Come nasce l’idea del nostro progetto #distantimaunite

In questo video vi raccontiamo come nasce l’idea di distantimaunite!

C’era un tempo in cui il tempo era solo uno scorrere frenetico di minuti e ore. Quelle lancette scandite da impegni in agenda e mille cose da fare. Che fossimo a casa, al lavoro, per strada, forse addirittura a fare shopping era un continuo controllare l’orologio. È tardi, è tardi, avrebbe detto e ripetuto il coniglio di Alice. Da qualche settimana a questa parte il tempo è diventato un compagno di vita. Abbiamo imparato a conoscerlo, apprezzarlo, anche ad amarlo. Ed è grazie al tempo che un giorno mi sono messa a pensare a come trascorrere in maniera costruttiva questa quarantena forzata a cui l’esplodere dell’emergenza Covid 19 ci ha costretto, privandoci della nostra libertà di movimento, dei baci, degli abbracci, del contatto umano e familiare. Oggi le tecnologie ci permettono di sentirci uniti nonostante la distanza fisica. E allora mi sono detta: ho tante amiche, colleghe, compagne con cui ho amato lavorare, confrontarmi, trascorrere un pezzetto di vita. Donne che stimo, che hanno qualcosa da dire e da trasmettere agli altri. Donne ognuno a suo modo speciale che oggi decidono di condividere un’avventura. Dovunque porterà. Per qualsiasi tempo durerà. Perché anche se non volevamo o non lo avevano previsto abbiamo imparato che il tempo è un amico che dobbiamo coccolare, oggi come domani. Perché le nuvole Vengono vanno ritornano e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai. Ma quel posto dove stai è il posto del cuore. Quello che c’era ieri ma non lo vedevi, quello che c’è oggi quello che ci sarà domani quando tutto questo sarà un tempo da ricordare. E potremo dire a quel tempo che noi lo abbiamo vissuto. Distanti ma unite.

Elisabetta Mazzeo

il potere della condivisione

Elisabetta Mazzeo

Elisabetta, classe 1981. Ogni 18 anni un cambiamento. Prima la Calabria, poi Roma, ora Zurigo. Domani chissà. La mia sfida quotidiana? Riuscire nell’impresa di essere contemporaneamente mamma, moglie, giornalista, scrittrice e ora anche blogger. Ore di sonno: poche. Idee: tante. Entusiasta, curiosa, caparbia, sognatrice. Scrivere è un’esigenza. Una lunga gavetta nei quotidiani e nelle tv locali, poi l'approdo come inviata di Sport Mediaset. Non ho dubbi: il mio è il mestiere più bello del mondo. Una passione prima che un lavoro. Oggi ricopro l'inedito ruolo di vicedirettore a distanza di Retesole, l’emittente che mi ha visto crescere umanamente e professionalmente. Divoro libri e uno l'ho anche scritto, mi nutro di storie di sport, mi diletto in cucina, scatto e colleziono foto, mi alleno quanto basta per non sentirmi in colpa e in compenso macino chilometri armata di scarpe da ginnastica e passeggino. Se fino a tre anni fa la mia vita viaggiava a ritmi frenetici, l’arrivo di mia figlia ha rimodulato le priorità. E adesso è con lei e per lei che continuo a mettere le mie passioni in campo, tra "pensieri e parole".

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