Sechseläuten: l’estate a Zurigo secondo il Böögg

Sechseläuten: l’estate a Zurigo secondo il Böögg

Caro Böögg, quella che verrà che estate sarà?

Ogni anno gli abitanti di Zurigo affidano (simbolicamente) le previsioni della bella stagione in arrivo ad un pupazzo di neve alto 3 metri e quaranta. Simbolo dell’inverno, la testa imbottita di petardi, messo letteralmente al rogo nella piazza centrale della città, per dare ufficialmente il benvenuto alla primavera.

Più velocemente la testa del fantoccio esplode, più l’estate dovrebbe essere calda e secca. Quest’anno se l’è presa davvero comoda visto che sono trascorsi ben 38 minuti dall’accensione della pira affidata al landamano (presidente del governo) di Uri Urban Camenzind.

Tanto per avere un termine di paragone…lo scorso anno lo scoppio si è verificato in tempi molto più brevi (12 minuti e 57 secondi), aprendo le porte ad un’estate che però, malgrado i buoni propositi, è stata caratterizzata da temperature ben al di sotto delle medie stagionali. Così piovosa da registrare storiche esondazioni di fiumi e laghi.

Per le previsioni meteo, quello vere, va da sé che sia meglio riferirsi ai canali tradizionali!

Curiosità:

il nomignolo Böögg deriva da Bogeyman, un mostro o creatura mitologica creata per spaventare i bambini, come ad esempio l’uomo nero. 

Il Böögg non è sempre stato parte della Sechseläuten tradizionale organizzata dalle corporazioni. Il giorno dell’equinozio erano i ragazzi a bruciare, nella vicina Bürkliplatz, numerosi fantocci con le sembianze di pupazzo di neve per poi legarli su carri e trascinarli per le vie della città urlando a squarciagola.

Solo alla fine del XIX secolo le due usanze si unirono in un unico evento.

La tradizione della Sechseläuten

Se come meteorologo il Böögg non risulta del tutto affidabile (chi vive a Zurigo quest’anno ringrazia e tira un sospiro di sollievo) rimane indubbio il fascino di un evento storico che risale al lontano 1525 e che viene celebrato, nella forma attuale, a partire dal 1904. 

Sechseläuten in tedesco.

Sächsilüüte nel dialetto locale.

“Il rintocco delle sei” la traduzione letteraria in italiano.

All’epoca la città era governata dal Consiglio di Zurigo, composto da membri delle varie corporazioni. Visto che con l’arrivo della primavera aumentavano anche le ore di luce, il Consiglio aveva deciso di posticipare la fine della giornata lavorativa. I lavoratori avrebbero dovuto riporre gli attrezzi non più alle cinque ma alle sei di sera!

L’origine del nome, Sechseläuten, è legata ai rintocchi della seconda campana più grande della cattedrale di Grossmünster, che scandivano il nuovo orario lavorativo. Non più fino alle 17 ma fino alle 18.
Da allora alle sei in punto del pomeriggio, il giorno della festa di primavera, ogni terzo lunedì di aprile, le fiaccole incendiano il Böögg. 

Il rogo è anticipato da un lungo corteo che si snoda lungo le vie principali della città e che vede sfilare uomini, donne e bambini in rappresentanza delle diverse corporazioni zurighesi. I membri delle 26 gilde danno vita ad una vera e propria parata che restituisce alla città un tocco del suo passato. 

La tradizione delle corporazioni risale, infatti, al Medioevo. Come testimoniano anche le signorili case dei mestieri, ad esempio la Zunfthaus zur Waag, citata già nel 1303. 

Cortei, maschere, fanfare. Un momento di convivialità che a Zurigo segna il passaggio dall’inverno alla primavera. La tradizione vuole che siano i bambini ad aprire i festeggiamenti con una sfilata nel centro città la domenica pomeriggio. È durante questo corteo che compare il Böögg.

Il lunedì pomeriggio è, poi, la volta delle corporazioni. Circa 3500 uomini, 350 cavalieri, 50 carri e una trentina di fanfare che si dirigono verso la Sechseläutenplatz. Alle migliaia di spettatori lungo le transenne vengono regalati fiori, panini, mele. Un’esplosione di musica, profumi e colori. Un entusiasmo contagioso che ripaga dell’attesa (per un posto in prima fila bisogna ovviamente arrivare almeno un’ora prima della partenza della sfilata).

Per chi volesse, sul sito ufficiale della manifestazione, è possibile prenotare e acquistare uno dei posti a sedere collocati lungo il percorso del corteo.

Dopo l’esplosione la festa prosegue con un’enorme grigliata in cui ognuno può cuocere le proprie salsicce sui resti del rogo del Böögg.

Consiglio di viaggio:

Per comprendere appieno come le corporazioni hanno influito e plasmato la vita sociale e politica di Zurigo per secoli, per chi è in visita a Zurigo durante la Sechseläuten, è consigliata la visita al museo delle corporazioni.

Imperdibile una sosta in uno dei ristoranti che hanno sede all’interno delle antiche case delle corporazioni storiche (come Zunfthaus zur Waag per gustare specialità tradizionali o, per gli amanti della carne, il Ristorante AuGust all’interno della corporazione dei macellai).

Mentre gli zurighesi attendono di scoprire se anche quest’estate dovranno aprire gli ombrelli, il Böögg dà a tutti l’appuntamento alla prossima primavera: lunedì 17 aprile 2023.

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#CaparbiamenteSognatrice


Elisabetta Mazzeo

Elisabetta, classe 1981. Ogni 18 anni un cambiamento. Prima la Calabria, poi Roma, ora Zurigo. Domani chissà. La mia sfida quotidiana? Riuscire nell’impresa di essere contemporaneamente mamma, moglie, giornalista, scrittrice e ora anche blogger. Ore di sonno: poche. Idee: tante. Entusiasta, curiosa, caparbia, sognatrice. Scrivere è un’esigenza. Una lunga gavetta nei quotidiani e nelle tv locali, poi l'approdo come inviata di Sport Mediaset. Non ho dubbi: il mio è il mestiere più bello del mondo. Una passione prima che un lavoro. Oggi ricopro l'inedito ruolo di vicedirettore a distanza di Retesole, l’emittente che mi ha visto crescere umanamente e professionalmente. Divoro libri e uno l'ho anche scritto, mi nutro di storie di sport, mi diletto in cucina, scatto e colleziono foto, mi alleno quanto basta per non sentirmi in colpa e in compenso macino chilometri armata di scarpe da ginnastica e passeggino. Se fino a tre anni fa la mia vita viaggiava a ritmi frenetici, l’arrivo di mia figlia ha rimodulato le priorità. E adesso è con lei e per lei che continuo a mettere le mie passioni in campo, tra "pensieri e parole".

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