La passione per la montagna…d’estate e d’inverno

La passione per la montagna…d’estate e d’inverno

In molti, conoscendo la mia passione per la montagna mi chiedono spesso, “ma tu preferisci la montagna o il mare? Ma anche d’estate la preferisci al mare?”

In realtà per chi ama la montagna questa domanda non ha una vera risposta. Per chi ha la passione per la montagna non è che la preferisce al mare. Semplicemente la montagna è un’esigenza. Probabilmente chi ama il mare prova gli stessi sentimenti.

Nelle ultime settimane abbiamo sentito parlare delle escursioni in montagna per eventi drammatici. Perché sì, la montagna, le vette e i ghiacciai devi saperli rispettare oltre che amare.

Io ho sempre pensato che il mio elemento principale fosse la montagna. Forse perché è legato anche alle mie origini abruzzesi. All’aria respirata sin da piccola.

In quel paesino ai piedi del Monte Velino a 1000 metri di altitudine o semplicemente è puro amore folle.

Fatto sta che sono anni ormai che oltre a passare molto tempo in Abruzzo. Una parte delle mie vacanze, estive e invernali le passo sulle Dolomiti.

Il mio papà, il vero grande amante e frequentatore di montagna, mi ha sempre detto che non ci si improvvisa scalatori. La montagna se non la conosci devi chiedere alle guide del CAI (club alpino italiano) di fartela conoscere. Altrimenti quei panorami infiniti e quelle vette che sembrano chiamarti possono diventare pericolose.

Io non ne ho viste molte, ma abbastanza sì. Ma c’è una cima che porto nel cuore. Forse perché l’ho raggiunto sia in estate che in inverno. Ed è la Cima Rosetta (2743 m) in Trentino Alto Adige. È una delle vette che fa parte del Le Pale di San Martino del gruppo delle Dolomiti. Sono estese per circa 240 km comprendendo come detto sia il Trentino Orientale ma anche il Veneto.

Credetemi la montagna vista e vissuta in estate è totalmente diversa dall’esperienza invernale. L’emozione, l’adrenalina. La voglia di toccare quella croce che si trova su ogni vetta che raggiungiamo.

La prima volta che l’ho raggiunta la Cima Rosetta ero in settimana bianca. Con l’istruttore di sci si decide di organizzare una ciaspolata proprio sulle Pale di San Martino.

La neve era alta ma perfetta per una escursione del genere. C’era un sole caldo in una giornata gelida e arrivati alla funivia che da San Martino porta in cima (per chi non volesse fare il sentiero). Si vede sulla destra la cima, tanto vicina quanto lontana e pensi che le tue forze non sono abbastanza per arrivare li su con le ciaspole che sì aiutano, ma spesso ti sembrano ingombranti.

E quando sto per mollare il maestro di sci che ci guidava si è messo lì con passo lento e corto (kalipè). Mi ha letteralmente condotto li sopra a toccare con mano quella croce di ferro. Credetemi quando si toccano quelle croci lì sarà che ti viene in mente il primo che l’ha piantata e “scoperta” ti scendono le lacrime dagli occhi.

Ma visto il periodo dell’anno, ovvero, l’estate, c’è da dire che un’emozione tutta diversa me l’ha data arrivare al rifugio Giovanni Pedrotti sull’Altopiano della Rosetta (2581 m). Rilassarsi e mangiare su tavoli e sedie in legno. All’aria aperta con le mucche all’alpeggio.

Il Rifugio Pedrotti fu costruito alla fine del 1800 ma durante la seconda guerra mondiale i tedeschi lo diedero alle fiamme e nel 1952 fu ricostruito e intitolato a Giovanni Pedrotti, alpinista e fotografo.

I colori come si può immaginare sono completamente diversi. Ma la suggestione e quella sensazione di libertà che si prova in cima ad una montagna è la stessa che lì fuori ci siano 5° o 28°.

La vacanza in montagna non so dirvi se è bella, o meglio per me lo è. Ma so senza dubbio dirvi che è una esperienza da vivere. Il sole che ti scalda a quelle altitudini sembra che baciandoti ti dica che il cielo non è molto lontano. E se una mattina di fine agosto aprendo le finestre della camera vediamo le cime innevate non stupiamoci e soprattutto non spaventiamoci. Che quel freddo lì di cui abbiamo paura in poche ore passa per far spazio al sole caldo di un agosto sulle Dolomiti.

Il 26 giugno del 2009, in comitato esecutivo della Convenzione sul patrimonio materiale dell’umanità dell’UNESCO, riunito a Siviglia, le dichiara patrimonio dell’Umanità.

Laura Cardilli

#ostinatamenteottimista

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