Esami a me! La sfida di un adolescente tra scuola e futuro
Consegnare una verifica e avere già l’ansia della prossima: è proprio vero che “gli esami non finiscono mai”. Sento di poterne parlare in prima persona e per esperienza diretta.
La mia motivazione? La consapevolezza che alla fine di questo tunnel ci sarà quell’esame lì. Quello per cui mi sono preparato per tre anni, quello che mi potrebbe portare a frequentare il liceo, poi l’università e chissà dove altro vorrà condurmi la vita. Questo per me è un obiettivo, parte di un sogno. E per quanto la mia conoscenza del mondo sia ancora quasi nulla, vorrei provare a scrivere quello che è il mio pensiero sugli “esami” e su ciò che penso la vita abbia in serbo per noi.
A scuola
Io sono nel pieno della mia carriera scolastica e conosco bene l’importanza di ciò a cui dedichiamo la maggior parte del nostro tempo.
All’inizio la scuola è un gioco, un posto in cui fare amicizia e imparare a distinguere la destra dalla sinistra. Poi, però, a un certo punto vieni gettato nell’acqua fredda e si parte con la grammatica, le lingue straniere e l’algebra. Forse si stava meglio quando la x e la y erano solo semplici lettere.
Scherzi a parte, quando la scuola comincia a essere un’effettiva sfida, la gran parte degli adolescenti si divide in due gruppi (tengo a specificare che ovviamente non c’è una strada giusta e una sbagliata, ognuno fa il meglio per se stesso). C’è chi prende questa sfida con serietà ma soprattutto con tanta voglia, affrontandola al meglio delle proprie capacità, e chi invece ha altre priorità o non è particolarmente entusiasta di passare ore e ore a studiare.
Dalla mia prospettiva, posso dire di essere un individuo che sta cercando di domare la “bestia” della scuola attraverso tanto studio, ed è proprio qui che mi accorgo di qualcosa.
Sono tanti gli esempi – soprattutto nello sport – di figure motivazionali e disciplinate che mettono costanza e impegno in quello che fanno. Cristiano Ronaldo nel calcio, Djokovic nel tennis, addirittura Rocky Balboa nel mondo del cinema. Quando penso a loro, in qualche modo rivedo gli “occhi della tigre” in quello che faccio. Mi piace pensare, quindi, che la scuola e questi esami in arrivo siano solo i primi veri obiettivi e sogni che i ragazzi si trovano ad affrontare, i primi terreni in cui combattere e lottare per raggiungere ciò che si vuole. In questo senso, è impossibile non citare Antonello Venditti nella sua celebre Notte prima degli esami (1984)…
«Notte di sogni, di coppe e di campioni. Notte di lacrime e preghiere»
Nella vita
Poi, una volta usciti da scuola, ho la certezza, più che l’impressione che questi esami probabilmente non finiscano davvero mai. Non l’ho ancora vissuto sulla mia pelle, ma credo che ci saranno sempre sfide e traguardi che ognuno di noi troverà sulla propria strada, e allora bisognerà impegnarsi tanto per raggiungerli.
Nel mio piccolo ho già realizzato dei piccoli sogni, ma ne ho anche mancati alcuni. Ed è normale. Per citare un altro discorso motivazionale, c’è Zlatan Ibrahimović che a Sanremo 2021 disse:
«Il fallimento non è il contrario del successo, è parte del successo.»
E allora io credo che sia importante innanzitutto godersi ogni momento di questo viaggio, saper riconoscere le piccole gioie che la vita offre e poi continuare a inseguire i propri sogni, ogni giorno, senza dare peso a chi dice che non ce la farai o a chi pensa che i tuoi desideri siano ridicoli.
Non potrai mai piacere a tutti. Ma devi piacere a te stesso.
Bisogna andare avanti, sempre, anche controcorrente. Anche dopo un fallimento si può sempre creare una nuova possibilità. Un nuovo esame. Per vincere.
Di fronte agli esami della vita, piccoli e grandi che siano, siamo chiamati ad essere lì, pronti ad affrontarli con speranza e dedizione. Forse sono proprio queste sfide a mantenerci vivi, a indicarci una direzione da seguire. Ed è fondamentale non perderla mai la nostra bussola, imparando a gioire anche delle piccole cose che conquistiamo ogni giorno.
di Carmine Ciminelli
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