Lynx: il razzo di Skyward che guarda al futuro

Lynx: il razzo di Skyward che guarda al futuro

7200 ore di lavoro. 2 metri e mezzo di altezza. 15 centimetri di diametro. 27 kilogrammi di massa.

Sono i numeri del razzo Lynx, simbolo della rinascita di Skyward.

Non siamo nella Silicon Valley ma a Milano. E protagonisti non sono degli scienziati americani, ma un gruppo di studenti italiani animati dalla passione e dai sogni.

Che cos’è Lynx?

E’ un razzo modulare con fusoliera in alluminio e ogiva in carbonio realizzato per partecipare ad Euroc 2021. Ha un target di apogeo di 3000m raggiunti grazie a un motore a propellente solido commerciale (COTS). Lynx si caratterizza per il suo vano elc trasparente con struttura interna di travi che sostengono i carichi e aerofreni con controllo attivo per centrare il target di apogeo stabilito dalla competizione.

“Sono sempre i sogni a dare forma al mondo”, canta Ligabue. “Sono sempre i sogni a fare la realtà”.

Sogni che alimentano lo spirito di giovani generazioni in grado di guardare al futuro con fiducia. Di esplorare territori poco battuti. Di sperimentare. Costruire. Emergere. Accettare e vincere sfide. Innovare.

Il team di Skyward

Come è successo al team di lavoro del Dipartimento di scienze e tecnologie aerospaziali del Politecnico di Milano che, dopo anni di studio, sperimentazione, impegno e dedizione, ha coronato un suo piccolo grande sogno.

A raccontarci le tappe di questa avventura è Virginia Porro, vice presidente dell’associazione Skyward.

Prima che scoppiasse la pandemia in Skyward stavamo lavorando alla terza versione di Hermes, un progetto molto più piccolo di Lynx. Nell’estate del 2020 è stata annunciata la prima edizione di EuRoC, una competizione universitaria di rocketry, nata dall’iniziativa dell’Agenzia Spaziale Portoghese e di altri team europei impossibilitati a partecipare alla Spaceport America Cup, unica competizione di rocketry (missilistica) esistente fino a quel momento.

Abbiamo presto capito che non avremmo fatto in tempo a partecipare a quella prima edizione (durante la quale, non a caso, hanno gareggiato solo 6 team). Ma ci siamo subito messi al lavoro per portare un nostro progetto all’edizione 2021. La fase di concezione e design è cominciata a Giugno 2020, e dopo un flight test di successo a Roccaraso (AQ) in Abruzzo, ad Ottobre 2021 un team di 22 membri è partito per rappresentare l’associazione e il Politecnico di Milano alla competizione a cui partecipavano altri 19 team, divisi in 4 categorie.

Virginia Porro è parte del team di Logistica e Media, che si occupa di organizzare eventi, creare contenuti per i social e contattare sponsor. In qualità di vice presidente dell’associazione il suo ruolo in questo progetto è stato prevalentemente quello di curare le relazioni con l’università e di garantire supporto amministrativo all’associazione.

Un budget ridotto, per un valore complessivo di 35 mila euro (altri gruppi stranieri hanno investito somme anche 20 volte più elevate). Ma tanta passione. E competenza. Messe al servizio di un progetto collettivo, oggi un vanto per tutti gli italiani.

Siamo arrivati in Portogallo, mi spiega Virginia, ringraziando anche solo di aver avuto l’occasione di partecipare. Per noi era la prima competizione. Sapevamo che alcuni team in gara avevano più esperienza in competizioni simili e budget molto più elevati del nostro quindi non ci aspettavamo niente.

E invece…

Tornare a casa con due premi, il Flight Award per miglior volo nella nostra categoria e il Team Award per spirito di squadra e fair play, e sapendo di esserci piazzati molto bene nella classifica generale, è stata veramente una sorpresa! A fare la differenza l’entusiasmo e la preparazione del gruppo tecnico che ha concepito e realizzato il progetto con il supporto di tutti i membri che hanno partecipato e ci hanno creduto fino in fondo.

La maggior parte dei nostri sponsor sono piccole e medie imprese italiane. Per noi il loro sostegno vale tantissimo non solo dal punto di vista economico, in quanto ci forniscono materiale ed effettuano lavorazioni per noi. Ma soprattutto perché ci trasmettono tantissima carica e fiducia in fase di produzione. Anche loro sono sempre emozionatissimi. Infatti, la prima cosa che abbiamo fatto appena tornati in Italia è stata organizzare un incontro con i singoli sponsor per mostrargli il razzo e raccontargli dell’esperienza. 

