Eva e Harper insegnano…la grammatica della pasta!

Eva e Harper insegnano…la grammatica della pasta!

La cucina, così come la lingua italiana, ha la sua grammatica!

Per insegnarla, in salsa social e moderna, Eva (italiana) e Harper (americano) hanno aperto un canale YouTube dal titolo eloquente, PastaGrammar, da dove, con ironia, diffondono regole irrinunciabili quando si tratta di mettere mano agli ingredienti.

Pizza, ragù alla bolognese, gnocchi, tiramisù, risotto…how to make ve lo spiegano marito e moglie con uno stile del tutto originale. Ogni puntata viene cucinato un piatto della tradizione italiana. Ma non vi aspettate di vedere Eva ai fornelli nella maniera più classica a cui siamo abituati. Spazio a primi piani, dettagli, cura dell’immagine dei cibi proposti e dialoghi, rigorosamente in inglese, tra i due protagonisti che vi faranno sentire come a casa vostra.

Un luogo virtuale dove può accadere di tutto. Anche l’inaspettato. Come, per esempio, che la ricetta delle famose polpette di carne (meatballs) diventi lo spunto di una storia stile “spaghetti western”. In cui Harper (chef Alfredo) si aggira con fare misterioso tra le strade di una cittadina calabrese dove incontra mamma Rosa. Al posto dei proiettili: rigatoni, penne e fusilli. Una frusta a fungere da pistola. Sguardi minacciosi…prima che lo scontro si risolva pacificamente ai fornelli. A colpi di sale, aglio e pomodoro.

Uno storytelling innovativo e coinvolgente.

Gli utenti apprezzano la nostra “sincerità”, mi raccontano Eva e Harper: non pretendiamo di essere chef stellati, siamo due persone che si divertono a cucinare e mangiare e a cui piace far divertire cucinando e mangiando!

Lei, calabrese doc ma con l’animo da cittadina del mondo. Lui, originario del Maine. Testardi (siamo due Capricorno), simpatici e coraggiosi. Lei più a suo agio con mestoli e padelle. Lui davanti e dietro ad una telecamera.

Insieme mettono in scena differenze culturali e culinarie con leggerezza e umorismo.

PastaGrammar racconta una storia in ogni video: non diamo ricette, raccontiamo la cucina e la nostra passione verso un universo culinario che è, prima di tutto, cultura. E lo facciamo in maniera divertente: i nostri followers guardano i nostri video anche se non hanno intenzione di cucinare!

Un progetto nato per caso, ma, non a caso, proprio a tavola.

Qualche giorno prima del nostro matrimonio eravamo a pranzo con tutta la famiglia (sia americana che italiana) ed io, mi racconta Eva, ho iniziato a spiegare alla parte americana come la cucina italiana avesse delle regole così come la lingua italiana. Ed Harper ha pensato “Pasta Grammar, certo!”. Così è nato il nome del nostro canale YouTube.

Due filosofie e mentalità a confronto. Il sogno americano e la concretezza italiana. Il fast food e la cucina per eccellenza. Lo slang e i dialetti. Le t-shirt extralarge e gli abiti su misura. La modernità e l’eternità.

Eva: ciò che adoro degli Stati Uniti è la loro multiculturalità.

Harper: ciò che adoro dell’Italia – pur cosciente che è difficile non dire il cibo – è la Storia (con la S maiuscola).

Eva: degli americani io cambierei l’approccio che hanno al cibo. Molti lo considerano solo qualcosa utile per mettere a tacere lo stomaco non curandosi affatto di quello che comprano e preparano; cucinare è perdere tempo per molti di loro.

Harper: gli italiani sono così appassionati quando si parla di cibo e mi piacerebbe vedere la stessa passione e cura anche riguardo alla loro storia, alla loro arte (cosa che non succede sempre!).

L’amore è come la buona cucina, le cose speciali nascono sempre da ingredienti semplici, ma sono rese magiche dalla fantasia.

