Un secondo tempo da non perdere

Pubblicato da Sabrina Villa il

Prima c’è la semina poi la mietitura. Il ciclo della vita richiede una stagione per piantare i semi, una o due per lasciar crescere e infine il raccolto. Avviene così per ogni aspetto dell’esistenza. Non fa eccezione il lavoro: ad una prima parte di studio, cura e fatica segue il momento in cui si possono raccogliere i frutti di quello per cui ci si è impegnati tanto. E anche se non mancheranno ugualmente doveri e responsabilità, ciò che arriverà sarà un secondo tempo da non perdere e da assaporare.

Per arrivare a tutto questo però c’è bisogno di molta tenacia e fatica. Certamente se le nostre passioni e interessi incontreranno la volontà allora la strada da percorrere sarà ben delineata e forse un po’ più semplice. Il cammino potrà essere fatto di discese e salite ma il momento della realizzazione troverà modo di farsi largo anche tra tutti gli ostacoli. Bisognerà dedicarsi a ciò che si è scelto e avere il solo intento di svolgere nel miglior modo possibile il nostro incarico. Sarà così che l’impegno farà la differenza e quell’ardore ci darà la marcia in più. Mentre difficoltà e duro lavoro diventeranno i mattoni su cui poggiare le basi del nostro successo.

In ogni attività la passione toglie gran parte della difficoltà.

(Erasmo da Rotterdam)

Chi lavora con passione possiede qualità che vanno oltre le normali attitudini e riesce a dimostrare con i fatti il proprio impegno.

Ci vuole una grande disponibilità e una grande determinazione, perché potrebbero esserci dei momenti di sfiducia e sconforto .

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Così descrive il proprio lavoro Valerio Caroli, oggi Responsabile dell’area fisioterapica della Ternana Calcio.

Valerio vive la sua professione come una missione. Proprio quest’anno è tornato lì dove per lui tutto ebbe inizio, quasi per gioco, nel 1997. Ternano di nascita e ancora studente venne coinvolto e reclutato in un’attività professionale con la squadra di calcio della sua città, allenata allora da Luigi Del Neri. Non era tanto convinto della cosa perché non era un grande tifoso di calcio.

Feci quell’esperienza e riscossi i complimenti. Mi chiesero di restare anche l’anno successivo e io, che mi ero affezionato all’ambiente, rimasi. Per ben sette anni dal 1997 al 2004.

Il suo fu un tentativo professionale che, a guardare indietro, riuscì molto bene.

Dopo Terni, Stefano Capozucca, che della Ternana di quel periodo era Direttore Generale chiese a Valerio di seguirlo al Genoa. Stessa attività, stesso impegno e stesso spessore. Così fu. Otto anni, dal 2004 al 2012, in qualità di Responsabile della fisioterapia dei rossoblù.

Sono stato benissimo nel Genoa, un’esperienza meravigliosa, che mi ha regalato tantissimo e mi ha fatto crescere sotto tanti aspetti.

Poi nel 2012, per ragioni non lavorative, mentre lascia il Genoa e sta per tornare a Terni, c’è il il passaggio alla S.S. Lazio. Nel club della Capitale resta fino a giugno 2020 quando annuncia le sue dimissioni. Una decisione repentina e generata da motivi personali. Valerio ringrazia tramite un post su Facebook, Claudio Lotito, tutta la Società e la tifoseria. Quasi contemporaneamente esce il comunicato stampa della Ternana che ne annuncia l’ingaggio.

Valerio Caroli dopo circa sedici anni torna a casa e dà inizio al suo secondo tempo.

Però è il mio secondo tempo e io voglio godermelo
Perché io spero tanto che sia splendido

(Max Pezzali)

Nel dare l’annuncio la Ternana indica in Valerio Caroli uno dei più esperti e preparati fisioterapisti del panorama nazionale. E questa è l’esatta percezione che si ha della sua professionalità. Un traguardo a cui è arrivato dopo anni di studi, gavetta e duro lavoro. E soprattutto con una smisurata passione, attuata in modo instancabile.

Lavoriamo senza orari: di mattina, di pomeriggio, di sabato, di domenica. Si lavora sempre. Ci vuole una grande disponibilità al lavoro, dobbiamo ricordarci che non timbriamo un cartellino. E per riuscire ad essere sempre pronti è fondamentale che ci sia una grande passione di fondo, ma non basta. Questa attività non si può improvvisare, va supportata da studi universitari, dal rispetto delle regole, dei canoni del lavoro e di quelle che sono le leggi della medicina. Un insieme di fattori complessi ed articolati, però è quello che ci siamo scelti e che ci piace. E ci pagano pure!

Il ruolo che ricopre Valerio va dall’approccio psicologico a interventi di manualità. Sempre disponibile e pronto ad agire per soddisfare quelle che sono le esigenze di uno sportivo di alto livello, necessità che si presentano 24 ore su 24.

