Cittadina del mondo, senza sosta

Cittadina del mondo, senza sosta

La valigia sempre pronta a riempirsi, di vestiti e di sogni.

L’Italia, l’Olanda, la Svezia, la Svizzera e domani chissà.

Cittadina del mondo. Senza sosta. Lei è Vanessa Redaelli Johansson.

La mente sempre in divenire. I social come strumento per raccontare il suo mondo. E le sue scelte. Paesi diversi, vite diverse, stesso spirito di avventura.

Expat, mamma, moglie. Un passato da insegnante, un presente da influencer e le finestre spalancate sul futuro in divenire. Una vita ricca, entusiasmante e piena di cambiamenti. Da single, così come da sposata.

Siamo una famiglia a cui piace viaggiare e trasferirsi in città diverse per fare sempre nuove esperienze. Nostra figlia Victoria, che oggi ha 3 anni, è nata in Norvegia dove ha vissuto per 8 mesi, poi ci siamo spostati in Italia per circa 6 mesi e da lì ci siamo trasferiti a Zurigo. Adesso siamo sempre in Svizzera, ma abitiamo a Lugano. Già prima dell’arrivo di mia figlia, però, ero già “senza sosta”. Infatti ho vissuto anche in Olanda, in Svezia e in Norvegia.

Vanessa Redaelli Johansson e la sua famiglia

You would be surprised with how much you can achieve in life, if you are willing to try, fail, learn from your failure and try again and again until you succeed.

Vanessa Redaelli

Amsterdam, Stoccolma, Oslo, Zurigo, Lugano. Non solo mete e destinazioni. Ma anche culture, lingue, tradizioni.

Cos’è che ti affascina di questa vita itinerante?

Sono una persona a cui piace cambiare e fare nuove esperienze. Il cambiamento mi affascina, è sempre qualcosa di positivo, fa parte della mia vita. Fin da piccola ero appassionata di lingue straniere e ricordo che mi piaceva sempre fare amicizia con bambini di altri paesi per cercare di parlare la loro lingua. Ho sempre trovato affascinante la differenza di culture, lingue e abitudini.

Non riesco a vedermi ferma nello stesso posto per sempre.

Vanessa Redaelli

Prima tappa di Vanessa all’estero: l’Olanda.

Volevo fare l’università all’estero interamente in inglese senza dover per forza andare in UK e avevo già diverse amiche, per cui è stata una prima tappa ” facile” per me. La maggior parte dei corsi erano in Economia Business, che non era proprio il mio forte però volevo provarci lo stesso. Ho vissuto in un campus universitario. E’ stata un’esperienza fantastica e formativa, che mi ha fatto diventare indipendente. Purtroppo ben presto mi sono resa conto che quello non era il corso adatto a me (come sospettavo). Così ho iniziato a lavorare come commessa in un negozio di Amsterdam, pensando, intanto ad un’alternativa.

Ho fatto domanda per iscrivermi al corso di laurea in psicologia e nell’attesa di una risposta ho raggiunto, in estate, il mio ragazzo dell’epoca, che era svedese e abitava a Stoccolma. E lì ho fatto la mia scelta per amore: rinunciare al corso di laurea a cui ero stata ammessa e rimanere a vivere lì. Una decisione da ragazza innamorata.

A Stoccolma Vanessa inizia il suo percorso lavorativo prima come baby sitter, poi, dopo varie esperienze da insegnante, come English Teacher in una scuola dell’infanzia, metodo Montessori (che poi ho approfondito con studi specifici).

Ulteriori cambiamenti professionali e di vita, però, erano già all’orizzonte.

Robert, il mio attuale marito, l’ho conosciuto nel 2015 proprio a Stoccolma. Ero recentemente andata a vivere da sola dopo la rottura con il mio ex fidanzato. Ci siamo conosciuti via Tinder, un’app per incontrare persone con i tuoi stessi interesse vicine a te. Dovete sapere che in Svezia i ragazzi sono molto chiusi. Sono le donne a fare il primo passo più che i ragazzi, quindi è difficile fare nuove amicizie.

