The Ferragnez. Dai social alla tv l’autocelebrazione di Chiara e Fedez

The Ferragnez. Dai social alla tv l’autocelebrazione di Chiara e Fedez

Chiara Ferragni e Federico Lucia (alias Fedez).

Da un lato l’influencer per eccellenza, la blogger, l’imprenditrice digitale (come lei stessa ama definirsi). Dall’altro il rapper milanese, socialmente impegnato, con una sua etichetta discografica indipendente e un impero personale degno di nota. Lei, bionda e solare. Lui, tatuato e ombroso.

La rincorsa al “super cool”. L’esibizione e la messa in scena. I followers e il pubblico. Instagram vs Realtà. L’apoteosi dell’epoca moderna.

Tutto è iniziato con un cane e un papillon.

Ma pensa un po’.

tratto dalla sigla “The Ferragnez”

La conoscenza tra i due scatta nella maniera più vecchia del mondo: un pranzo tra amici nel dicembre 2015. E’ qui che Matilde, la bulldog francese di Chiara, entra in gioco zampettando. La cagnolina, che indossa un papillon di Louis Vuitton, colpisce a tal punto Fedez da finire nella canzone “Vorrei ma non posto”, hit dell’estate 2016. La fashion blogger replica con un video in cui canta l’estratto in cui viene citata e, naturalmente, lo posta. Il buon Federico coglie la palla al balzo e su Snapchat le scrive un diretto ed efficace: “Chiara limoniamo?”. Lei apprezza l’approccio impavido, i due si incontrano e l’amore trionfa.

Tutto il resto (non) è noia. Ma social story. Proposta di matrimonio en plein air durante un concerto all’Arena di Verona, cerimonia nuziale in diretta Instagram in quel di Noto (Sicilia). Crisi, riappacificazioni, gravidanze, condivise con milioni di follower. E voilà. Dulcis in fundo. Le coup de théâtre: una serie tv.

Chiara Ferragni e Fedez, protagonisti della serie tv The Ferragnez

Quindi baciami stupido
e inizia lo show

La doverosa premessa è che mi sono approcciata alla serie senza pregiudizi. Non scherzo. Lo dico davvero.

Seguo Chiara e Fedez sui social ormai da un po’ di tempo. E apprezzo soprattutto lei, per la sua ascesa al successo frutto di una capacità indiscussa di crearsi una professione e un mestiere facendo fruttare, meglio e prima di tantissimi altri, la sua passione per i social network. Una vera self made woman.

Inoltre, per curiosità e deformazione professionale, almeno un’opportunità cerco di darla a qualsiasi contenuto televisivo. L’ho fatto con i programmi di Barbara D’Urso (con pessimi risultati) e, quest’anno, persino con il Grande Fratello Vip (complice la presenza di due sportivi come Manuel Bortuzzo e Aldo Montano).

Perché mai negarmi, a priori, la visione del docureality più atteso dell’anno?

E allora eccomi, sotto le coperte, a cliccare sull’app Prime video e a dare inizio allo show.

Venti minuti, non di più, a serata. Perché poi, lo ammetto, il sonno prende il sopravvento. E non so se è più colpa della narrazione di Chiara e Fedez, o della mia stanchezza di fine giornata. Sinceramente quoto per quest’ultima.

Chiara, Fedez e compagnia itinerante: ciak si gira

The Ferragnez ci mostra, o, più verosimilmente, fa finta di mostrarci la normalità quotidiana della coppia: vacanze extra lusso, feste appariscenti, studi di registrazione, fitting e shooting fotografici.

La narrazione parte dalla seconda gravidanza di lei e prosegue con la partecipazione di lui al suo primo Festival di Sanremo.

Intorno alla coppia, nello show così come nella vita, ruotano i genitori di Chiara e Federico, le sorelle dell’imprenditrice, Francesca e Valentina, i cognati, la tata, gli assistenti personali e i collaboratori musicali. Il cosiddetto entourage. Comprimari che appaiono pedine di una partita di scacchi virtuale in cui la Regina Ferragni muove e comanda il gioco.

