“Attenziò! Concentraziò!”: l’inno di Erriquez per una generazione di sognatori

“Attenziò! Concentraziò!”: l’inno di Erriquez per una generazione di sognatori

Attenziò! Concetraziò!”. Ho questi due esortativi in testa da ieri che rimbombano. E ad ogni rimbombo si apre un ricordo felice di festa, di balli, di canti, di amici e di innocui assembramenti. Credo che quasi tutte le persone che conosco sappiano come prosegue questo reef di Enrico Greppi, meglio conosciuto come Erriquez, leader della Bandabardò. E credo che tra loro, come me, siano in molti ad aver appreso con tristezza la notizia della sua scomparsa.

Erriquez (Enrico Greppi) si è spento a Fiesole il 14.2.21 dopo una lunga malattia
ph Luca Liccione

Se n’è andato un sognatore, un poeta, uno di quelli che sanno vivere la vita nella sua totalità, così come esortano a fare, quindi senza falsa retorica. Se n’è andato un grande artista. Per me il termine “grande artista” identifica non solo un eccellente esecutore della propria arte, ma principalmente una persona piena di energia pura che attraverso il suo strumento riesce a contagiare positivamente le altre persone. Nel caso di Erriquez gli strumenti erano tanti: la musica, le parole, la grinta, la gioia di vivere.

Il simbolo di un’epoca spensierata

Eravamo giovani, sudati, felici e magari un po’ brilli. Sarà per questo che sulle canzoni della Bandabardò abbiamo ballato come non mai. Ma non era solo divertentismo. Sapevamo di poterci affidare alla voce di Erriquez e perderci tra le sue note saltellanti, come quando passi il tempo con uno zio figo che ti fa divertire, ma ti insegna anche a vivere.

E quindi ora, quella parte della generazione X, che nell’impegno sociale, nella convivialità e nel sogno di un mondo migliore aveva trovato un’identità, si sente oggi ancora più sola.

Oggi che sono lontani i tempi della spensieratezza e dei sogni grandiosi, la musica è forse l’unica cosa che ha il potere di restituire speranza, riportarci ai famosi tempi migliori e credere che in fondo la gioventù è solo uno stato mentale.

Un concerto della Bandabardò a Villa Ada, Roma (2015)
ph Luca Liccione

Erriquez e la sua Banda erano trasversali. Arrivavano a tutti e tutti potevano partecipare a loro modo a quei travolgenti concerti in cui mettevano l’anima. Ne parlai in questo articolo di qualche anno fa per Tuttorock

L’insegnamento più grande

Erriquez si è spento nel giorno di San Valentino. Magari è un caso, però a me piace pensare che dopo una vita dedicata all’amore in tutte le sue forme, non sia una coincidenza che si sia spento nel giorno in cui l’amore si celebra. Credo sia stato un esempio di coraggio e di coerenza. Il palco era il suo territorio, non certo il mainstream. Le collaborazioni con i più grandi artisti italiani, da Gazzè a Silvestri, fino a Carmen Consoli e ovviamente i Modena City Ramblers.

“Dividerei altri mille palchi con te”, ha scritto Max Gazzè.

“I ricordi si accavallano e in lontananza sento solo la tua voce inconfondibile”, scrive Daniele Silvestri

“La barba di Giove e la voce sensuale a cantare l’amore sui tetti di Firenze”, le parole di Piero Pelù per la perdita dell’amico.

C’è tristezza nell’aria. E questo periodo non aiuta affatto. Avremmo tutti bisogno di festeggiare la fine di questa drammatica parentesi della nostra vita. Avremmo bisogno di un concerto della Bandabardò, di abbracciarci e pogare e di proseguire quell’incipit esortativo gridando quelle due parole che da ieri ci girano in testa, insieme a tutti quei bei ricordi:

“Ritmo e! Vitalità!”

Grazie, Erriquez. Viva la Bandabardò!

La lettera d’addio di Erriquez

Ogni storia ha una sua vita e ogni vita ha mille storie. La mia vita è stata musica che accade, incontri di popoli, magie, racconti, mille soli splendenti e vento in faccia.Non ho rimorsi, non ho rimpianti, la mia vita è stata tutta un’avventura. Finalmente, dopo tanto inutile errare, ho trovato la donna perfetta e l’ho sposata, rendendola mia per sempre, la mia compagna di vita, di viaggio e di sogni, la mia migliore amica, la mia donna, mia moglie Silvia a cui devo tanto, a cui devo tutto.Sono padre felice di un figlio strepitoso, il migliore che si possa desiderare, con il sorriso più bello del mondo. Rocco.Ho goduto abbestia con i migliori compagni potessi avere, la mia Banda del cuore, la nostra creatura meravigliosa dai mille colori.In questo grande girotondo saluto e ringrazio tutti quelli che mi hanno amato e tutti quelli che ho amato, i nomi sono tanti, voi sapete chi.

Un abbraccio che circonda!

Aloha!!!



Qui le altre pagine del mio Diario Semiserio

SEGUI DISTANTI MA UNITE! Non dimenticarti di seguire le nostre pagine social FacebookTwitter Instagram. Se ti è piaciuto l’articolo lascia qui di seguito il tuo commento e partecipa al nostro sondaggio, perché: La tua opinione conta.

Martina Vassallo

Una passione, quella per la Comunicazione, e tanti strumenti diversi per attuarla. Dal giornalismo alla fotografia, passando per uffici stampa, videomaking e scrittura. Dopo la Laurea, la tessera da Pubblicista e gli anni da cronista, ho girato cortometraggi, spot e documentari. Per non farmi mancare niente, ho anche aperto un'attività nel wedding. In questo blog uso le mie esperienze per parlare di vita, sentimenti e ricerca interiore. Riflessiva, sì. Ma sempre con un pizzico di allegria, perchè per affrontare le profondità è meglio viaggiare leggeri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *