Parità salariale tra uomo e donna: la campagna #stessaPaga.

Pubblicato da Angela Tassone il

Il 4 novembre si è celebrato l’European Equal Pay Day che pone l’attenzione sulla parità salariale.

Nell’European Equal Day le donne in tutta Europa smettono simbolicamente di guadagnare in confronto ai loro colleghi uomini, a parità di qualifiche e mansioni.

La scuola di politica tutta al femminile “Prime Donne” ha fatto partire proprio in questa data l’iniziativa #StessaPaga.

Prime Donne è una scuola di formazione che propone un modello di leadership e comunicazione tutto al femminile, rivolta trasversalmente a tutte le donne.

Questa scuola intende promuovere un nuovo modo di “fare politica” alternativa ai modelli e agli stereotipi attuali di comunicazione e interazione. È anche un laboratorio di politiche pubbliche generaliste, che inevitabilmente hanno anche un impatto di genere.

“La differenza media tra salari maschili e femminili in Europa è del 16%, il che corrisponde, per le donne, a circa due mesi di lavoro non retribuito” dice Costanza Hermanin, fondatrice della scuola.

Ottenere la parità salariale tra uomo e donna è la risoluzione di un problema di giustizia sociale, ma anche una leva per favorire la crescita economica in Italia.

Perché dalla parità guadagnano tutti, non solo le donne!
“L’emergenza Covid ha moltiplicato le disparità tra lavoratrici e lavoratori”, aggiunge Hermanin. “In pochi mesi la disoccupazione femminile risulta più che triplicata rispetto a quella degli uomini”.

La campagna #StessaPaga, presente su tutti i social network, intende mettere in evidenza e rendere argomento di discussione dell’opinione pubblica la discriminazione salariale.

C’è la necessità di informare sugli impatti a livello economico, chiedere misure per la trasparenza di remunerazioni e contratti.

L’obiettivo più importante da raggiungere per la campagna #stessaPaga sarebbe di invogliare donne e uomini a segnalare situazioni di disparità.

Non è forse il tempo di adottare misure concrete per la trasparenza dei salari, che includano sanzioni per chi non rispetterà criteri di parità?

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *