La rivolta della tecnologia

La rivolta della tecnologia

La ribellione della macchina è un tema della fantascienza che riguarda il sopravvento da parte di meccanismi (siano essi rappresentati da computer o da robot) ai danni della specie umana. Operata per sostituzione, disobbedienza, asservimento o eliminazione, l’affermazione delle macchine arriva a minacciare o ha come esito il ribaltamento dei ruoli tra l’uomo e l’automa. In particolare viene esplorato il tema dello sviluppo di vita non biologica, autocoscienza ed intelligenza in seno alle macchine stesse, e la successiva competizione tra le entità tecnologiche ribelli e il genere umano.

(fonte Wikipedia)

Ditemi che capitano anche a voi ” quei giorni”. No, non “quei giorni” che riguardano solo le donne. Quei giorni in cui la tecnologia e l’elettronica vi si rivoltano contro. Dalle cose più stupide fino a cose diciamo, più impegnative.

Io odio “quei giorni”. La disobbedienza delle macchine dentro casa mia avviene, solitamente insieme, concentrata in un giorno o due. Tutto avviene nell’arco di quelle 24/48 ore per cui poi ho bisogno di settimane per rimettere le cose a posto. Vi faccio un esempio recente.

Lunedì ho iniziato la settimana con la sveglia che non ha suonato. Anzi, le sveglie. Perché io ho bisogno della sveglia la mattina altrimenti non capisco proprio che è giorno. Entrambe le sveglie che erano puntate alle 6:30 e alle 6:45 non hanno suonato. E vabbè, capita. Ho accompagnato le mie figlie a scuole con i pantaloni del pigiama. In fondo potrebbero essere tranquillamente scambiati per pantaloni di una tuta. O no?

Mi sono ricordata di infilargli la merenda nello zaino: una sanissima merenda confezionata, presa al volo e a base di olio di palma…. diciamocela tutta, noi della generazione degli anni ’80 ci siamo cresciuti a suon di olio di palma e siamo ancora qui a raccontarlo!

Torno a casa, mi sistemo al volo, accendo il computer per iniziare la mia giornata lavorativa. Però…il computer non mi fa il classico suono di accensione. Panico. Passo le successive due ore a capire il perché e il percome. Riesco ad accenderlo ma non ad accedere ai miei dati. Alla fine con le mie grandi doti da hacker ( spegni e riaccendi tipo un milione di volte) riesco a farlo funzionare.

Durante la giornata succede che:

la lavatrice imbarca acqua. Sporca.

il forno non scalda

la televisione si accende da sola, improvvisamente, mentre sono in video call.

il telecomando della televisione smette di funzionare

la luce del pianerottolo si fulmina

brucio una torta ( il forno prima non scaldava…) e io NON BRUCIO mai le torte che faccio!

Manca una fetta perché volevo vedere se si era cotta dentro….

E la giornata si conclude con mia figlia che mentre si asciuga allegramente i capelli con il phon, fonde la spina dentro la presa elettrica. Me ne sono accorta dalla puzza di plastica bruciata e dal quel rivolo di fumo che usciva dalla presa. Perché lei ovviamente no, non si era accorta di nulla!

Ecco, questo è un esempio tipo della mia “giornata di rivolta della tecnologia”. Le giornate no capitano a tutti ma il rapporto con la tecnologia e l’elettronica in generale mi fornisce sorprese di ogni tipo.

Ditemi che anche voi avete queste giornate di ribellione.

Quando succede mi rileggo i corollari della legge di Murphy. Mi aiutano a sentirmi meno sola.

Ve li ricordo così, dovessero capitare anche a voi giornate così, saprete almeno affrontarle con la giusta dose di pazienza. Che io non ho.

«Se qualcosa può andare storto, lo farà»
  1. Niente è facile come sembra
  2. Tutto richiede più tempo di quanto si pensi
  3. Se c’è una possibilità che varie cose vadano male, quella che può arrecare il danno maggiore sarà la prima a farlo
  4. Se si prevedono quattro possibili modi in cui qualcosa può andare male, e si prevengono, immediatamente se ne rivelerà un quinto;
  5. Lasciate a se stesse, le cose tendono ad andare di male in peggio
  6. Non ci si può mettere a far qualcosa senza che qualcos’altro non vada fatto prima
  7. Ogni soluzione genera nuovi problemi
  8. I cretini sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedir loro di nuocere
  9. Per quanto nascosta sia una pecca, la natura riuscirà sempre a scovarla.

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Paola Proietti

Classe '77, giornalista professionista dal 2008. Ho lavorato in radio, televisione e, vista l'età, anche per la vecchia carta stampata. Orgogliosamente romana, nel 2015 mi trasferisco, per amore, in Svizzera, a Ginevra, dove rivoluziono la mia vita e il mio lavoro. Mamma di due bambine, lotto costantemente con l'accento francese e scopro ogni giorno un pezzo di me, da vera multitasking expat.

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