Beshushu, viaggio in Israele

Beshushu, viaggio in Israele

Ogni viaggio è un’esperienza. Unica e irripetibile. Ci sono viaggi che rimangono nel cuore, altri nell’anima, altri pervadono ogni cellula del nostro corpo. Avere l’opportunità di esplorare e di raccontare ma anche di organizzare è una prerogativa di Fabiana Magrì, giornalista e ideatrice di Beshushutravel.com. Beshushu, viaggio in Israele.

Non ci sono terre straniere.

E’ il viaggiatore ad essere straniero in quelle terre.

Robert Louis Stevenson

Potrebbe sembrare un sito per organizzare un viaggio in Israele ma in realtà è molto, molto di più. Per questo mi ha colpito, perché ha un ‘anima insolita e incredibilmente affasciante. E l’idea di sentire com’è nato è stata la molla che ha fatto scattare questa intervista. Fabiana vive da nove anni in Israele, dopo aver passato 33 anni della sua vita in Italia. Beshusu è la sua creatura. Beshushu è il viaggio in Israele. Ma non solo.

Deserto roccioso intorno al Mar Morto

Il viaggio è sempre stato centrale nella mia vita. Non tanto perché io abbia girato tutto il mondo ma perché mi sento davvero “a casa” in tutto il mondo. E perché sono terribilmente curiosa. Ho vissuto i miei primi 33 anni in Italia, tra Genova e Roma. Il viaggio è stato materia di studio per la mia tesi in antropologia del turismo, frutto di un anno di Erasmus e ricerche sul campo (viaggi, di fatto) in Islanda e Groenlandia. Da nove anni vivo in Israele, esplorando in lungo e in largo il paese, incontrando ogni tipo di persona, per raccontarne le storie sui media italiani con cui collaboro“.

Beshushu nasce in un anno di rinascita

All’inizio della pandemia, quando tutto il mondo ha inchiodato improvvisamente, ho percepito un’opportunità irripetibile. Nulla era più scontato. Tutti, per un verso o per l’altro, ci siamo trovati a dover reinventare noi stessi, e il nostro mestiere. Avevo voglia di analizzare il mio percorso (giornalista, ufficio stampa, di nuovo giornalista, in versione expat) e ridefinire il mio scopo (diffondere un concept di viaggio consapevole, slow, immersivo). Ho iniziato seguendo corsi online per orientarmi e attrezzarmi con strumenti che non possedevo.

Ho speso tempo al telefono a confrontarmi con tante persone diverse, per raccogliere esperienze, consigli e suggerimenti e studiato tutto quello che mi veniva voglia di studiare: dai fondamenti dell’intelligenza artificiale allo storytelling transmediale. E’ stato un processo che ho assaporato e affrontato con calma. E che in realtà è ancora in corso. Anche se, a un certo punto, ho dato un bello spintone a Beshushu e l’ho buttato nella mischia. Si raffinerà strada facendo“!

Beshushu, viaggio in Israele

Beshushu è un brand. Beshusu è un viaggio in Israele. Ma è anche un mix di casual e di eleganza, di spontaneità e di ricerca. “Il sito web è il mio ufficio virtuale, il mio biglietto da visita. I colori, il linguaggio, le immagini e il design grafico sono espressione del mio universo narrativo, del mio tono di voce. E di conseguenza, del livello dei servizi che offro. Considera che il primo elemento che ho concepito è stata la playlist musicale, una raccolta di suggestioni in musica. Ritengo che lì ci sia già tutto il concept di Beshushu.

Beshushu disegna esperienze su misura per il viaggio e il tempo libero di qualità. Mi spiega Fabiana: ” Io mi rivolgo a chiunque stia per intraprendere un viaggio. Ma anche agli expat, che di fatto sono viaggiatori nel paese in cui risiedono temporaneamente. Quello che offro è un “upgrade” dell’esperienza di viaggio, grazie ad attività personalizzate e trasversali e anche, perché no, momenti di networking. E grazie a servizi un po’ esclusivi, come il Social Media Travel Concierge o il reportage fotografico (di tutto il viaggio o di alcune tappe particolari).

