5 consigli per essere sostenibili anche a Pasqua

5 consigli per essere sostenibili anche a Pasqua

Essere sostenibili è il nostro mantra quotidiano, ma ci sono delle occasioni in cui esserlo diventa ancora più importante. La Pasqua, insieme al Natale, è una di queste. In momenti di festa collettivi il consumismo sembra impossessarsi di noi come succede alla ragazzina protagonista de L’Esorcista, con l’infelice risultato di aumentare in modo esponenziale l’inquinamento. Per questo ci dobbiamo impegnare ancora di più per essere sostenibili durante le festività.

Oggi quindi vorrei condividere con voi 5 consigli per una Pasqua da godere sì, ma nel rispetto del Pianeta e degli altri esseri viventi.

MENO CARNE, PIÙ SOSTENIBILI

Contro ogni strategia comunicativa voglio affrontare subito il punto più ostico e anche più importante. Sperando che qualcunə arrivi alla fine del pezzo. Appena infatti si tocca l’argomento carne il rifiuto da parte degli onnivori è categorico: “ah no, mi dispiace, ma io alla carne non rinuncio!” E si chiude così ogni possibilità di confronto. Ma io, da brava acquario, ci voglio comunque provare.

Partiamo da un dato di fatto, da cui non si può scappare. La carne che mangiamo oggi proviene quasi totalmente da allevamenti intensivi. Secondo dei dati del 2019 l’85% dei polli e il 95% dei suini (e quindi tutti i suoi derivati) proviene da questi impianti.

Gli allevamenti industriali sono una delle principali cause, se non addirittura la causa principale, della crisi climatica in corso. L’inquinamento e i danni causati da questo settore sono molteplici. Produzione di CO2, metano e protossido di azoto (gas serra responsabili del riscaldamento globale), deforestazione, consumo e inquinamento delle acque, violenza sugli animali, effetti nocivi sulla nostra salute. Sono solo alcune delle terribili conseguenze degli allevamenti intensivi.

Mangiare carne non fa bene né al Pianeta né a noi. Eppure continuiamo a consumarla e troppo spesso, purtroppo, anche in quantità esagerate. Ma si può sempre decidere di cambiare.

Prendere coscienza di questa triste realtà e decidere di diventare più sostenibili è già difficile. E capisco che farlo a Pasqua, tra grigliate, arrosti e salami, lo sia ancora di più. Ma la Pasqua è anche simbolo di rinascita, di un nuovo inizio, e potrebbe essere il momento perfetto per attuare un piccolo cambiamento. Cominciando proprio limitando, o per chi se la sente eliminando, la carne dalle nostre tavole.

1) PER UNA PASQUA SENZA (O CON POCA) CARNE

Negli ultimi anni piatti tradizionali pasquali come il capretto, l’agnello o l’abbacchio stanno perdendo di popolarità per fortuna. Anche grazie alle numerose campagne di sensibilizzazione. Ma la mattanza e l’orrore vissuto da queste creature purtroppo continua. Già decidere di rinunciare a questi piatti sarebbe un ottimo inizio.

Se poi non vi sentite prontə a rinunciare totalmente a salsicce e salami, ridurre la quantità di carne e derivati sarebbe un grande passo avanti. Le possibilità sono tantissime, dalle torte salate ai primi piatti con le verdure. Online potete trovare davvero una marea di ricette sfiziose a cui ispirarvi.

Perché cosa fondamentale: essere sostenibili a tavola non significa rinunciare al gusto! Fidatevi di me, che amo mangiare bene e considero il pasto un momento sacro.

PRODOTTI DI STAGIONE E LOCALI

Scegliete per i vostri menù pasquali le verdure di stagione e di produzione locale. Rigorosamente comprate “sfuse” al mercato, dal verduraio o dalle aziende agricole del vostro territorio. Così da limitare i rifiuti e l’inquinamento generato nei trasporti dei prodotti.

Aprile inoltre ci regala tantissime nuove verdure, che si prestano a tanti piatti sfiziosi. Asparagi, carciofi, fave, piselli, patate novelle, cipollotti, agretti possono diventare i protagonisti delle vostre tavole pasquali.

3) ZEROWASTE

Fondamentale a Pasqua, come ogni giorno, è cercare di ridurre al minimo gli sprechi alimentari. La prima cosa da fare è evitare di comprare troppo cibo. Andiamo a fare le spese a stomaco pieno e con una lista chiara dei prodotti che davvero ci servono. Seconda cosa ricicliamo in modo creativo gli avanzi e congeliamo tutto ciò che non riusciamo a consumare nell’immediato.

4) UOVA DI CIOCCOLATO SOSTENIBILI

Un altro tasto dolente riguarda le immancabili uova di cioccolato. Tanto buone quanto non sostenibili. Il loro impatto è infatti notevole, sia in termini ambientali che sociali. La coltivazione di zucchero e cacao infatti è legata a deforestazione (con pesanti impatti a livello ambientale) e sfruttamento del lavoro.

No tranquillə, ora non vi dirò che dobbiamo rinunciare anche alle uova di cioccolato. Ma anche in questo caso le nostre scelte possono essere orientate ad una maggiore sostenibilità. Possiamo infatti decidere di acquistare uova di Pasqua realizzate con ingredienti provenienti da filiere equosolidali e da agricoltura biologica. Meglio ancora se incartate con materiali da riusare, così da ridurre i rifiuti. Io ad esempio ho comprato un uovo di cioccolato bio, incartato con una fantastica tovaglia in cotone.

5) TUTTə IN BICICLETTA!

Dulcis in fundo quale modo migliore per essere più sostenibili a Pasqua e Pasquetta se non quello di lasciare a casa la macchina. Dato che potremo muoverci una volta al giorno per raggiungere amicə e familiari, facciamolo a piedi o in bicicletta. Il modo perfetto per non inquinare, risparmiare, smaltire un po’ dopo le mangiate e soprattutto goderci il sole e i colori della primavera.

A questo punto non mi resta che augurare a chi è arrivatə fino a qui (ciao mamma e papà), una Buona Pasqua… con più abbiocchi e zero abbacchi!

#appassionatamenteecofemminista

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Eloisa Dal Piai

Ciao a tutt* io sono Eloisa, Green-tosa in questo blog e nella vita. Sono nata e cresciuta a Padova, ma romana di adozione e di cuore. Vivo a Roma dal 2011 e amo questa città follemente, nonostante tutte le sue criticità. Ma io adoro mettere ordine nel caos e forse per questo anche amo vivere qui, tra storia antica, bellezza architettonica, traffico, buche, parchi immensi, caciara e il mare a 2 passi. Lavorativamente ho fatto di tutto: animatrice, babysitter, barista, assistente alla regia e insegnante di teatro, speaker giornalistica, redattrice e conduttrice radiofonica. Lavoravo nel mondo dello spettacolo, ma ho capito che non faceva per me. Sono troppo vera e genuina per quell'ambiente. E così, come faccio spesso, ho invertito la direzione della mia vita e ho cambiato strada. Perché finalmente ho capito cosa voglio: voglio alzare la voce, lottare per ciò in cui credo, fare la differenza e portare ben-essere nel mondo. Il tutto con il sorriso e tanto entusiasmo. Sono un'attivista, ambientalista e femminista, faccio volontariato e lavoro nel campo del sociale. Amo mangiare, stare in mezzo alla natura, ridere, leggere e continuare a studiare e scoprire sempre cose nuove. Vivo a colori! Il mio scopo nella vita: essere felice e portare felicità!

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