Chi vince prende tutto. Il Poker di Cristiano Blanco

Pubblicato da Sabrina Villa il

Un tavolo, da gioco o della vita, più o meno ricco. Un budget di partenza, se aumenterà o diminuirà dipende dalla partita. A volte si vince e si incassa, a volte si perde e si paga. Si possono cambiare alcune carte, ma non tutte, e non è detto che le nuove saranno migliori delle vecchie. Se le carte sono buone si può giocare senza paura, se invece sono pessime allora bisogna saper bluffare. Nel poker come nella vita si gioca. Con fortuna, abilità, condizioni iniziali, mani fortunate e sfortunate, perdite e guadagni. Col ragionamento, il rischio, la prudenza, l’astuzia, il coraggio e anche un pizzico di follia. E chi vince prende tutto.

Nella nostra vita giochiamo continuamente a poker. Scegliamo progetti che crediamo ci renderanno felici. Studio, lavoro, relazioni, casa. E su di essi investiamo.

Chi-vince-prende-tutto

Nella vita, come nel poker, il rischio va affrontato, non evitato

EDWARD NORTON

Poi un brutto giorno, può accadere che tutto crolli. E allora devi saper lottare e ricostruirti. Cristiano Blanco, un passato da giocatore professionista di poker e un futuro da papà, ne è un esempio.

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Chi vince prende tutto

Cristiano è una persona positiva, portatore di messaggi altrettanto positivi. Chi lo conosce lo descrive come il ragazzo della porta accanto. Cresciuto con una formazione da giornalista e la grande passione per il poker. Diventa giocatore professionista. Vince, gira il mondo e si diverte. Poi arriva quel momento no, quello della crisi, che apre la porta ad altre prospettive.

Inizia tutto nel 2007 quando Cristiano trasforma il suo hobby per il poker online in un vero e proprio lavoro. E’ il primo Italiano a vincere 380.000 euro, arrivando secondo all’European Poker Tour di Dortmund. Dal giorno dopo è a tutti gli effetti un professionista sponsorizzato, testimonial di una grande azienda di Gaming, l’Everest Poker. Ai tavoli era noto come Italian Stallion, coinvolto in storie d’amore passionali e di gossip.

Per 3 anni vive un sogno. Nel 2011 l’agenzia dell’entrate gli chiede una somma esagerata per imposte non versate. Lui, consapevole di essere nel giusto inizia una lunga diatriba legale. Terminata con la sua vittoria dinnanzi la Corte di Giustizia Europea. Un caso che ha fatto giurisprudenza e per il quale il Parlamento italiano ha dovuto riscrivere le norme in materia di tassazione delle vincite al gioco.

Dal trono alla polvere, dalla caduta alla vittoria.

Quella grande batosta dell’Agenzia delle Entrate ha stroncato la mia carriera e mi ha costretto a emigrare.

Il destino mescola le carte e noi giochiamo

Arthur Schopenhauer

Dopo la contestazione fiscale da 588.000€ da parte dell’AdE infatti avevo le spalle al muro, non potevo fare nulla se non lottare.

Non potevo giocare perché sapevo che qualsiasi vincita mi sarebbe stata confiscata. La mia società non mi vedeva di buon occhio, perché per loro ero un evasore, per un accertamento che ritenevo totalmente ingiusto.

Non potevo lavorare in Italia, non potevo costituire una mia società, non potevo mettere soldi in qualsiasi banca. E non avevo i soldi che mi richiedeva il fisco!

L’unica cosa che potevo fare era andarmene via e preparare il ricorso con gli avvocati e i consulenti. La mia fortuna è stata potermi permettere la difesa, perché avevo la disponibilità economica. Se non avessi avuto quella possibilità di pagare professionisti così bravi che mi hanno seguito, avrei ancora sulla testa un debito di circa 600mila euro con il fisco e sarei rovinato.

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La diatriba legale si è conclusa nel 2016 con la sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha sancito l’ingiusta richiesta dell’Agenzia delle Entrate Italiane. È nata così la “sentenza Blanco”. E con questo stesso nome è stata recepita anche dall’ordinamento italiano.

In seguito all’accertamento fiscale, Cristiano ha dovuto cambiare la sua vita in modo radicale. Andare via dall’Italia e dalla sua famiglia e trasferirsi a Londra. Proprio lì però è iniziata la sua rinascita e la nuova carriera. Ha avuto la fortuna di entrare in contatto con persone molto importanti e facoltose, creando amicizie. E di loro, l’ex giocatore di poker ora giocava a osservare e scrutare tutto. Segreti, abitudini, modo di pensare, motivazioni.

Nel periodo londinese Cristiano Blanco cambia, cresce, acquisisce. Gli insegnamenti e le esperienze maturate nella City lo plasmano.

L’importanza di ciò che ha appreso lo convince a scrivere un libro.

