San Valentino, leggende e storie dal mondo

San Valentino, leggende e storie dal mondo

Oggi si celebra l’amore, oggi si celebra il giorno più sdolcinato dell’anno!!! Siete pronti?

Io no. Mai stata (pronta in generale, il 14 febbraio veramente mai). Non so cosa sia per voi, ma per me San Valentino non è mai stata una festa da festeggiare. Diciamo che non la sento una festa. Ecco. Il mio carattere da Grinch tutto l’anno sicuramente non aiuta, in ogni caso cerco di trovare il lato positivo di questa ricorrenza.

Tanto per cominciare rimedierò sicuramente della cioccolata. E questa è sempre un’ottima cosa. Anche se sono a dieta, ma in fondo, mezzo chilo di cioccolata in un giorno non ha mai ucciso nessuno! Forse riceverò dei fiori, ma non credo. Mio marito si ricorda al massimo il giorno dell’anniversario, e già questo richiede uno sforzo notevole per il genere maschile…non mi sembra il caso di pretendere di più.

Negli anni questa ricorrenza mi ha fatto sorridere per via delle mie figlie. Quando erano più piccole mi regalavano bigliettini con disegni strambi, tutti colorati che neanche Klimt avrebbe potuto inserire tutto quel colore in un foglio solo. Poi, crescendo siamo passati a biglietti con frasi, sgrammaticate e in diverse lingue tipo: “Mamma ti ammo”, oppure “sei la mamma miliore del monto” oppure “I lowe you” e per finire nella lingua del posto, quella romantica per eccellenza, il francese con “Je t’amo”. Possiamo solo migliorare.

Perché San Valentino è diventato il giorno degli innamorati?

Pare che San Valentino, nato a Terni, nel 176 d.C. e morto a Roma il 14 febbraio 273, sia stato un vescovo romano, martirizzato. È considerato il patrono degli innamorati per varie leggende che vedono protagonista l’amore e sono state tramandate nel tempo. 

La prima narra che durante la prigionia Valentino si fosse innamorato della figlia di un custode della prigione. Grazie alle preghiere di Valentino la giovane riacquistò la vista e che l’ultimo messaggio all’amata fosse firmato così: “dal vostro Valentino”. Un’altra leggenda rivela che fu il primo a celebrare l’unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana. Altra storia ancora quella che racconta della sua capacità di riconciliare due innamorati portando loro una rosa. Qualche tempo dopo la coppia gli chiese la benedizione del loro matrimonio. Quando la storia si diffuse, molti decisero di andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese, il giorno dedicato alle benedizioni. Poi la data è stata ristretta solo a febbraio, perché in quel giorno del 273 San Valentino morì.

San Valentino nel mondo

Ma come si festeggia questo giorno nel mondo? Diciamo che un pò ovunque si festeggia come da noi in Italia ma ci sono le dovute eccezioni e qualche particolarità da segnalare. In Corea del Sud, ad esempio, gli abitanti hanno associato la festa degli innamorati al “White Day” come in Giappone. Le ragazze regalano ai ragazzi per cui sono interessate il cioccolato. Se il ragazzo è interessato, dopo un mese (??), ricambia il dono. Inoltre, il 14 aprile c’è il giorno contrario, ossia il black day dove, chi è single si incontra con altri single per una cena a base di fagioli neri.

In Irlanda le origini sono legate alla cultura gaelica e le persone sono invitate ad indossare un anello, il Claddagh Ring orientato verso quella che è la loro situazione sentimentale del momento, ossia single o impegnato.

A Taiwan si dice “Ti amo” con i fiori. Precisi. Si regalano: 108 rose per una proposta di matrimonio, 99 per dire amore eterno. Per un amore a prima vista basta una rosa, ne servono 9 per una storia che va avanti. 10 sono per la perfezione e 11 dicono unicità. 13 sono per una folle passione e 20 per un amore sincero. Bisogna contare bene, altrimenti si rischia grosso.

In Brasile San Valentino si festeggia  il 12 giugno, in onore di Sant’Antonio, protettore dei matrimoni. Anche qui la tradizione è simile alla nostra con cioccolata, fiori e cene a due. I single organizzano rituali magici per fare in modo che l’anno seguente possano essere in coppia. La tradizione vuole che le donne single abbiano con loro per tutto il giorno una statuetta del santo pregandolo di aiutarle a sposarsi.

La stella cinese e il maiale

In Cina San Valentino è in realtà la festa dello Qixi (settima notte) perché si festeggia il settimo giorno del settimo mese lunare. Una festa che ha origine da una leggenda quella di Zhinü e Niulang che è simile a quella di Romeo e Giulietta: i due non potevano amarsi, e quando il padre di Zhinü scoprì che si erano sposati segretamente sulla terra, la mandò a vivere fra le stelle. Ma, ogni anno, uno stormo di gazze si presenta fra la terra e la Via Lattea per formare un ponte che permette loro di raggiungersi e abbracciarsi proprio nei giorni di Qixi.

Leggenda cinese

In quella giornata, le ragazze preparano meloni e frutta come offerta a Zhinü, affinchè, le ragazze possano trovare un fidanzato innamorato e fedele come il suo. Infine, nella notte di Qixi, tutti, single e coppie osservano nei cieli la riunione della stella di Vega e Altair che simboleggiano i due amanti separati. In Austria la festa è simile alla nostra ma c’è anche l’usanza di regalare un maiale (finto, anche di cioccolata), simbolo di fortuna e buon auspicio.Negli Stati Uniti così come in Islanda ed Estonia il 14 febbraio è la festa degli amici, ossia si festeggia chi si vuole bene in generale.

In Inghilterra oltre a fiori e cioccolatini si scambiano soprattutto biglietti. I famosi ” Valentine”. La tradizione vuole che il mittente sia anonimo affinché ci sia suspence al ricevimento del messaggio e si renda ancora più dolce il momento. Questa usanza risale al XV sec. quando Carlo D’Orleans, prigioniero nella torre di Londra, inviava lettere a sua moglie chiamandola “ma tres doulce Valentinèè”. Ancora oggi si possono trovare nella British Library di Londra.

In Francia funziona un po’ come da noi ma in passato c’era una tradizione tutt’altro che romantica: era la “Loterie d’amour”, quando uomini e donne non sposati riuniti in due case una di fronte all’altra a turno chiamavano un nome dalle finestre finché tutti non fossero accoppiati. E gli uomini non contenti della compagna loro assegnata potevano semplicemente lasciarla e cercarsene un’altra. Dalla patria dell’amore decisamente un’usanza poco romantica!

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Paola Proietti

Classe '77, giornalista professionista dal 2008. Ho lavorato in radio, televisione e, vista l'età, anche per la vecchia carta stampata. Orgogliosamente romana, nel 2015 mi trasferisco, per amore, in Svizzera, a Ginevra, dove rivoluziono la mia vita e il mio lavoro. Mamma di due bambine, lotto costantemente con l'accento francese e scopro ogni giorno un pezzo di me, da vera multitasking expat.

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