Stand by me expat

Stand by me expat

Nadia si trasferisce. Me lo ha comunicato con un certo timore, perché conosceva la mia reazione. Nadia è la mia prima amica da expat. Le amicizie che ci creiamo sul nostro percorso lontano da casa, lontano da quelle di una vita, hanno un sapore differente.

Mi sono trasferita in Svizzera quasi dieci anni fa e appena arrivata a Ginevra non conoscevo ovviamente, nessuno. Nadia è stata la prima a venirmi incontro. Mamma di una compagna di classe di una delle mie figlie, ha l’enorme vantaggio di parlare italiano ( è ticinese) e soprattutto di abitare accanto a me. Mi sono aggrappata a lei con tutte le mie forze anche se involontariamente. Non conoscere bene una lingua straniera e ritrovarsi a dover fare tutto da soli non è facile. Hai mille paure, tipo quella di parlare al telefono: le prime volte evitavo come la peste i discorsi al telefono!

Fatto sta che grazie alla comprensione della lingua, Nadia mi ha aiutato tantissimo ed è diventata la mia prima vera amica da expat. Nel corso degli anni ho conosciuto altre persone, ho migliorato il mio francese e le cose hanno raggiunto la normalità di una vita all’estero. Ma Nadia c’è sempre stata. Le cene fuori, le uscite, le gare di corsa in città. Lei mi ha trascinato a conoscere Ginevra, mia città di adozione forzata, lei mi ha raccontato della cultura svizzera, di tradizioni, modi di dire, comportamenti che senza un valido supporto non avrei mai compreso in pieno. Mi ha preso in giro ridendo bonariamente della mia pronuncia francese, o di quando chiedevo spiegazioni su frasi che mi erano state dette e non avevo capito. Lei mi ha insegnato le parole in dialetto ginevrino, così come mi è stata ad ascoltare quando dovevo leggere davanti ad una folla ed, esercitandomi correggeva i miei difetti di pronuncia e mi incitava ad andare avanti, anche quando volevo rinunciare per la troppa vergogna.

Amici expat, amici di una vita

Però ora lei va via. Si trasferisce nel giro di due mesi poco distante da qui. Lo so, non è lontano ma io ho una paura mostruosa di perderla. Di perdere quell’amicizia che ha segnato l’inizio di un corso nuovo della mia vita.

C’è una frase che ho sempre ricordato, tratta da un libro di Stephen King (Il Corpo, della raccolta di racconti “Stagioni diverse”. Molti lo conoscono anche grazie la film “Stan by me”). Dice così:

Gli amici entrano ed escono nella nostra vita come camerieri in una sala di ristorante, lo avete mai notato? Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni. Gesù, chi li ha?

Le amicizie vanno coltivate. Se non si vogliono perdere. Quelle vere le riconosci dopo un pò di tempo. La distanza e la vita sono ostacoli che vanno calcolati ma anche gestiti. Quando sei ragazzino pensi che gli amici che hai saranno sempre lì con te. Non pensi nemmeno che da un giorno all’altro possano sparire dalla tua vita. Eppure succede. E’ inevitabile. Ora che sono grande mi rendo conto che succederà anche con Nadia. Farò di tutto per non farlo accadere ma so che non dipende solo da me. Forse tra 20 anni mi ritroverò a pensare a lei e al periodo della mia vita passato qui in Svizzera e mi chiederò che fine avrà fatto. Se sta bene, se poi ha realizzato il suo sogno ed ha vissuto quella felicità che rincorreva.

Stand by me, il racconto dell’amicizia

Questa è solo una riflessione su quanto sia difficile a volte ritrovare all’estero la stessa rete di supporto e di affetti che ci siamo lasciati in Italia. Tra gli amici che vanno e vengono (una componente tristemente comune tra gli expat), tra i lavori che non favoriscono la creazione di rapporti, e le differenze culturali che sicuramente influiscono, non è per niente facile creare amicizie nuove.

E’ un triste risvolto della vita da expat che viene però compensata quando incontri persone speciali, che si aggiungono alla tua stretta cerchia di amici “per sempre”.

Chissà come saremo tra vent’anni e dove saremo. Con i capelli bianchi, i figli cresciuti ma forse, si spera, ancora in contatto.

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#ostinatamenteEclettica

Paola Proietti

Classe '77, giornalista professionista dal 2008. Ho lavorato in radio, televisione e, vista l'età, anche per la vecchia carta stampata. Orgogliosamente romana, nel 2015 mi trasferisco, per amore, in Svizzera, a Ginevra, dove rivoluziono la mia vita e il mio lavoro. Mamma di due bambine, lotto costantemente con l'accento francese e scopro ogni giorno un pezzo di me, da vera multitasking expat.

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