Tutto questo mare…

Tutto questo mare…

Ognuno di noi è un’isola battuta dal vento…
Che meraviglia tutto questo mare, mare , mare

Mario Venuti

Oggi va cosi’, anche se a dire il vero questo brano mi ronza ormai nella testa da un bel po’, ma vorrei condividerlo con voi perché mi ‘riflette’, mi ha fatto riflettere e continua a scadenzare le mie giornate, anche adesso, in uno spazio in cui non sappiamo ancora quale sarà il nostro nuovo futuro.

L’isolamento forzato, per molte persone, sta mettendo a nudo verità con cui fare i conti, soprattutto per chi deve affrontare questa prova in solitudine. Si ha la sensazione che nulla tornerà come prima, quasi che la speranza della nostra vita precedente al virus, oggi debba fare i conti con nuove e più restrittive limitazioni.

Di certo ci sarà una fase di transizione, dovremo riequilibrarci dal punto di vista emotivo, ma volendo guardare la situazione con distacco, e come cantava qualcun altro tempo fa, ‘siamo mille soli’. Indipendentemente da quello che è stato e da quello che sarà infatti, gli unici con cui dovremo fare i conti (ancora una volta) saremo noi stessi. Soli ma, giocando con le parole, proprio per questo pieni di luce da tirare fuori.

Qui ritorna quindi il legame con il brano di cui sopra e di fatto anche con il viaggio. Con il tempo scoprirete (? si ok, magari si era già capito 😀 ) che una delle mie passioni è la vela, intesa non solo come sport, ma come un insieme di regole di vita non scritte ma vissute. Proprio grazie ad un viaggio reale, iniziato quasi tre anni fa, ho dovuto rimettere in discussione diversi punti di vista e questo peregrinare, in senso figurato, sta proseguendo ancora adesso e a tratti è come se non fossi mai scesa da quella barca.

A volte si parte
pensando che altrove
perfino gli amori
saranno più facili
invece ti accorgi
che hai messo in valigia
ancora i tuoi piccoli
dolori importanti lì
Il viaggio ti mette alla prova
Da solo Con gli altri
Non sai con chi parti
ognuno di noi è un’isola sbattuta da vento…

Mario Venuti

Ecco il passaggio chiave: oggi che non possiamo andare da nessuna parte, quei ‘piccoli dolori’ sono ancora più visibili, ma alla fine neanche quando potevamo andare riuscivamo a lasciare indietro noi stessi. In questo senso il vero viaggio che dobbiamo imparare a fare è quello che ci porta a guardarci dentro e questa è l’occasione ideale per farlo, semplicemente perché stiamo rallentando. Ognuno a modo suo potrà collezionare souvenir importanti, da tenere pronti quando davvero si potrà tornare a girare il mondo, utilizzando una consapevolezza diversa e magari proprio in barca a vela (io ve lo consiglio).

distantimaunite

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