogliono tornare.”

Cinzia Pennati

Ecco. Penso che dovremmo dire questo ai nostri figli. Ma dovremmo dire anche molto di più di noi stessi. Di come abbiamo affrontato i problemi alla loro età. Perché sono curiosi e vogliono sapere. Vogliono conoscerci. Sono pieni di domande che gli frullano per la testa e noi dovremmo essere abbastanza bravi da capire quando vogliono farci queste domande.

Se ci sei pensa un attimo fare il genitore è veramente il mestiere più difficile del mondo. Ma anche fare il figlio non è uno scherzo.

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#ostinatamenteEclettica

Paola Proietti

Classe '77, giornalista professionista dal 2008. Ho lavorato in radio, televisione e, vista l'età, anche per la vecchia carta stampata. Orgogliosamente romana, nel 2015 mi trasferisco, per amore, in Svizzera, a Ginevra, dove rivoluziono la mia vita e il mio lavoro. Mamma di due bambine, lotto costantemente con l'accento francese e scopro ogni giorno un pezzo di me, da vera multitasking expat.

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