Cadere: la poesia di Gloria Donati
Cadere è un vuoto a perdere, un dolore sordo, un’attesa lunga un infinito.
Cadere, per toccare il fondo.
Cadere per poi cambiare pelle come un serpente.
Cadere, per guardare la luce allontanarsi e poi, allungare le braccia.
Arrestare la caduta, e come un bruco fare la muta.
Cadere, senza fiato, con le mani sbucciate e le ginocchia che fanno male,
Poi guardare in basso, il buio, la solitudine e infine il tunnel, dall’altra parte la luce.
Cadere, è un vuoto a perdere, ma un inizio nuovo.
Cadere, mutare e poi mettere due ali sulla schiena per poter
Finalmente volare.
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