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Chi vince prende tutto parla del rinnovamento di Cristiano dopo il brutto periodo delle ingiuste richieste della Agenzia delle entrate Italiane.

Un testo autobiografico. Parte da vicende personali e diventa un vero e proprio manuale di consigli pratici per migliorare la propria qualità di vita.

L’obiettivo è motivare i lettori. Un modo di ispirare e per dare a chi legge degli stimoli extra per raggiungere gli obiettivi desiderati.

Tramite la mia storia trasmetto quello che ho capito e le regole che ho applicato.

Adoro aiutare le persone a capire i loro errori e a trovare le giuste motivazioni per agire. Credo che molti potranno prendere spunto dalla mia esperienza e dai miei errori, per cambiare la propria vita e raggiungere tutti gli obiettivi che si sono prefissati.

Quando sono arrivato a Londra non avevo esperienza. Partivo da zero. Avevo solo giocato a poker e certo sul cv non bastava come qualifica per trovare un lavoro. Incontravo le stesse difficoltà che vedo in molti, se non in tutti. Nella disperazione ho capito che dovevo uscire dalla mia comfort zone. L’ho dovuto fare.

Nel libro spiego le cose che ho imparato dalle persone che ho incontrato. Da loro ho appreso i principi finanziari, come sono riusciti a superare le difficoltà, la loro routine di lavoro, la loro serietà. Ho avuto molta fortuna nella mia vita e anche quegli incontri ne fanno parte.

In quel periodo ho compreso che il tempo non va sprecato, anche se al momento hai tutte le possibilità economiche. Occorre impegno e costanza.

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Oggi Cristiano Blanco è un alto dirigente del colosso del gioco on line Kindred Group plc, che gestisce tutto quello che è il prodotto gioco, in tutti i mercati e per tutti i brand, tra i quali Unibet e 32red, anche in Italia. 

Penso che i cambiamenti siano positivi nella vita, non sopporto le persone che non cambiano idea. Io, da giornalista, ho sempre avuto l’abitudine di mettere in dubbio tutto, di verificare sempre le notizie. E lo faccio anche oggi.

Ho un pregio che è anche un difetto. Preparo sempre un piano di riserva.

Il poker all’inizio era il mio piano B. Poi quando è diventato il piano A, ho cominciato a studiare per il nuovo piano B.

La mia mente funziona così. Devo avere un paracadute. E’ una debolezza perché non metto mai il 100% in quello che faccio. Però è anche il mio valore aggiunto. Sono convinto infatti che nella vita le cose cambiano continuamente intorno a noi e credo fermamente che ogni aspetto della nostra realtà sia sempre in movimento. Anche nel tuo maggior successo può accadere quel qualcosa che ti butta giù.

Oggi sono dirigente in una grande società. Sto bene, mi sento nella mia dimensione perché mi sono sempre visto dietro una scrivania. Eppure rifletto e studio per il mio eventuale piano B. E già mi immagino amministratore delegato.

Dopo tanti viaggi e tante metropoli, da quattro anni Cristiano si è trasferito a Malta.

Qui sto molto bene. Certo venivo da altri contesti. Roma e Londra sono immense, Malta è una piccola realtà ma vivibile. Godibile anche adesso che il mondo è scosso per il covid. Qui infatti non c’è mai stato un vero lockdown. Abbiamo continuato una vita normale. L’unico vero impatto negativo è stato dover usare la mascherina. C’è un sistema sanitario tra i più efficienti in Europa.

Certo, a livello economico anche noi abbiamo risentito della pandemia. Sarebbe stato impossibile il contrario. Malta è legata a doppio filo col turismo, e tutto si è fermato inevitabilmente.

L’isola è bella. C’è il sole, il mare, la cultura. Devo dire la vertià però, dopo tanti anni inizio a sentire la mancanza di cose da fare. Quelle che ti possono essere offerte dalle grandi città. E qui rientra il famoso piano B. Le offerte di lavoro per eventuali trasferimenti per fortuna non mancano. Staremo a vedere.

L’8 gennaio 2021 è nato Gabriel, primogenito di Cristiano.

