Cadute di stile e di mercato: i grandi disastri nell’universo del make-up e non solo

Cadute di stile e di mercato: i grandi disastri nell’universo del make-up e non solo

Il mondo del make-up, fatto di red carpet, set televisivi e trend virali, è stato spesso protagonista di vere e proprie cadute di stile. Ma anche di disastri di bellezza, rimasti nella memoria del pubblico come autentici incidenti di make-up.

Anche le celebrità più seguite, affiancate da make-up artist di fama internazionale, in qualche occasione sono incappate in clamorosi scivoloni.

Quando i flash tradiscono

Tra gli episodi più eclatanti va ricordato il famosissimo “Flashback Mary”: nel 2014 vide apparire Angelina Jolie con chiazze di polvere bianca traslucida sotto gli occhi e sulla fronte. La causa dei flash che riflettevano una cipria forse applicata in modo poco corretto.

L’attrice stava sfilando sul red carpet per la première newyorkese del film The Normal Heart, ma una cattiva applicazione di un prodotto in polvere libera, probabilmente a base di silica pura, che se non perfettamente sfumato rimane in superficie, fece sì che la luce dei flash creasse macchie bianche e spettrali, non percepibili con la luce naturale.

Qualche anno prima un episodio simile era accaduto a Nicole Kidman. Nel 2009, alla prima newyorkese di Nine, era stata immortalata con chiazze bianche molto evidenti sotto il naso e nella zona centrale del viso. Probabilmente il risultato di una tecnica di baking eseguita con una polvere troppo chiara rispetto al fondotinta, pensata per scolpire e illuminare ma non adeguatamente uniformata.

Dietro a queste cadute si celano spesso errori tecnici, tra cui l’effetto flashback provocato da polveri minerali riflettenti o l’esagerazione nell’utilizzo di tecniche come il baking.

Dal palco dell’Ariston a Temptation Island

Il fenomeno ha colpito spesso anche lo show business italiano: il palco dell’Ariston, infatti, ha più volte messo in difficoltà gli artisti con fondotinta troppo pesanti o stacchi di colore improvvisi, poiché le luci di scena, spesso calde e dirette, hanno l’effetto di sciogliere i prodotti a base oleosa, mettendo maggiormente in evidenza i segni della pelle.

Negli anni diversi artisti sono apparsi con basi troppo pesanti, dettate dalla necessità di coprire le imperfezioni, generando inevitabilmente meme ironici sui social.

Recentemente abbiamo assistito a episodi simili anche nel corso dell’ultima edizione del programma di intrattenimento Temptation Island, dove telecamere e luci notturne hanno evidenziato i make-up poco fortunati di alcune protagoniste.

Alcune partecipanti, infatti, sono apparse in video con il contorno occhi di colore giallo. La causa di un mix tra luci e tonalità di correttore forse troppo chiare: il tutto ha subito scatenato la goliardica reazione del web.

Come prevenire i disastri

Per prevenire simili disastri vanno analizzati ed evitati gli ingredienti cosmetici che riflettono la luce. La silice, per esempio, spesso presente nelle ciprie a lunga tenuta per opacizzare e levigare, non è idonea all’esposizione ai flash.

I filtri solari invece, comunemente inseriti nei fondotinta o nelle creme, agiscono come schermi che respingono i raggi e illuminano a giorno il viso sotto i flash.

Scegliere prodotti mirati fa la differenza, poiché garantisce una pelle levigata e naturale sotto ogni tipologia di luce.

Per un evento importante, un servizio fotografico o una serata in cui verranno scattate molte foto, è consigliabile evitare prodotti a base di silica e scegliere fondotinta con filtri solari chimici, più stabili.

Per fissare il make-up bisogna evitare gli strati abbondanti di cipria in posa e applicarla con un piumino, rimuovendo l’eccesso con un pennello adatto.

Quando a cadere sono i brand

Ma le cadute nella storia del make-up non riguardano solo la scelta di tecniche o prodotti sbagliati.

Capita spesso che a cadere siano gli stessi brand, a volte per colpa del lancio di prodotti poco performanti, altre volte per scelte strategiche o di marketing poco lungimiranti e redditizie.

Forse solo i più addicted ricorderanno quando, a maggio del 2019, la celebre youtuber Jaclyn Hill annunciò il lancio del suo marchio e del suo primo prodotto, il rossetto “So Rich Lipstick”, che andò sold out lo stesso giorno.

Al ricevimento dei prodotti, però, alcuni clienti notarono diversi problemi di qualità.

Molte utenti condivisero sul web foto di rossetti con bolle d’aria, granulosi, con la presenza di capelli o addirittura di muffe.