Parliamo di grandi professionisti che cercano sempre un confronto, un consenso che permetta loro di non commettere errori. D’altra parte, noi cerchiamo sempre di dosare e rilasciare consigli che siano ottimali in base al tipo di persona che abbiamo davanti. E’ una sottile linea quella in cui operiamo perché entriamo in un sistema che è anche psicologico. E’ necessario dosare bene le parole e ricordarci che il calciatore è sì uomo ma anche capitale, ha un valore economico per la società per cui lavoriamo. Abbiamo dunque il dovere di conservare e migliorare quel patrimonio umano, mettendolo nelle migliori condizioni di positività e intensità. I giocatori devono essere pronti con la gamba e con la mente. A noi è affidato il compito di fungere da materassi in grado di attutire e ammorbidire eventuali dinamiche negative. Fa tutto parte della responsabilità del mio ruolo.

Già la responsabilità. Un concetto particolare e di non facile comprensione, sicuramente legato all’idea di libertà. Chi è libero infatti può decidere di porsi dei limiti personali, avendo chiaro il fatto che il proprio agire o non agire può provocare effetti per gli altri. E’ una sfera di attenzione che va oltre l’orario o lo stretto ambito e compito lavorativo. E come la passione, è indispensabile per dare un segno del proprio valore.

Consiglio a un giovane attirato da questa attività di studiare molto. Di portare avanti la propria passione con umiltà, continuando ad avere la semplicità e la voglia di imparare anche la responsabilità che ci si assume. Quando si entra in uno spogliatoio è necessario farlo in punta di piedi, rispettando e facendo silenzio. E’ la dedizione l’arma migliore per farcela.

Nel corso degli anni piedi, gambe e personalità di molti giocatori e campioni sono passati sul lettino di Valerio .

Diego Armando Maradona

Le gambe che non scorderò mai sono quelle di Kakha Kaladze. Mai più vista tanta incredibile potenza muscolare. Riusciva a giocare malgrado la lesione all’adduttore. Una forza fisica supportata anche da un’abilità mentale non da poco. Era capace di cose straordinarie perché si conosceva benissimo.

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un secondo tempo da non perdere
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un secondo tempo da non perdere

Giocatori di personalità ne ho conosciuti ma alcuni mi hanno sbalordito in positivo. Con Marco Borriello ad esempio ho passato un anno bellissimo, c’è stato un vero rapporto di scambio. E poi c’è Matteo Ferrari che si è dimostrato una persona di spessore a cui do il merito di aver costruito la sua vita con grande intensità. Mi viene in mente Emiliano Moretti, adesso direttore tecnico del Torino, dotato di un’indole non paragonabile a nessuno. E Lucas Biglia, splendido a livello caratteriale e benvoluto da tutti all’interno ma forse all’epoca forse non è riuscito a trasmettere fuori quanto di meraviglioso ci fosse in lui.

Sono un ragazzo fortunato
Perché m’hanno regalato un sogno

(Jovanotti)

Una vita lavorativa che corre a ritmi intensi quella di chi è impegnato in una squadra di calcio.

Per fare questo mestiere ci vuole tanta passione per poter gestire lo stress. Però forse è più semplice di quello che si crede: basta essere corretti. Io poi il mio equilibrio ce l’ho ed è la mia famiglia. Non potrei mai fare quello che faccio se non fosse grazie a loro. Mia moglie Emanuela e i miei figli Noemi e Tommaso sopportano le mie lunghe assenze e capiscono i sacrifici e la fatica.

un secondo tempo da non perdere

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un secondo tempo da non perdere

Il meglio del vivere sta in un lavoro che piace e in un amore felice.

(Umberto Saba)

Sabrina Villa

Per Vasco “Cambiare il mondo è quasi impossibile -Si può cambiare solo se stessi - Sembra poco ma se ci riuscissi - Faresti la rivoluzione” . Ecco, in questo lungo periodo di quarantena, molti di noi hanno dovuto imparare nuovi modi, di stare in casa, di comunicare, di esternare i propri sentimenti. Cambiare noi stessi per modificare quello che ci circonda. Tutto si è fermato, in attesa del pronti via, per riallacciare i fili, lì dove si erano interrotti. I pensieri hanno corso liberamente a sogni e desideri, riflessioni e immagini e, con la mente libera, hanno elaborato anche nuovi modi di esternazione e rappresentazione dell’attualità. Questa è la mia rubrica e io sono Sabrina Villa. Nata a Roma e innamorata della mia città. Sono un'eclettica per definizione: architettura, pittura, teatro, cucina, sport, calcio, libri. Mi appassiona tutto. E' stato così anche nel giornalismo, non c'è ambito che non abbia toccato. Ogni settore ha la sua attrattiva. Mi sono cimentata in tv, radio, carta stampata. Oggi, come al solito, mi occupo di tante cose insieme: eventi, comunicazione, organizzazione. La mente è sempre in un irriducibile movimento.

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