Con i sensi alterati

Con i sensi alterati

Luci e ombre. Abitudini sessuali. Una telefonata. Dagli Usa all’Italia. Dal Connecticut a Civitavecchia. Passando attraverso musica e poesia, talento e creatività. Ispirazione, psicologia e sceneggiatura. I sensi alterati con cui cogliere le sfumature della realtà. Immagini nella mente che si fanno vere. Le imperfezioni, le venerazioni e i contorni opachi. Sfumate vibrazioni dell’essere umano. Che si assimilano a musica e arte visiva. Diapositive di un momento, simili a istantanee. In bianco e nero oppure coi colori accesi. Colpi di scena, emotività e metafore dell’umanità. Un mondo concepito e raccontato, che riproduce la realtà pur non essendone una rapresentazione. L’abilità dello scrittore di rendere vivo ciò che immagina.

Anthony Caruana, nella nuova generazione di autori è, a ragione, uno dei più applauditi.

Nato a Derby, nel Connecticut, bambino piccolissimo si trasferisce con tutta la famiglia a Civitavecchia, dove attualmente vive.

È chitarrista, arrangiatore, compositore e insegnante di musica. Nel 2017 vince la Gara dei Racconti, il concorso del programma radiofonico Radio1 Plot Machine indetto da RaiRadio1, e dal suo racconto Notizie Oltreoceano viene realizzato un cortometraggio. È autore dell’opera letteraria-musicale Donna d’Ebano. La sua è una produzione letteraria già ricca. Ogni sua pubblicazione è stata elogiata.

Venerazione, che ha partecipato al Premio Bancarella sezione “opera prima”. Il racconto Mare Nostrum. Imperfezioni, con le foto di Davide Marrollo. Stai zitta! nell’antologia Il sole nero di Auschwitz. Va’ dove ti pare, nell’antologia Poesia luce del mondo. Vedo, per la raccolta I giorni alla finestra. E poi i due racconti: Ancora una volta, selezionato per il Concorso Artistico Nazionale “Ponte Vecchio” di Firenze, e Il cappello di paglia, per cui riceve una menzione d’onore allo stesso Concorso Artistico Nazionale “Ponte Vecchio”.

Il suo terzo romanzo, Contorni Opachi edito da Bertoni Editore, gli ha spalancato altri parametri di riferimento. E’ stato infatti in lizza per il Premio Strega, universalmente riconosciuto come il premio letterario più prestigioso d’Italia con una stabile e duratura considerazione anche in Europa e nel mondo.

Una nomination da far tremare le vene e i polsi.

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Ho stentato a crederci. E quando ho veramente realizzato quello che era accaduto, mi ha sommerso una gioia immensa e inaspettata. Mi sono ritrovato in una dimensione nuova, da spettatore a protagonista. Perché io sono uno di quelli che segue minuziosamente ogni anno il Premio Strega e, all’improvviso, mi sono ritrovato in una lista che normalmente mi limitavo solo a poter leggere.

Ne ha fatta tanta di strada Anthony, non solo in senso figurato. Mi racconta della sua infanzia e della sua famiglia.

Sono il terzo di quattro figli. Fino all’età di 4 anni ho vissuto negli Stati Uniti. I miei si erano spostati lì per lavoro e son rimasti tredici anni. Poi ci siamo traferiti in Italia, a Civitavecchia per la precisione.

Nella cittadina di mare vicino Roma, Anthony Caruana lavora, insegna, compone musica e scrive.

E produce molto. Dando origine a universi introspettivi e ricchi di dettagli, che denotano la sua grande capacità di osservazione.

Non voglio raccontare la realtà per come è. Dal mondo che mi circonda traggo le emozioni che riporto in parole. E mi coinvolgono personalità incompiute e con delle difficoltà, con identità che si interrogano. Comunque la verità è che punto alla fiction pura, un mondo totalmente inventato.

