Maturità 2021: tutto cambia, tranne il cuore.

Maturità 2021: tutto cambia, tranne il cuore.

Maturità 2021.
Tutto cambia, a partire dalle commissioni: una volta membri interni ed esterni, poi una parte interni e viceversa in quest’anno, sei membri interni e un Presidente, ovviamente esterno.

Eravamo 34 e adesso non ci siamo più, e seduto in questo banco ci sei tu. Era l’anno del mondiali quello del’86, Paolo Rossi era un ragazzo come noi. Sta crescendo come il vento questa vita tua, sta crescendo, questa rabbia che ti porta via… STA CRESCENDO, come me.


Maturità 2021: tutto cambia.
Iniziando dagli elaborati. Una volta chiamati lapidariamente: “scritti”.
Quesito di matematica e fisica: corretto sui giornali il giorno successivo; e la versione di latino o greco per il classico.. e così via.


Tutte prove uguali a livello NAZIONALE.
Per primo, il famigerato e “cartoccinato”: scritto di italiano.
Quello per cui di notte con il caffè doppio si studiava di ogni autore la data di nascita, morte e luogo di crescita e d’incontro… fino ad arrivare ad ogni rapporto e apporto con le correnti letterarie.

maturità


Il pensiero, da classe 1980 quale sono, va a 23 anni fa. La mia emozione nel dipingerlo qui è violenta, ma torno al dunque: un mese fa nelle nostre scuole, si è svolto il famigerato ESAME DI MATURITÀ’.

La passione, sia da docente che da alunno, è incontrollabile e indescrivibile.


Ecco i miei ragazzi, almeno per quel poco che posso, data la loro immensità. Uno per uno vorrei averli potuti abbracciare, avrei voluto ringraziarli, perché mi permettono di amare il mio lavoro come docente “scientifica”. Mi donano la passione profonda e il coraggio di prendere una penna e cimentarmi, nel descrivere questa essenza come un olio. Olio che impregna la pelle per sempre.

ANCORA GRAZIE RAGAZZI.

Sono entrati in silenzio, chi con i pantaloncini alla pescatora e la t-shirt, chi, con pantaloni lunghi e camicia bianca.
Ma una cosa è sempre li. Un piccolo particolare è sempre li. “Trova le differenze” oserei dire… “ e le somiglianze”.

Io lo so. Perché ero lì 23 anni fa. E dopo 23 anni ancora, e per più tempo possibile, vorrò essere lì.


Le somiglianze sono evidenti: un po’ a causa del caldo di luglio, un po’ a causa dell’endorfina (ma lo capiranno col crescere).
Il ginocchio sbatte isterico. La gocciolina di sudore tradisce ogni trucco e capello sistemato.
E come se 23 anni fossero volati, in una sorta di sliding doors, eccoli lì i miei alunni. Dal primo all’ultimo, inclusi gli esterni, varcano, ognuno a modo proprio, la loro soglia.


E lì con loro, mano nella mano, seppure di fronte, la mia anima e la mia emozione la varcano con loro, senza nessun parente, senza nessun compagno di classe, sì perché quest’anno la maturità è in base alle norme covid: solo un testimone, spesso qualcuno che possa restare meno emotivo possibile, nella mia esperienza in effetti, SENZA nessun genitore.


Anche il personale ATA, che per anni li ha “accarezzati ed educati”, non può che assistere con ansia e amore fuori dalle porte dell’aula a debita distanza. E si sentono soli, anche se la loro mente, il loro cuore e la loro formazione sono lì affianco a loro.


Salgono quelle stesse scale che hanno calpestato per cinque (o più) anni.
Le bidelle li guardano come se stessero percorrendo la navata della chiesa il giorno del matrimonio… o il corridoio della sala parto!
E lì, si siedono.

E si sentono soli, anche se la loro mente, il loro cuore e la loro formazione sono lì affianco a loro.
Un’emozione, anzi l’emozione, quella con la E maiuscola. Li rende incapaci anche di prendere una penna per firmare. Edward mani di forbice…

maturità


Di fronte sei commissari, e un Presidente.
Una figura austera e rigida, (nel mio caso immensamente umana e pronta burocraticamente ed emotivamente a farsi carico del momento) anche Lei insegnante. Osserva, avendo allo stesso momento i suoi “cuccioli” in un altro posto, in preda alle stesse emozioni.
Io, docente di matematica, con uno sguardo attento, severo, ma cordiale, faccio trasparire un accenno di affetto.

Maturità 2021 : tutto cambia, ma non proprio tutto.

Si inizia, come il fischio in una partita di calcio.
In un attimo, eccoci qui: come vanno le cose, cosa chiedono, il sudore, il mouse, la postura non contano più nulla.
Non senti più nulla


Il tallone ha scavato fino al seminterrato dell’archivio scolastico e luglio fa il suo lavoro con la temperatura nell’aula di elettronica adibita ad aula per l’esame di stato.
Fino a che, senza riflettere, si arriva alla famosa domanda : “Cosa vuoi fare da grande….?”
Lì, noi docenti sappiamo che ormai è andata.
E’ terminata la valutazione, conta solo come ti alzi da quella sedia e loro, i nostri ragazzi, ingenuamente rispondono: “Il magistrato, Il gamer, l’influencer… non lo so, perché ho bisogno di un anno sabbatico”.


E questa è forse la risposta più vera che ho sentito, ma davvero nel cuore, e poi analizzato… Condiviso TOTALMENTE e vestita addosso, nella mia totalità di essere madre docente e donna.
Non sono anni in cui si può comprendere la MATURITA’.
Stiamo vicini ai nostri ragazzi, accudiamoli, instradiamoli.

Da educatrice mi permetto. Questi due anni di Covid socialmente ed economicamente hanno levato la passione dalle mani degli artigiani e messo i conti sulle dita delle aziende.

Kibran insegna: “L’Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell’infinito e vi tiene tesi con tutto il suo vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane. Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell’Arciere, poiché egli ama in egual misura e le frecce che volano e l’arco che rimane saldo.”

La Relazione tra Studente ed Insegnante: La Sfida più Grande di un Docente


Cambia la maturità, intesa come ESAME DI STATO, ma deve, con passione e dedizione, virare anche la nostra funzione di docenti, di giornalisti, di opinionisti, nel giocare il polso e la frizione di queste frecce.

Claudia Pappagallo

#emozionatamentedocente

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