Ma con Beshushu mi rivolgo anche ai boutique hotel, per attivare un nuovo trend e trasformare le strutture di accoglienza di un certo livello, in driver di attrazione. Hai presente quando i ristoranti sono diventati, a un certo punto, il motivo per intraprendere un viaggio o scegliere una destinazione? Credo che lo stesso fenomeno possa ripetersi con gli hotel, grazie a un rebranding in chiave phygital, immersivo, transmediale“.

Beshushu non è solo un viaggio in Israele. C’è molto di più. C’è spazio anche per i racconti.

Il Journal è lo spazio in cui racconto, con il mio linguaggio e il mio tono di voce, storie di luoghi e di persone. Dove continuo a esercitare la professione di giornalista. Anche se ho studiato le regole del SEO, nel Journal mi prendo la libertà di infrangerle. E’ anche il luogo digitale in cui inizio a sondare il terreno per un prossimo progetto, legato al turismo spaziale, con una categoria di storie dedicate a questo tema. Ma questa è un’avventura che ci racconteremo prossimamente“.

Danza per il Mar Morto

Israele è stato il primo Paese ad annunciare un’immunità di massa dal Covid. Quando, qualche settimana fa, la televisione ci rimandava immagini di ritorno alla vita, di persone sedute ad un tavolino di un bar senza mascherina, immersi i una normalità a cui aneliamo da tempo, ammetto di aver provato un pizzico di invidia. Ma anche un messaggio: che ce la possiamo fare, possiamo veramente uscirne. All’inizio anche per Israele non è stato facile.

Con il passare dei mesi, alcuni paesi, governi e popolazioni – tra cui senz’altro Israele – hanno saputo reagire meglio di altri. I motivi sono sia esogeni sia endogeni. Israele ha una proverbiale capacità di reazione alle crisi. Agisce con rapidità e compattezza. Nonostante vistose eccezioni (penso alle comunità ortodosse che per mesi hanno violato ogni disposizione del ministero della salute), prevale un senso civico collettivo.

Anche in Israele l’economia è crollata, il turismo si è azzerato, la disoccupazione è decuplicata e l’opinione pubblica ha manifestato e protestato per la crisi. Ma è stato come vivere su un otto volante. Da un lato, in due anni si è votato quattro volte e ancora non si è arrivati a un governo stabile, con uno stallo istituzionale che si è sovrapposto ai blocchi per la pandemia. Dall’altra, si sono spalancate nuove prospettive, con gli Accordi di Abramo che stanno ridefinendo gli equilibri – quanto meno commerciali – della Regione. E il comparto tecnologico ha registrato, nonostante la pandemia, una crescita esponenziale in termini di investimenti nelle start-up israeliane“.

Oggi la prudenza impone una certa cautela. “Le varianti del coronavirus restano una minaccia da ricalcolare ogni volta. Però, grazie al fatto che oltre 5 milioni di persone (su una popolazione di 9 milioni) sia vaccinata completamente, da qualche settimana stiamo vivendo una rinascita. Abbiamo riacquistato libertà di spostamento all’interno del paese. Abbiamo riconquistato il piacere della socialità. Sono tornati gli eventi in presenza: inaugurazioni di mostre, concerti, festival. La mascherina ci accompagna sempre, comunque. Ma, tranne che nei negozi o negli ambienti chiusi dove è ancora obbligatorio indossarla, può restare in tasca o in borsa, oppure appesa al polso”

Un messaggio di speranza che mi tengo stretto, ma anche un invito a visitare un Paese che può offrire quell’esperienza di VIAGGIO che ognuno di noi, almeno una volta nella vita, cerca.

Con il suo fruscio onomatopeico, Beshushu è un’espressione idiomatica in slang ebraico per indicare qualcosa di esclusivo e nascosto, che può scoprire solo chi ha accesso dietro le quinte…

Proprio dove si cela la magia di ogni viaggio.

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Paola Proietti

Classe '77, giornalista professionista dal 2008. Ho lavorato in radio, televisione e, vista l'età, anche per la vecchia carta stampata. Orgogliosamente romana, nel 2015 mi trasferisco, per amore, in Svizzera, a Ginevra, dove rivoluziono la mia vita e il mio lavoro. Mamma di due bambine, lotto costantemente con l'accento francese e scopro ogni giorno un pezzo di me, da vera multitasking expat.

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