Il passo decisivo verso una carriera legata al mondo dei social è stata l’apertura di un blog.

L’ho aperto quando mi sono trasferita in Norvegia per seguire Robert. Mi sentivo un po’ sola a livello di amicizie e ho iniziato a scrivere e raccontare della mia vita da expat. Dopo poco tempo ho iniziato a raccontare il tutto anche su Instagram e il mio account cresceva piano piano, da lì le prime collaborazioni. Oggi posso dire che Instagram è il mio lavoro full time.

In attesa di novità, sempre dietro l’angolo, of course.

Ho imparato ad adattarmi a situazioni diverse, ho imparato che non si può controllare tutto e va bene così. Ma soprattutto ho imparato a conoscere me stessa, ponendomi sempre in situazioni ed ambienti diversi. Il difficile, in questa vita itinerante, è fare nuove amicizie che possano essere definite tali. Per fortuna esistono telefoni e social che rendono possibile il mantenimento di rapporti a distanza.

Siamo una famiglia super internazionale, a casa parliamo ben 4 lingue e ci piace esplorare posti nuovi e conoscere nuove culture

VANESSA REDAELLI
Vanessa Redaelli, Robert e Victoria

L’Italia nel cuore (il Paese dei miei affetti), l’Olanda come trampolino per l’indipendenza, la Norvegia del poco stress, la Svizzera dei paesaggi bellissimi e la Svezia:

Paese che io definisco casa, in cui mi sento più a mio agio. E non a caso è lì che abbiamo deciso di mettere radici quando Victoria inizierà la scuola elementare: è giusto che abbia la possibilità di crescere in un posto facendo le sue amicizie e creandosi la sua vita. Anche se spero che in futuro anche lei vorrà viaggiare un po’ e scoprire nuovi posti.

Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare

SIR WINSTON CHURCHILL

Coraggio, spirito di avventura, fiducia in se stessi e nelle proprie scelte. Voglia di cambiare, ma anche consapevolezza di poter sbagliare accettando l’errore come esperienza di vita.

Bisogna volerlo! L’unica cosa davvero necessaria è l’assoluta volontà di viaggiare e scoprire nuovi posti! Sicuramente ci sono tante difficoltà: poche amicizie, poche persone di riferimento, lingue nuove, culture nuove, orari diversi, case sempre diverse, traslochi! Ma se si guardano ai lati positivi tutto questo è niente a confronto.

Parola di Vanessa Redaelli Johannson. E del racconto della sua vita, senza sosta.

#CaparbiamenteSognatrice

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Elisabetta Mazzeo

Elisabetta, classe 1981. Ogni 18 anni un cambiamento. Prima la Calabria, poi Roma, ora Zurigo. Domani chissà. La mia sfida quotidiana? Riuscire nell’impresa di essere contemporaneamente mamma, moglie, giornalista, scrittrice e ora anche blogger. Ore di sonno: poche. Idee: tante. Entusiasta, curiosa, caparbia, sognatrice. Scrivere è un’esigenza. Una lunga gavetta nei quotidiani e nelle tv locali, poi l'approdo come inviata di Sport Mediaset. Non ho dubbi: il mio è il mestiere più bello del mondo. Una passione prima che un lavoro. Oggi ricopro l'inedito ruolo di vicedirettore a distanza di Retesole, l’emittente che mi ha visto crescere umanamente e professionalmente. Divoro libri e uno l'ho anche scritto, mi nutro di storie di sport, mi diletto in cucina, scatto e colleziono foto, mi alleno quanto basta per non sentirmi in colpa e in compenso macino chilometri armata di scarpe da ginnastica e passeggino. Se fino a tre anni fa la mia vita viaggiava a ritmi frenetici, l’arrivo di mia figlia ha rimodulato le priorità. E adesso è con lei e per lei che continuo a mettere le mie passioni in campo, tra "pensieri e parole".

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