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Contorni Opachi è una storia intensa e appassionante che parla di solitudini. Tra ansia palpitante e prolungati momenti di riflessione, i protagonisti si muovono forti e decisi. Mentre le linee dei loro reciproci rapporti sono tratti sfumati, opachi. Un’apparente normalità in cui si innesta una telefonata improvvisa, capace di azionare una reazione a catena. Sullo sfondo si agitano segreti familiari e amori malati.

Augusto, Elide e Matilde. Tre storie separate che alla fine si uniscono. Tre voci narranti, le cui vite sono descritte in modo coinvolgente. Ambienti e atmosfere raccontati anche attraverso la musica, ovviamente Jazz, che scorre in sottofondo.

Dal Jazz ho imparato improvvisazione e creatività. E quando scrivo cerco la musicalità, il cambiamento di velocità, la dinamica ricca. Sicuramente Contorni Opachi lo posso paragonare a un ‘crescendo’. Perché, passo dopo passo, scorrendo le parole, è necessario arrivare fino all’ultima pagina per scoprire e capire.

Nella segnalazione dello scrittore Vito Bruschini, che ha portato il romanzo a far parte della lista dei sessantadue al Premio Strega, tra le altre cose si legge: “Ancora una volta il nostro futuro, che una società distratta ed egoista sta irrimediabilmente compromettendo, è nelle mani delle donne che, seppure con contrastanti sentimenti (l’una passionale e istintiva, l’altra schiacciata da sensi di colpa, ma carica di umanità), riusciranno a rimettere al loro giusto posto le tessere del complicatissimo mosaico”.

Un mondo plasmato e salvato dalle donne, dunque.

Mi sono reso conto che chi legge si fa un retropensiero di quella che è la volontà di chi scrive e che invece scrive e basta, non riflettendo su certe dinamiche. Però devo dire che in questo caso forse ha ragione chi nella lettura indivudua altro, oltre la storia. E sì, in Contorni Opachi, sono le donne ad avere nelle loro mani il futuro. D’altronde accade così anche nella vita reale.

Una scrittura eclettica, che ha radici nelle tante conoscenze artistiche di Anthony.

Universi umani che si montano e smontano. Immagini che diventano vite da investigare e svelare.

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Dall’esperienza col secondo libro ho capito che l’immagine parla. Che l’arte in generale riesce a esprimersi senza necessità delle parola. E’ un po’ come vivo io. Capto emozioni da un volto, sensazioni da un oggetto. Vivo con i sensi alterati. Sono ricettivo.

L’artista è colui che ha una costante

percezione alterata della realtà

andrea camilleri

Privato e scrittore. Quello che uno vive, l’altro lo rinnova. Anthony e Anthony Caruana.

In realtà sono la stessa persona. Anthony cerca l’esperienza e la bellezza, i buoni film, i libri, la compagnia degli amici. Sono un buon ascoltatore, mi piace vedere come reagiscono le persone. Faccio attenzione agli stati d’animo e alla voce. Lo scrittore non fa altro che filtrare emozioni e pensieri e, in una ricerca costante, lascia tracce di se’ sparse nei libri e nella musica.

L’artista immagina, crea mondi fantasiosi, riempie le pagine bianche di parole e note. Dà forma ai pensieri e gli oggetti si trasmutano in forme diverse.

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Anthony descrive scene e quadri. Aggiunge caratteristiche visive e acustiche. Ne fa una sceneggiatura cinematografica.

La vita stessa di Anyhony, a guardarla bene, somiglia a un film. Il suo essere diviso tra la quotidianità calma di Civitavecchia, a misura d’uomo e adatta come spazialità e socialità, e l’esistenza frenetica made in New York.

Ho ambientato Venerazione a New York. E’ una città a cui penso spesso. Mi piace molto e vorrei soggiornarci a lungo.

La smania newyorkese a me, che sono di indole tranquilla, infonde la giusta adrenalina sensoriale.

Dopo Venerazione, Imperfezioni e Contorni Opachi, Anthony Caruana ha già chiuso altri due libri. E di un terzo ha finito la prima stesura, di cui mi anticipa qualche particolare.

E’ molto contemporaneo e ambientato in una metropoli, diciamo che sicuramente è Roma.

