Rissa ad Acireale, la violenza è l’unico esempio?

Rissa ad Acireale, la violenza è l’unico esempio?

Colpisce molto l’episodio della rissa, sfociata in sparatoria, e scoppiata per futili motivi ad Acireale. In occasione di una Prima Comunione, alla quale partecipavano diverse famiglie. A restare gravemente ferito è Sebastiano Giovanni Grasso, vicebrigadiere di 43 anni, il quale era fuori servizio e si trovava li per la comunione del figlio.

Fa pensare come la rabbia abbia preso cosi facilmente il sopravvento. Il modo in cui è stata turbata la serenità di bambini che stavano partecipando ad un evento di festa. Rattrista molto che abbiano dovuto assistere a questa escalation di violenza. Infine turba che una persona porti un’arma da fuoco come un qualsiasi accessorio personale.

Purtroppo ancora un caso in cui la violenza è protagonista delle relazioni tra adulti. Si evince ancora una volta la difficoltà con la quale si gestisce un conflitto tramite il solo dialogo verbale. E quelli che si professano adulti non pensano ai bambini che sono vittime anche solo per aver assistito ad un evento tragico, che ha preso il posto della loro felicità?

I bambini sono divenuti testimoni dell’incapacità degli adulti di rispettare “la persona”, le idee ed opinioni diverse o di contemperare i propri desideri con quelli altrui. Tali comportamenti hanno esposto i bambini al rischio concreto di recepire che sia la violenza l’unica possibile soluzione.

Rita Ielasi, Vice Presidente Nazionale per le Isole – associazione cammino

I genitori dovrebbero rappresentare esempi educativi per i propri figli. Bisogna che istituzioni, enti e professionisti che si occupano di relazioni puntino maggiormente l’attenzione sul ruolo degli adulti.

Bisogna trasferire nei minori la conoscenza di modalità pacifiche per la risoluzione dei conflitti personali.

A contrastare l’esempio negativo però c’è il sacrificio di un papà, un carabiniere non in servizio. I bambini presenti hanno potuto anche prendere coscienza dell’esistenza di adulti che credono nei principi e nei valori positivi della legge.

Sebastiano Grasso ha agito in coscienza, per calmare gli animi e aiutare i colleghi delle forze dell’ordine poi sopraggiunti. Non solo perché legato alla divisa, ma perchè comprende il senso vero di essere “cittadino”.

Il coraggio, anche di un solo uomo, di opporsi ai metodi violenti costituisce per i bambini esempio della forza della legalità rispetto a comportamenti violenti.

Noi tutti dovremmo sentirci impegnati a dare il buon esempio nella società di oggi per formare i cittadini di domani.

Il gesto di questo uomo deve renderci consapevoli che c’è una lunga strada di educazione alla legalità che va percorsa, affinché la risoluzione dei conflitti avvenga sempre tramite il dialogo, rinunciando alla violenza in qualsiasi occasione.

Angela Tassone

Esperta di Comunicazione e Marketing. Componente della delegazione FERPI - Federazione delle Relazioni Pubbliche italiana del Lazio. Socievole e inconsapevole accentratrice, cerca di indirizzare al meglio le proprie energie. E anche se ha imparato che nella vita le cose non si possono mai considerare definitive, il suo amore per la scrittura e i media non passerà mai.

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