La mia pianta mi ha parlato!

Pubblicato da Martina Vassallo il

Qualche giorno fa ho fatto una delle esperienze più entusiasmanti dell’ultimo anno. Ora, non è che nell’ultimo anno sia successo chissà che, lo sappiamo, ma questa sarebbe stata una di quelle cose da raccontare anche in un periodo pieno di eventi, incontri, abbracci e gente interessante.

Senza voler sembrare un’ingenua Heidi un po’ invecchiata, premetto che in questa fase della mia vita ho scoperto di avere un buon rapporto con la natura. Per esempio, mi piace camminare nei boschi, guardare negli occhi gli animali, salutare le caprette e tutte quelle cose che se le fa una allegra bimbetta cresciuta solo dal nonno fa tenerezza, se le faccio io faccio ridere. Ma comunque: tra tutte queste cose ce n’è una che ho iniziato a fare da poco tempo, ovvero da quando mi sono imbattuta nel progetto Prospettive vegetali, ed è parlare con le piante. “Sai, che novità” diranno i soliti sapientoni. E’ vero, si sa dai tempi del paleolitico che se parli con le piante le aiuti a crescere meglio, ma io personalmente non sapevo che loro potessero risponderci attraverso la musica.

Come ho conosciuto Prospettive vegetali

Un giorno è entrato nel mio studio un ragazzo con un cappellino da pescatore (bucato al centro per far uscire il codino) e uno zainetto. Era in giro con una mia amica cercando piante da far suonare. Sembrava uscito da uno di quei documentari sul movimento peace&love degli anni ’70, ma senza occhialini tondi e fantasie psichedeliche addosso. Di strano aveva solo il cappellino.

Giacomo “Jèk Cross” Castana, tirò fuori dal suo zainetto un apparecchio e disse che avrebbe fatto suonare la mia piantina. Io ero scettica, lo confesso, ma dopo le prime domande poste con una certa rigidità, sottolineata dalle braccia conserte e dal mento alto, mi sciolsi come neve al sole ascoltando la mia piantina emettere i suoi “primi” suoni.

Praticamente Jèk aveva attaccato degli elettrodi al mio tronchetto della felicità e, attraverso questa sorta di trasformatore di impulsi elettromagnetici in note musicali, era riuscito in sostanza a far parlare la mia piantina.

Si è trattato di qualche minuto di suoni melodiosi, giusto il tempo per capire che probabilmente questa piantina si sente un po’ sola e non è abituata al “dialogo”. E che forse aveva anche bisogno di acqua…

All’inizio, infatti, non “diceva” niente, ma dopo qualche istante ha iniziato a suonare ed è stato davvero particolare. Non saprei descrivere il momento, o meglio, non vorrei enfatizzarlo troppo, ma razionalmente posso affermare che si è trattato di un risveglio della mia consapevolezza assopita.

Tutti noi, in fondo, sappiamo che la natura è viva. Sappiamo che ha un suo modo di comunicare, ma siccome non parla la nostra lingua ci dimentichiamo quasi della sua esistenza.

Il tour di Botanica per tutti

Jèk ha proseguito il suo giro dell’Italia in cerca di piante da far suonare, ma anche di teste da far funzionare e di cuori da far emozionare. Non è un nostalgico degli anni ’70 ma un giardiniere etnobotanico di Varese perfettamente centrato nel presente e con uno sguardo lungimirante al futuro.

Ha girato un documentario, si chiama Botanica per tutti, e quest’estate lo ha proiettato da Nord a Sud riscontrando un rincuorante successo di pubblico. Sì, perchè per fortuna, nonostante i grossi danni che stiamo facendo al pianeta, non siamo poi così pochi ad essere innamorati della natura e a volerla rispettare.

Io sapevo che se parli con le piante le fai crescere meglio.Ma scoprire che anche le piante parlano con noi attraverso…

Pubblicato da Martina Vassallo su Sabato 12 settembre 2020

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