Un tuffo nei mari italiani: bandiere blu e dove trovarle

Un tuffo nei mari italiani: bandiere blu e dove trovarle
Tra sogni e realtà

Chi di noi in questi mesi di quarantena e lockdown non ha desiderato un tuffo in mare? Mettetevi comodi, ciabatte pronte e immaginazione sul comodino. Per scoprire insieme le 407 spiagge italiane premiate dalle “bandiere blu” edizione 2020. E magari decidere di buttare il cuore oltre l’ostacolo e prenotare qualche giorno di vacanza in una di queste splendide località. Perché il turismo ha bisogno di noi, per provare a sopravvivere ad una stagione dai numeri falsati, per forza di cose, dall’emergenza coronavirus che ha stravolto le nostre vite negli ultimi mesi.

Cos’è una bandiera blu?

E’ un riconoscimento internazionale, istituito nel 1987 Anno europeo dell’Ambiente, che viene assegnato ogni anno in 49 paesi, inizialmente solo europei, più recentemente anche extra-europei, con il supporto e la partecipazione delle due agenzie dell’ONU: UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo), con cui la FEE ha sottoscritto un Protocollo di partnership globale e riconosciuta dall’UNESCO come leader mondiale nel campo dell’educazione ambientale e dell’educazione allo sviluppo sostenibile. Bandiera Blu è un eco-label volontario assegnato alle località turistiche balneari che rispettano criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio.

La buona notizia

Quest’anno in Italia sono 195 i comuni e 75 gli approdi turistici (per un totale di 407 spiagge) che hanno dimostrato di avere acque di balneazione eccellenti e che potranno fregiarsi del riconoscimento “Bandiera Blu 2020”. Un numero che corrisponde a circa il 10% delle spiagge premiate a livello internazionale. A dimostrazione che il mare italiano non ha nulla da invidiare al resto del mondo.

Qui l’elenco dei comuni bandiera blu 2020 in Pdf

Elenco spiagge Bandiere Blu 2020 Italia
Il coraggio di ripartire

L’imbarazzo della scelta c’è. Ora tocca trovare il coraggio di riprendere in mano le nostre vite e provare a ripartire, seguendo le regole, evitando gli “assembramenti” e dotandoci di una buona dose di senso di responsabilità che non guasta mai.

Dobbiamo farlo per tutelare noi stessi, le nostre famiglie, e l’altro in generale, chiunque esso sia. Allo stesso tempo siamo chiamati a contribuire nel nostro piccolo al rilancio del turismo del nostro Paese, colpito duramente da una pandemia globale che non ha risparmiato nessuno.

Il nostro mare, quello limpido e cristallino, ci aspetta. Forse più pulito che mai.

Al momento, poi, secondo gli studi scientifici messi a disposizione dai ricercatori dell’Ifremer, l’Istituto francese di ricerca per l’utilizzazione del mare, il coronavirus non sopravviverebbe nell’acqua di mare. E meno male, almeno quello!

E allora chiudete gli occhi, immaginatevi la sabbia (o i sassolini) sotto i piedi, il rumore delle onde come sottofondo. Ok quando li riaprirete avrete davanti solo il vostro smartphone o il vostro computer. Ma non disperate. Un modo per tuffarci lo troveremo. Non nell’alcol, of course.

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Elisabetta Mazzeo

Elisabetta, classe 1981. Ogni 18 anni un cambiamento. Prima la Calabria, poi Roma, ora Zurigo. Domani chissà. La mia sfida quotidiana? Riuscire nell’impresa di essere contemporaneamente mamma, moglie, giornalista, scrittrice e ora anche blogger. Ore di sonno: poche. Idee: tante. Entusiasta, curiosa, caparbia, sognatrice. Scrivere è un’esigenza. Una lunga gavetta nei quotidiani e nelle tv locali, poi l'approdo come inviata di Sport Mediaset. Non ho dubbi: il mio è il mestiere più bello del mondo. Una passione prima che un lavoro. Oggi ricopro l'inedito ruolo di vicedirettore a distanza di Retesole, l’emittente che mi ha visto crescere umanamente e professionalmente. Divoro libri e uno l'ho anche scritto, mi nutro di storie di sport, mi diletto in cucina, scatto e colleziono foto, mi alleno quanto basta per non sentirmi in colpa e in compenso macino chilometri armata di scarpe da ginnastica e passeggino. Se fino a tre anni fa la mia vita viaggiava a ritmi frenetici, l’arrivo di mia figlia ha rimodulato le priorità. E adesso è con lei e per lei che continuo a mettere le mie passioni in campo, tra "pensieri e parole".

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