Anthony vive sull’uscio. In una dualità tra la vita e la sua rappresentazione. Tra musica e scrittura. Fra Italia e Stati Uniti. Tra la calma e la frenesia. Cambia natura o universo, varca una soglia geografica oppure supera il limite del noto per arrivare all’ignoto. Percorre lui stesso un viaggio e nel frattemo ce lo fa assaporare. Il suo sguardo accarezza la realtà, la cattura e la restituisce irruenta, talvolta anche violenta, passionale e attenta alla bellezza.

Mi ha rivelato di vivere con i sensi alterati e le sue parole mi hanno ricordato Frida Kahlo, la grandiosa artista messicana, pioniera del realismo magico.

Pure lei è vissuta a cavallo di due mondi e anche lei ha rappresentato una realtà interpretata dalle sue percezioni. Ha creato un linguaggio figurativo che traendo spunto dall’oggettività si è arricchito di elementi simbolici e a volte surreali, modulato e filtrato da quella sensibilità amplificata e ricettiva, dote tipica di chi crea arte.

“… per i grandi cuori […], non ci sono canoni o bellezze regolari, armonie esteriori, ma tuoni e temporali devastanti che portano ad illuminare un fiore, nascosto, di struggente bellezza.”

Ognuno di noi ha pittori, musicisti e scrittori preferiti. Simpatie e affinità che non dipendono dalla bravura oggettiva dell’artista, ma dal nostro mondo interiore. Quando guardo Picasso ne resto rapita. Se leggo Paulo Coelho sento che in qualche modo il suo racconto mi appartiene. Ascoltando Beethoven mi commuovo nelle vibrazioni di quelle note.

Così immergendomi nei romanzi di Anthony Caruana ne sono restata affascinata.

La sua prosa poetica mi ha fatto fotografare volti e paesaggi, dipingere strade e palazzi. Forse perché Contorni Opachi è ambientata a Roma, uno scenario che conosco bene, in uno dei tanti momenti con cui ho dimestichezza, come è l’ora di punta di una normale giornata caotica. Oppure perché quelle storie che scorrono tra le pagine si possono sentire respirare. E i protagonisti potrei tranquillamente incontrarli anche io, alzandomi dal divano dove sto scrivendo in questo momento e uscendo fuori dal portone di casa. Figure inghiottite e sfocate tra semafori e incroci, investite dagli eventi inaspettati che li travolgono.

L’incanto artistico che crea la vita.

Dove al posto dei piedi hai due pagine vuote. E ogni passo che compi loro scritturano note. Dove il sole è un’ipotesi e tu puoi solo pensarlo. Ma ti basta perché ti riempi di idee per nutrirlo

ULTIMO – RONDINI AL GUINZAGLIO

#IrriducibilmenteLibera

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Foto copertina: Frida Kahlo, immagine modificata da Flickr.

Sabrina Villa

Per Vasco “Cambiare il mondo è quasi impossibile -Si può cambiare solo se stessi - Sembra poco ma se ci riuscissi - Faresti la rivoluzione” . Ecco, in questo lungo periodo di quarantena, molti di noi hanno dovuto imparare nuovi modi, di stare in casa, di comunicare, di esternare i propri sentimenti. Cambiare noi stessi per modificare quello che ci circonda. Tutto si è fermato, in attesa del pronti via, per riallacciare i fili, lì dove si erano interrotti. I pensieri hanno corso liberamente a sogni e desideri, riflessioni e immagini e, con la mente libera, hanno elaborato anche nuovi modi di esternazione e rappresentazione dell’attualità. Questa è la mia rubrica e io sono Sabrina Villa. Nata a Roma e innamorata della mia città. Sono un'eclettica per definizione: architettura, pittura, teatro, cucina, sport, calcio, libri. Mi appassiona tutto. E' stato così anche nel giornalismo, non c'è ambito che non abbia toccato. Ogni settore ha la sua attrattiva. Mi sono cimentata in tv, radio, carta stampata. Oggi, come al solito, mi occupo di tante cose insieme: eventi, comunicazione, organizzazione. La mente è sempre in un irriducibile movimento.

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