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A lui il neo papà aveva dedicato qualche giorno prima una struggente lettera…

[…] Oggi, 1 Gennaio 2021, ci siamo appena lasciati alle spalle l’anno più terribile di questo secolo. Proprio oggi, in un momento di noia, ma con il cuore pieno di speranza, ho guardato il pancione di tua madre e ho cominciato a pensare a te, al nostro futuro insieme. […] Sto scrivendo questa lettera di getto e […] non so che tipo di emozioni ti susciterà quando la leggerai. […]

La vita folle e sopra le righe mi aveva un po’ consumato il cuore, e tua madre me l’ha rimesso a nuovo come un buon meccanico, e mi ha anche fatto innamorare del suo di cuore [..] Lei ha l’abilità di cambiarmi umore solo con un sorriso, è una donna eccezionale […] Ricordatelo sempre Gabriel. Amala. Sempre. E quando sarai grande, proteggila e prenditi cura di lei. […] Tra medicine e punture sulla pancia. Ha avuto un grande coraggio. […]

Credo che la più grande sfida che la tua generazione dovrà affrontare sarà quella di uscire dai binari. La maggior parte dei bambini crescerà abilissimo a usare telefoni e computer […] Pensa figlio mio. Pensa. Prima di agire, pensa. Poi puoi anche sbagliare, nessun problema. Gli errori si fanno. A qualsiasi età. Quello che è molto grave è agire senza pensare alle conseguenze per sé e per gli altri. Oggi in pochi, pochissimi, si fermano a pensare, e meno ancora sono quelli critici con loro stessi e disposti a cambiare idea. I pochi che lo fanno li noti subito, hanno una marcia in più […] Non aver paura di cambiare idea, ascolta tutti, rispetta tutti, metabolizza e poi scegli […]

Tra le tante cose che spero di insegnarti c’è quella di stare bene con te stesso. Tanto da non avere paura di annoiarti, perché dalla noia nascono idee meravigliose e mondi fantastici.[…] Già ti amo figlio mio. Papà

Già la fantasia, quella che solo le grandi menti riescono a concepire.

Questa è la vita vera? o è solo fantasia?

Bohemian Rhapsody – Queen

Il poker dovrebbe essere insegnato a scuola. Infatti offre, in sintesi, la rappresentazione di tutti i rapporti umani che i bambini ritroveranno più tardi, nella vita


YVES MONTAND

Per mio figlio ho paura di quello che noi nel 2021 ancora non abbiamo capito della tecnologia e dei cellulari. La dipendenza che possono creare e la distanza tra la realtà e ciò che veramente gira nella testa dei ragazzi…

Spero di essere in grado di comprendere, di essere anche un bravo psicologo in un certo senso, mi auguro di essere un buon esempio e di fornire a Gabriel gli strumenti necessari per una buona lettura del mondo e di se stesso.

Cristiano ha giocato le sue carte e ha vinto tutto, anche in amore.

La sua storia si snoda intorno al poker. Che può essere inteso facilmente come una grande metafora della vita. Fatta di scelte e di libertà. Una vera e propria filosofia sull’umanità.

C’è un romanzo scritto da Mario Adinolfi, La ricerca della costante, che indaga appunto sull’animo umano.

Chi vince prende tutto

Il libro, ambientato in un circolo romano di texas hold’em, nel corso di un tavolo finale di qualificazione alle World Series of Poker di Las Vegas, mostra l’incrociarsi di destini, politiche, amori e ostilità dei personaggi.

L’idea di fondo è che ognuno di noi possiede una costante dominante nella propria vita. E davanti a un destino che ci vuole con differenti carte di partenza, esiste la libertà di scegliere e decidere. E una libertà esercitata, come nel caso del poker, altro non è se non un plusvalore. Rappresenta la metafora perfetta sul modo di affrontare quello che ci accade. Coprendoci lo sguardo con un paio d’occhiali, per non far trasparire ciò che ci turba. Bluffando con le avversità più dure. Andando all in e puntando su noi stessi, mettendo tutto sul tavolo.

Siamo in grado di reagire e vincere.

Esiste una sola dote che dovrai salvaguardare, per essere comunque un uomo degno: è la tua libertà.

Da “La ricerca della costante” di Mario Adinolfi

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Sabrina Villa

Per Vasco “Cambiare il mondo è quasi impossibile -Si può cambiare solo se stessi - Sembra poco ma se ci riuscissi - Faresti la rivoluzione” . Ecco, in questo lungo periodo di quarantena, molti di noi hanno dovuto imparare nuovi modi, di stare in casa, di comunicare, di esternare i propri sentimenti. Cambiare noi stessi per modificare quello che ci circonda. Tutto si è fermato, in attesa del pronti via, per riallacciare i fili, lì dove si erano interrotti. I pensieri hanno corso liberamente a sogni e desideri, riflessioni e immagini e, con la mente libera, hanno elaborato anche nuovi modi di esternazione e rappresentazione dell’attualità. Questa è la mia rubrica e io sono Sabrina Villa. Nata a Roma e innamorata della mia città. Sono un'eclettica per definizione: architettura, pittura, teatro, cucina, sport, calcio, libri. Mi appassiona tutto. E' stato così anche nel giornalismo, non c'è ambito che non abbia toccato. Ogni settore ha la sua attrattiva. Mi sono cimentata in tv, radio, carta stampata. Oggi, come al solito, mi occupo di tante cose insieme: eventi, comunicazione, organizzazione. La mente è sempre in un irriducibile movimento.

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