Il racconto non svela, in realtà, molto di più di quello che i due già mettono in scena nelle loro storie di Instagram praticamente ogni giorno. Se non retroscena e particolari di cui si sarebbe potuto tranquillamente fare a meno. E altri, facilmente ipotizzabili. Dialoghi e atteggiamenti che invece di renderli più veri, finiscono per farli sembrare ancora più costruiti di come siamo abituati a vederli sui nostri smartphone.

La prima (e anche la seconda e la terza) sensazione è quella di: tristezza.

Molto fiction, poco reality

Apprezzabile il tentativo (non troppo riuscito a mio parere) di far emergere fragilità, tenerezze e nervosismi comuni a qualsiasi famiglia.

Lei molto brava e naturale ad interpretare se stessa. Probabilmente perché, nel suo caso, profilo social e vita reale davvero coincidono. Chiara è a suo agio. E d’altronde non potrebbe essere diversamente. Non sarebbe certo diventata l’influencer potente che è oggi, riconosciuta a livello internazionale, se non fosse esattamente così com’è. Quindi…chapeau!

Federico, invece, appare a tratti insicuro. Umorale. Teso nel (vano) tentativo di ribellarsi e definirsi “diverso” e, alla fine dei giochi, accettare quelle dinamiche che tanto dice di non sopportare.

Lui. Contorto, diffidente, cupo, freddo, timido e “riservato”. Il nero. Contro il rosa di una Chiara Ferragni perennemente entusiasta, solare, espansiva e positiva.

Su questa contrapposizione di identità e caratteri si annoda il fil-rouge del racconto all’interno del quale, nonostante quello che si voglia far credere, di comune c’è davvero poco.

Tutto, anzi, è “super”. Trucco e parrucco sempre perfetti (roba che nemmeno in Beautiful). Il classico “make up che non cola”.

Se la terapia di coppia non fosse parte dello show, risulterebbe realmente interessante per capire su cosa si regge l’equilibrio tra due personalità che faticano, almeno apparentemente, a trovare punti in comune, salvo poi amarsi così tanto da decidere di metter su una famiglia. Perché, si sa, gli opposti si attraggono.

Le contraddizioni non mancano. E, da mamma, a me hanno naturalmente colpito in particolar modo quelle riguardanti l’educazione del primogenito: Leone.

“Non voglio viziarlo” dice Chiara. E fin qui condivido e sottoscrivo. Peccato nell’istantanea successiva vederli arrivare in una villa sul Lago Como affittata per le feste di Natale, dove baby Ferragni viene invitato dalla madre a schiacciare un pulsante e…voilà: il sogno è servito! Come per magia si accendono luminarie, pista del ghiaccio e giostre con i cavalli. Insomma, non proprio la classica esperienza comune a tanti bambini della sua età.

Poi, per esempio, c’è l’episodio del Babbo Natale interpretato da papà Fedez. Mica barba e berretto finti lui per interpretare Santa Klaus. Ma ben otto ore di trucco cinematografico con tanto di calco, trucco prostetico e rifiniture del make up. Peccato che l’effetto sperato si traduca in uno spassoso nulla di fatto,. Appena apre la porta di casa, Leone non ci casca ed esclama: “ma quello è papà!”. Ah, la voce della verità!

E, sempre nell’ottica del (non) viziare, vorrei ricordare che Leone Ferragni Lucia ad oggi risulta essere l’unico bambino ad aver avuto l’onore e il privilegio di essere parte di un fitting con la stilista Donatella Versace.

Lo stesso figlio che si vede spesso sparire con la tata quando è il momento di andare a letto e chissà in quanti altri momenti non immortalati dalla telecamera.

Sia chiaro: sono fermamente convinta che ognuno possa spendere i suoi soldi come gli pare e piace. Però poi non si può far finta che tutto questo sia “normale”. E’ extra-ordinario. Ok il denaro. Ok i vestiti firmati. E ok anche i sorrisi a favore di Ig Stories, ma, da madre, fatemi dire: esisteranno in quella casa “picci e capricci” oppure no?

