La Legge sul divorzio compie 50 anni: quale la vera evoluzione?

Pubblicato da Angela Tassone il

La legge sul divorzio (n. 898) passò alla Camera il 1° dicembre del 1970 dopo un lungo iter di approvazione in parlamento.

Seguirono anni di lunghe battaglie anche negli anni successivi sostenute soprattutto dai movimenti delle donne e dal partito radicale.

La legge sul divorzio è considerata da sempre come una grande vittoria culturale e sociale per le donne, che all’epoca godevano di ancora meno di diritti rispetto all’uomo e rispetto ad oggi.

Secondo l’Istat i divorzi nel primo anno di applicazione della legge risultano essere 17.134 e sono raddoppiati l’anno dopo. I numeri salgono oltremodo nel 1991 con 27.350 divorzi, e dopo 25 anni fino a 1,6 milioni.

L’Italia secondo Eurostat, rispetto ad altri paesi europei divorzia meno: su 1000 abitanti avviene 1,53 divorzio (media annuale tra il 2015 e il 2018).

Tra le ricerche più cliccate su Google, in Italia e in riferimento al divorzio, oggi, compare: “Crescere figli felici dopo un divorzio”.

Ecco perché si dovrebbe fare uno sforzo evolutivo affinché la legge sul divorzio non sia solo l’ennesima dimostrazione della donna che cerca di emanciparsi dall’uomo.

Oggi bisogna rispondere alle esigenze del nuovo millennio: per fortuna la donna riesce a lavorare e crescere i propri figli più tranquillamente e con meno rinunce rispetto al passato.

L’evoluzione ci sarà quando due persone potranno lasciarsi senza distruggere la propria vita e quella dei propri figli solo per questioni meramente economiche.

Con un percorso di mediazione familiare, forse gli avvocati potrebbero consigliare ai propri assistiti un modo per andare d’accordo come genitori.

Infatti quello che molto spesso si tralascia è il pensiero che continueranno ad esserlo anche senza continuare ad amarsi l’un l’altro, ma uniti nell’amore verso i figli.


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