Il Museo Medardo Rosso in Valsassina

Il Museo Medardo Rosso in Valsassina

Siamo in Lombardia, a Barzio, località nella Valsassina e in provincia di Lecco, qui sorge il Museo Medardo Rosso (Torino, 1858 – Milano, 1928), un gioiello nascosto dedicato al massimo esponente della scultura impressionista in Italia

Medardo Rosso e l’impressionismo

Medardo Rosso nacque a Torino ma visse per un periodo della sua vita a Parigi, dove strinse amicizia con Auguste Rodin e Edgar Degas. Espose le sue opere a Londra, Vienna, Milano, Venezia e all’esposizione universale di Parigi nel 1889.

Gli scultori della corrente impressionista si distinguono non solo per conferire dinamicità alle proprie opere, che appaiono quasi in movimento, ma soprattutto per quel senso di “non finito”, come se fossero di fatto in corso d’opera, che si allontana dalle forme classicheggianti.

Medardo Rosso – attraverso lavori sempre più innovativi, opere dalle forme sfaldate, dematerializzate, risultato delle ricerche sull’impressione ottica e sugli effetti della luce sulle superfici scultoree – nei primi del Novecento viene riconosciuto come il padre della scultura moderna. Diventerà il punto di riferimento di grandi artisti come Umberto Boccioni.

Storia del museo

Il Museo Medardo Rosso è stato inaugurato nel 1928 ed è situato nell’antico oratorio di San Giovanni Battista a Barzio (XVII secolo). Conserva opere che coprono l’intero arco della produzione dello scultore impressionista oltre a documenti, fotografie e disegni.

 Chiesa di San Giovanni Battista a Barzio

Il Museo Medardo Rosso è stato creato da Francesco, unico figlio dello scultore. In seguito alla morte del padre volle recuperare e riunire tutte le opere rimaste nello studio di Parigi e in quello di via Solferino a Milano. La scelta della chiesa seicentesca, sconsacrata per l’occasione, come sede del museo nasce dal desiderio di Francesco di preservare le opere del padre a Barzio, dove fin da piccolo aveva l’abitudine di trascorrere le vacanze con la madre e a cui era molto affezionato. In questo edificio Francesco, con l’aiuto dell’architetto Piero Portaluppi, fonda il museo Medardo Rosso e nello stesso giardino costruisce anche la sua casa.

«L’arte non deve essere legata all’architettura o servire ad abbellire un salone, non deve essere fatta per piacere”. La sua è una scultura immateriale, dove l’atmosfera si fa messaggera dei sentimenti umani e delle pieghe intime dell’anima» – Medardo Rosso

Le opere

La collezione, che copre l’intero arco della vita dello scultore, avvalora anche l’interesse dello scultore per il lavoro sulla serie. Medardo Rosso era solito riprendere lo stesso soggetto trasformandolo da gesso a cera a bronzo per alterarne le dimensioni e la colorazione, realizzando un’opera sempre unica e irripetibile. Per questo suo modo sperimentale di operare è ancora oggi considerato un artista attualissimo.

Nel museo vengono originariamente esposte circa venticinque sculture. Numerose le cere, tra le quali l’Uomo che legge (1893), il Bookmaker (1894), il gesso del Malato in ospedale (1899) che conserva ancora il piano di fusione, l’unico gesso conosciuto della Conversazione in giardino (1899), e il gesso dell’ Ecce Puer (1906), opera che rappresenta la visione infantile di purezza davanti ad un evento che appare banale agli occhi di un adulto.

Medardo Rosso, Ecce Puer, 1906, nella versione in gesso e in bronzo – Foto di Paolo Monti – Fondo Paolo Monti, BEIC


Sono esposte anche le copie dall’antico che rappresentano una ricerca specifica nel percorso artistico dell’artista.
Solo parte dei disegni conservati è visibile a causa della fragilità delle carte.

Medardo Rosso, Malato in ospedale, 1889 – Foto di Paolo Monti – Fondo Paolo Monti, BEIC

Museo Medardo Rosso

Via Baruffaldi, 4 – Barzio (LC)

Per informazioni e visite solo su appuntamento

Website museo Medardo Rosso

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Laura Beretta

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