Quando il super è di troppo…

Una delle frasi che più mi ha colpito nel corso di uno dei tanti dialoghi di Chiara con il presunto terapista di coppia è stata: “Un giorno Federico è preso bene, è super simpatico, ma il giorno che è preso male è difficile”. Eh già, cara la mia Chiara, quando siamo presi male, noi tutti, siamo difficili da gestire. Ma questa è la vita. Benvenuta nel club di ogni coppia alle prese con i tanti difetti dell’altro, problemi quotidiani, pensieri, crisi, gestione delle ore lavorative e del tempo, vero, dedicato ai figli. Senza stuolo di baby sitter e assistenti al seguito che vanno a comprare per te il test di gravidanza o ti organizzano il baby shower di cui sai che c’è ma non vuoi sapere come sarà.

“Super cool”, “super top”, “super sodo”, “super sconfortato”, “super in ansia”. Quel “super” tutto alla fine, mette a dura prova anche chi si è approcciato alla serie tv con tutto l’interesse e la benevolenza del mondo.

The Ferragnez ha lo scopo di attirare l’attenzione di chi, fino a questo momento, era rimasto indifferente e ostile alla vita dei due.

Dal sapiente uso di Instagram all’utilizzo di una regia televisiva, l’obiettivo era quello di amplificare l’effetto di avvicinamento al pubblico. Illudere lo spettatore di essere partecipe di un quotidiano, sapientemente costruito e platealmente definito autentico. L’abbattimento di un muro di cui probabilmente nessuno sentiva il bisogno ma che ha sicuramente scatenato la curiosità di tutti.

Peccato che, a ben vedere, risulti solo un’autocelebrazione fine a se stessa. Visto che ad emergere è solo quanto di idilliaco e perfetto ci sia nelle vite di Chiara e Fedez.

Quello che si vede, in sostanza, è quello che loro, e gli autori, hanno scelto di mostrare.

“Un racconto vero e sincero”, lo hanno definito alcuni. E di fronte a questo commento alzo le mani. Se quello che si vede è “vero e sincero” davvero non ho capito niente del mio mestiere davanti e dietro ad una telecamera.

L’unica verità che balza ai miei occhi è un cambiamento di prospettiva di cui non possiamo tener conto.

Altro che il vecchio vizio di “guardare dal buco della serratura”. Qui lo spioncino è un portone spalancato sulle proprie vite. Poco anonime, molto social.

Ed è in questo che risiede forse il vero senso di questo docu-reality: la capacità di generare una riflessione, interessante e spietata, sulla contemporaneità e sulla sovraesposizione mediatica di sé; se sia giusto o no mostrare la propria vita, donare così tanto (troppo?) di momenti che dovrebbero rimanere intimi ed esclusivi. 

Chiara e Fedez hanno già confermato che lo show avrà una seconda stagione, ancora da girare. Ready?

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#CaparbiamenteSognatrice

Elisabetta Mazzeo

Elisabetta, classe 1981. Ogni 18 anni un cambiamento. Prima la Calabria, poi Roma, ora Zurigo. Domani chissà. La mia sfida quotidiana? Riuscire nell’impresa di essere contemporaneamente mamma, moglie, giornalista, scrittrice e ora anche blogger. Ore di sonno: poche. Idee: tante. Entusiasta, curiosa, caparbia, sognatrice. Scrivere è un’esigenza. Una lunga gavetta nei quotidiani e nelle tv locali, poi l'approdo come inviata di Sport Mediaset. Non ho dubbi: il mio è il mestiere più bello del mondo. Una passione prima che un lavoro. Oggi ricopro l'inedito ruolo di vicedirettore a distanza di Retesole, l’emittente che mi ha visto crescere umanamente e professionalmente. Divoro libri e uno l'ho anche scritto, mi nutro di storie di sport, mi diletto in cucina, scatto e colleziono foto, mi alleno quanto basta per non sentirmi in colpa e in compenso macino chilometri armata di scarpe da ginnastica e passeggino. Se fino a tre anni fa la mia vita viaggiava a ritmi frenetici, l’arrivo di mia figlia ha rimodulato le priorità. E adesso è con lei e per lei che continuo a mettere le mie passioni in campo, tra "pensieri e parole".

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