La competizione, che si è conclusa il 17 ottobre, è stata ospitata nel poligono dell’esercito di Santa Margarida, una zona desertica a due ore di auto da Lisbona.

La gara, a cui partecipava il team del Politecnico di Milano, aveva come obiettivo il raggiungimento di quota 3000 metri, con la maggior precisione possibile:

con il  lancio del 13 ottobre noi abbiamo raggiunto un apogeo di 3076 metri grazie all’apertura degli aerofreni, dei dispositivi a controllo automatico per la modulazione della velocità in volo.


Cos’è Skyward?


Skyward è nata nel 2012 sulla scia di realtà simili in altre università d’Europa. Dopo due lanci di successo, l’emozione ha preso il sopravvento e il team ha iniziato a cimentarsi in progetti sempre più grandi, molto spesso insostenibili dal punto di vista economico e burocratico. Intoppi che hanno costretto l’associazione a fermarsi per qualche anno. Con Hermes, lanciato per la prima volta a Maggio 2019, Skyward ha segnato la sua rinascita, confermata ora a pieno titolo dalla costruzione del razzo Lynx.

Oggi l’associazione Skyward è composta da più di 100 studenti e studentesse provenienti da diversi corsi di studi del Politecnico di Milano. L’obiettivo è quello di progettare e realizzare razzi-sonda sperimentali e di fornire agli studenti un’esperienza sul campo, che possa creare una sinergia tra le conoscenze acquisite in aula e le competenze tecniche e soft skills richieste nel mondo del lavoro.

Per noi l’obiettivo principale è sempre stato quello di arricchire l’esperienza universitaria con la pratica. E vedere così tanti ragazzi e ragazze lavorare con dedizione a questo progetto (che non viene riconosciuto tramite CFU extra o Diploma Supplements) solo per pura passione e curiosità, ci fa capire che siamo sulla strada giusta.


Quali le sfide per il futuro?

Al momento all’interno dell’associazione stiamo portando avanti due progetti. Il primo è il secondo razzo del “constellation program”, Pyxis, un razzo molto simile a Lynx per dimensioni e obiettivi, ma con feature innovative che ci possano permettere di rimanere competitivi. Il secondo è HRE Chimaera, un motore ibrido Student Researched and Developed, che puntiamo a inserire in un prossimo razzo da portare ad Euroc. 

Se, come penso anche io, sono sempre i sogni a dare forma al mondo, spingendoci a migliorarci quotidianamente, innovare e raggiungere traguardi sempre più ambiziosi, questi studenti rappresentano il nostro futuro più promettente.

Ricordando sempre che:

“Un pianeta migliore è un sogno che inizia a realizzarsi quando ognuno di noi decide di migliorare se stesso.”

MAHATMA GANDHI

SEGUI DISTANTI MA UNITE! Sulle nostre pagine social: Facebook, TwitterInstagram e Telegram. Iscriviti alla nostra newsletter. E partecipa al nostro sondaggio perché La tua opinione conta!

#CaparbiamenteSognatrice

Elisabetta Mazzeo

Elisabetta, classe 1981. Ogni 18 anni un cambiamento. Prima la Calabria, poi Roma, ora Zurigo. Domani chissà. La mia sfida quotidiana? Riuscire nell’impresa di essere contemporaneamente mamma, moglie, giornalista, scrittrice e ora anche blogger. Ore di sonno: poche. Idee: tante. Entusiasta, curiosa, caparbia, sognatrice. Scrivere è un’esigenza. Una lunga gavetta nei quotidiani e nelle tv locali, poi l'approdo come inviata di Sport Mediaset. Non ho dubbi: il mio è il mestiere più bello del mondo. Una passione prima che un lavoro. Oggi ricopro l'inedito ruolo di vicedirettore a distanza di Retesole, l’emittente che mi ha visto crescere umanamente e professionalmente. Divoro libri e uno l'ho anche scritto, mi nutro di storie di sport, mi diletto in cucina, scatto e colleziono foto, mi alleno quanto basta per non sentirmi in colpa e in compenso macino chilometri armata di scarpe da ginnastica e passeggino. Se fino a tre anni fa la mia vita viaggiava a ritmi frenetici, l’arrivo di mia figlia ha rimodulato le priorità. E adesso è con lei e per lei che continuo a mettere le mie passioni in campo, tra "pensieri e parole".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *