Rosso ansia
Ammetto che, quando è stato scelto il tema del mese – il rosso – non ho provato particolare entusiasmo. Ho pensato subito a qualche ricetta, ma con il rosso cosa c’entra? Poi ho realizzato che il rosso è soprattutto il colore dell’allarme. Una sirena rossa che lampeggia significa che qualcosa non va. In rosso sono i cartelli di divieto e di pericolo stradale. Il rosso è il colore dell’ansia: avete presente il personaggio di Inside Out?
Ho capito che il rosso è anche il mio colore. Pur non avendolo mai amato, il momento che sto vivendo ora è decisamente rosso.
Dopo decenni a combattere contro “il male oscuro”, manco fossi un personaggio di un romanzo epico, ho finalmente capito che soffro di attacchi d’ansia. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata una notizia tanto allarmante quanto, permettetemi, normale: una di quelle cose che nella vita possono capitare a chiunque. E io mi sono ritrovata totalmente spiazzata, impreparata a gestirla. In quel momento è uscito tutto. Tremori, brividi, insonnia, pensieri fissi. Proprio come nella scena del cartoon della Pixar, in cui l’ansia prende il sopravvento: non era più il mio cervello a dirigere, era la mia ansia. Tutto era rosso. Tutto era in allarme, nel mio corpo e soprattutto nella mia mente.
Gli attacchi d’ansia sono circoscritti, non durano tantissimo, ma ciò che lasciano è uno stato di “allarme rosso” costante. La vita va avanti, ma dentro di te c’è una sorta di mostro – nel mio caso si piazza nello stomaco – pronto a riemergere. Ogni tanto si fa sentire: piccoli sussulti che ti ricordano che è lì. È il mio rosso. Il mio allarme.
Non la definirei nemmeno paura: è una sensazione di instabilità sempre pronta a riaffiorare. Da cosa nasce? Non saprei. So solo che sono una persona che “deve essere sempre sicura”. Ma, nella vita, le uniche certezze sono due: le tasse e la morte. Tutto il resto non lo è. E come può vivere, una come me, in un mondo così? Non lo so, però so che si vive male.
Provo a immaginare tutti gli scenari possibili, ovviamente partendo da quelli peggiori. Mi costruisco un piano B, sperando di non usarlo mai. E poi aspetto, tremando.
L’ho già detto che si vive male, vero?
Eppure, proprio in mezzo a tutto questo rosso, sto imparando qualcosa: l’allarme non è solo distruzione, è anche un segnale. Ti costringe a fermarti, a guardarti, a capire.
È anche energia, vita, movimento. Forse non potrò spegnerlo del tutto, ma posso imparare a conviverci, a trasformarlo. A guardarlo senza paura. Perché, in fondo, ogni colore può diventare una strada: basta scegliere come attraversarlo.
Però….che fatica!
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