Altre clienti lamentarono reazioni allergiche, fino a casi di herpes labiale.

Dopo una petizione per chiedere il ritiro dei rossetti, alla quale la youtuber non diede seguito, Hill pubblicò un video sul suo canale spiegando le cause e promettendo risarcimenti, ma il video non fu ben accolto.

Fu uno dei più grandi scandali del mondo del beauty digitale e insegnò che un controllo qualità inadeguato può distruggere la reputazione di un brand.

Morphe e il peso degli influencer

La storia di Jaclyn Hill si lega a doppio filo a quella di un’altra caduta colossale nel mondo beauty, quella del brand Morphe.

Morphe affrontò una profonda crisi, culminata nel 2023 con la bancarotta dell’azienda madre Forma Brands.

Tra le cause del declino proprio il legame sbilanciato con gli influencer: il brand era infatti cresciuto negli anni grazie a massicce collaborazioni con beauty creator come Jaclyn Hill e Jeffree Star.

Controversie, polemiche e cadute dei vari creator travolsero anche l’immagine di Morphe, costringendolo a interrompere le collaborazioni.

I consumatori iniziarono a percepire i prodotti come poco trasparenti.

A questo si aggiunsero investimenti sbagliati, la pandemia e un debito stimato tra i 600 e i 700 milioni di dollari.

Oggi Morphe, a seguito di un ridimensionamento, sta tentando un ritorno sul mercato con una strategia rinnovata per adattarsi alle evoluzioni del settore beauty.

Da Becca a Pat McGrath Labs

Nel 2021 Becca Cosmetics, marchio famoso in tutto il mondo per il viralissimo illuminante Champagne Pop, fu letteralmente schiacciato dagli effetti economici della pandemia e dalla mancanza di innovazione.

In tempi più recenti, anche brand considerati un must dagli addetti ai lavori si sono scontrati con insostenibilità economica o problemi normativi.

Il caso più clamoroso è quello di Pat McGrath Labs, il marchio della make-up artist che il settore chiama “Mother”: nonostante l’incredibile viralità dei suoi look, ha sofferto di una crisi di supply chain tale da renderlo incapace di lanciare i prodotti virali in tempi utili per il mercato retail.

Olaplex: la caduta che arriva dall’haircare

Tra le cadute dei grandi colossi in ambito beauty, pur non essendo legata al mondo del make-up, una menzione va anche a una storia che arriva dal mondo dell’haircare: quella di Olaplex, la caduta reputazionale più profonda degli ultimi anni.

Fondata nel 2014 in California, l’azienda aveva vissuto un boom straordinario grazie alla diffusione sui social e all’utilizzo da parte di numerosi professionisti del settore in tutto il mondo.

Nel 2022, però, arrivò da parte dell’Unione Europea il divieto di utilizzo del Lilial, sostanza dichiarata pericolosa, che costrinse l’azienda ad adeguare le formule, generando allarme tra i consumatori.

All’inizio del 2023, negli Stati Uniti, vennero avviate numerose cause legali da parte di consumatrici che sostenevano che i prodotti causassero caduta dei capelli e irritazioni al cuoio capelluto.

Nonostante il rigetto delle accuse, corredato da prove di laboratorio, il danno d’immagine fece crollare vendite e profitti.

Il brand fu tacciato di scarsa trasparenza e questo portò a una perdita di fiducia nei suoi confronti.

Una lezione per tutto il settore

Tutte queste vicende insegnano che nell’universo del make-up non c’è spazio per la più piccola disattenzione. Poiché il prezzo da pagare, in termini di credibilità e di conseguenze economiche, può essere altissimo.

Il mondo del beauty oggi ci dimostra che i consumatori sono sempre più informati. Più attenti agli ingredienti, più consapevoli, e pretendono trasparenza, performance reali e rispetto per la salute.

In un settore in costante fermento, dove le aspettative del pubblico sono altissime, il confine tra successo e caduta disastrosa è spesso sottile.

Attraverso queste cadute l’industria della bellezza continua a evolversi, spingendo marchi e professionisti a fare sempre meglio. A essere sempre più attenti e responsabili, cercando di guadagnare la fiducia dei consumatori un pennello e una formulazione alla volta.

Michela Sgobbo

Paola Proietti

Classe '77, giornalista professionista dal 2008. Ho lavorato in radio, televisione e, vista l'età, anche per la vecchia carta stampata. Orgogliosamente romana, nel 2015 mi trasferisco, per amore, in Svizzera, a Ginevra, dove rivoluziono la mia vita e il mio lavoro. Mamma di due bambine, lotto costantemente con l'accento francese e scopro ogni giorno un pezzo di me, da vera multitasking expat.

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