Trasferirsi all’estero: ecco i 10 Paesi top

Trasferirsi all’estero: ecco i 10 Paesi top

Trasferirsi all’estero? Perché no! Quante volte lo avete detto o pensato? Certo tra il dire e il fare, non tutti poi vanno avanti con quest’idea. Ma se siete in vena di informazioni, ecco i 10 Paesi top, ovvero la lista dei posti in cui gli espatriati sono più soddisfatti del lavoro, della vita e del costo della vita.

Trasferirsi all’estero: non sempre è una scelta “di pancia”

La pandemia di Covid-19 ha avuto un impatto sulla vita di tutti, in tutto il mondo. Ma ha dato anche la possibilità a molte persone di rivedere i propri piani di vita. È per questo motivo che molti italiani ricercano informazioni per andare a vivere fuori dai confini. Non è semplice, questo va detto, e ve lo dico da espatriata alla soglia dei 40 anni. Si può fare, ma bisogna farlo con un minimo di programma, soprattutto se si decide di portare una famiglia con sé.

Chi meglio di coloro che ci sono già passati possono dare qualche dritta? Esperienze di vita fuori dal proprio Paese sono stati raccolti da Internations, una comunità di espatriati globale che, per il suo ultimo sondaggio Expat Insider, ha intervistato oltre 12.000 persone per catturare quanto sono stati felici di vivere e lavorare all’estero nell’ultimo anno.

Trasferirsi all’estero: Taiwan medaglia d’oro

Al primo posto ecco spiccare Taiwan. Gli expat che vivono lì, hanno dichiarato di essere i più felici per un’ampia gamma di fattori tra cui la qualità della vita, le prospettive di carriera, la facilità di stabilirsi e la soddisfazione per la vita all’estero in generale. Taipei, la capitale, è stata riconosciuta per diversi anni come la città migliore in cui vivere per gli espatriati, con voti particolarmente alti per l’efficiente trasporto locale, l’assistenza sanitaria disponibile e conveniente e i residenti amichevoli. Aspetto non da poco, credetemi!

Segue il Messico, dove l’80% degli intervistati si dice soddisfatto del proprio lavoro e il 72% (percentuale altissima) è soddisfatto dell’equilibrio tra lavoro e vita privata. Al terzo posto troviamo la Costarica dove le percentuali sono lievemente inferiori rispetto al Messico.

Complessivamente, il 45% degli intervistati afferma che il Covid-19 ha avuto un impatto sul loro attuale soggiorno all’estero o sui loro piani di trasferimento. Circa 1 persona su 3 ha affermato che la pandemia ha ritardato i loro piani di trasferirsi all’estero e circa 1 espatriato su 5, che già vive all’estero ha affermato che l’epidemia di salute ha impedito loro di tornare a casa nell’ultimo anno.

Condizioni di vita migliori spingono le persone a trasferirsi

L’impatto della pandemia, ma non solo

Il sondaggio ha chiesto agli espatriati di valutare la loro soddisfazione in quattro categorie principali, tra cui la qualità della vita, la facilità di ambientarsi (come le barriere linguistiche e la cordialità dei residenti locali), finanza personale (come l’accesso a un’assistenza sanitaria a prezzi accessibili) e lavoro all’estero (come la sicurezza del lavoro e un’economia locale stabile).

In cima alla lista anche le località con un costo della vita accessibile, maggiori investimenti negli ammortizzatori sociali e con accesso a numerose attività all’aperto e per il tempo libero per conciliare lavoro e vita. Quest’ultimo step è molto importante perché oggi l’emigrazione è cambiata. A spostarsi dall’Italia sono soprattutto persone nella fascia di età tra i 30 e i 50 anni.

Completano la classifica la Malesia, il Portogallo, primo tra i Paesi europei, la Nuova Zelanda, l’Australia, l’Ecuador, il Canada ( cresciuto moltissimo negli ultimi anni) e il Vietnam.

Tanti aspetti da considerare

Andar via non è una passeggiata. Ci si pensa e ci si ripensa. Forse a volte un po’ troppo. Sta di fatto che per quanti pro ci possano essere dall’altra parte, bisogna considerare anche i contro. E il “contro” che pesa di più è sicuramente la lontananza dagli affetti e dalla famiglia. Se poi ci si trasferisce quando i genitori non sono più giovani, quest’aspetto pesa in maniera mostruosa. Almeno per me è stato così. Anche le amicizie sono difficili da mantenere. Alla nuova lingua, alla nuova casa, al nuovo lavoro, al diverso stile di vita ci si abitua. Alla lontananza mai.

Le nuove prospettive di vita che abbiamo, cozzano sempre con quello che ci lasciamo alle spalle. Forse perché all’inizio pensiamo di non lasciarlo veramente. Fortunatamente, oggi grazie all’immenso potere di internet, riusciamo a “vivere” anche i nostri affetti vedendoli. Le videochiamate per chi vive fuori sono all’ordine del giorno. E nel mio caso, sono diventate un’abitudine ben prima della pandemia. Immaginate anni fa, quando per avere notizie di casa bisognava telefonare, poco perché i costi erano altissimi (e lo sono ancora), oppure scriversi lettere e attendere impazienti una risposta.

Tutto sommato siamo fortunati. Ma credetemi, la voglia di tornare a casa, in qualunque momento del vostro espatrio c’è sempre. E tutto sommato è anche giusto che sia così.

#ostinatamenteEclettica

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Paola Proietti

Classe '77, giornalista professionista dal 2008. Ho lavorato in radio, televisione e, vista l'età, anche per la vecchia carta stampata. Orgogliosamente romana, nel 2015 mi trasferisco, per amore, in Svizzera, a Ginevra, dove rivoluziono la mia vita e il mio lavoro. Mamma di due bambine, lotto costantemente con l'accento francese e scopro ogni giorno un pezzo di me, da vera multitasking expat.

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