Subire un furto

Subire un furto

Quando si subisce un furto è sempre un qualcosa che ci turba per il senso di impotenza e per un gesto così vile ricevuto.

Per non parlare dell’oggetto in questione rubato, il legame affettivo, il valore materiale e quella sensazione che tutti i soldi del mondo non potranno risarcirlo o meglio colmare il vuoto formato. 

A me è successo che mi hanno rubato l’auto che avevo prestato a mio marito.

Immagino la sensazione che ha provato a guardare quel parcheggio vuoto a vedere intorno a se che fine avesse fatto. Il senso di impotenza e lo stupore che quelle scene tante volte viste in tv fossero successe realmente.

Ora parliamo di un bene materiale, di qualcosa prettamente effimero ma provate ad immaginare un uomo che investe i suoi risparmi nell’auto dei suoi sogni, che la cerca, si documenta, la compone come desidera, la finisce di pagare fino all’ultimo centesimo e poi puff. 

Ingiusto.

Oppure la macchina regalata dal papà o dal nonno. 

L’auto che non vorresti dare più via del fratello scomparso prematuramente. 

Parliamo di oggetti, lo so.

Oggetti costosi, oggetti a cui ci leghiamo, che diventano parte delle nostre giornate o mezzo per viverle, padri di famiglia che ci guadagnano da vivere e gente che decide il mal capitato.

Gente meschina che programma quale auto scegliere, l’orario e la tipologia del furto in base alla macchina.

Insomma tutto perfettamente programmato mentre tu vivi forse l’ennesima giornata uguale a tutte le altre o almeno credevi. 

Oggi io, domani ad un altro questo non può consolare, anzi. 

La speranza sarebbe che questa fosse l’ultima volta… almeno per me. 

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Emanuela Impieri

Mi chiamo Emanuela Impieri, sono nata a Roma 34 anni fa. In passato, la mia timidezza mi ha portato a guardare il mondo senza essere guardata, nascosta dietro la macchina da presa, la mia più grande passione. Ho curato la regia e scritto la sceneggiatura di vari cortometraggi per poi approdare alla tv locale romana, prima a "canale 10" poi per undici anni nel reparto tecnico di Retesole essendone anche la responsabile, per arrivare a collaborare con le tv nazionali. Sono stata docente di dieci Master in Giornalismo Radiotelevisivo per Eidos Communication. Mi piace lavorare e far la differenza proprio in quei settori in cui le quote rosa sono latitanti. Ho cambiato tutto per questo lavoro, città, amici, un’intera vita, finché un matrimonio e una bimba hanno rimescolato le carte per rinnovare tutto di nuovo. Per loro mi diletto a “mettere a fuoco” la mia vita sull’altra passione; cucinare, prima che per gli altri diventasse una moda. Perchè “Cucinare è come Amare o ci si abbandona o si rinuncia”. Il mio stile di vita.

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