Paul Mehls

Destini che si incrociano, quelli di Eva e Harper, in cucina ma anche nella vita privata.

Eva: Ho conosciuto Max (il papà di Harper) e Sarah durante un loro viaggio ad Orvieto. Sarah è stata una mia studentessa, siamo diventate amiche e nel 2018 mi ha invitato negli Stati Uniti per una vacanza. Da appassionata viaggiatrice ho colto l’occasione al volo e una volta in Maine ho incontrato Harper che viveva e lavorava a Los Angeles ma, in quel periodo, era andato a trovare i suoi genitori. Il secondo giorno del mio soggiorno ero stata invitata a cena. Ricordo che Harper non si era nemmeno seduto a cena con noi perché l’unico cibo che ingeriva, all’epoca, era un bel bibitone proteico. Nonostante questo, quando mi ha invitata ad uscire con lui e si è presentato con una fetta di blueberry pie, sono capitolata! (Ovviamente davanti alla pie!). Come puoi capire, il cibo è stato il nostro Cupido!

Da allora la loro storia procede a colpi di video, battute, post sui social e naturalmente tanto amore. La loro ricetta è semplice e genuina.

Eva“non dimenticare mai il sale, in cucina e in amore!”

Harper: “in cucina così come in amore, arriva il momento in cui uno dei due deve privilegiare l’altro in quello che sta facendo: bisogna essere chef e sous-chef nello stesso momento!“.

Se un piatto di pasta allo Scarpariello (il primo che Eva ha cucinato per Harper) li mette sempre d’accordo, quello che li divide è lo stoccafisso: lei lo adora, lui lo odia!

Eva: il pregio di Harper è la tenacia, il suo difetto è che beve quei bibitoni proteici velenosi!

Harper: il pregio di Eva è la sua passione per la vita, il suo difetto è la sua passione di controllare la mia di vita!

Eva è una donna del Sud, dalle forti radici italiane e calabresi, ma con lo sguardo rivolto alle culture straniere, così come mamma Rosa le ha insegnato sin da piccola.

Nonostante tutto faccia pensare che io sia un’emigrata nel senso più tradizionale del termine, in realtà non mi ci sento. Mi piace “pensarmi” più una cittadina del mondo che ha avuto la fortuna di nascere e crescere nel Paese più bello del mondo e che, ovunque vada, lo porta sempre con sé perché, come dice Harper, puoi “togliere” Eva dall’Italia, ma non puoi “togliere” l’Italia da Eva.

Lui, Harper, direttore della fotografia, diventato improvvisamente figlio d’arte, dopo la partecipazione di papà Max alla decima edizione di MasterChef.

Eravamo a cena tutti insieme in Maine e Max aveva preparato uno stufato di agnello. Appena l’ho assaggiato ho pensato (dice Eva) “questo piatto è degno di MasterChef!” e così ho inviato la sua application! Il resto è storia!

Cucinare è un atto d’amore perché lo fai per gli altri

Carlo Cracco

Una storia d’amore che ha come scenario ideale la cucina. Una fusione di ingredienti, intenti e modi di essere, che ha trovato il giusto equilibrio creando una coppia, sia nell’intimità, che nell’ambito professionale.

Che Eva e Harper si divertano nel produrre i contenuti per il loro canale YouTube è evidente al primo sguardo. Litigate che diventano spunti per una nuova narrazione. Punti di vista e differenze che diventano ricchezza quando messi in scena.

Che sia tra i vicoli di Dasà, paese originario di Eva, o tra le roads americane, il progetto PastaGrammar è destinato ad arricchirsi di nuovi episodi.

Dopo un lungo soggiorno in Italia, i due sono pronti a rientrare negli Stati Uniti. Con la loro valigia carica di sogni, e non solo:

Eva: “Parmigiano, caffè, pitta calabrese, mamma e papà”.

Harper: “Nduja, fileja, peperoncini, cannoli (ma li mangerei prima di arrivare a Lamezia Terme!)”.

Magari il loro “pacco da giù” direzione States diventerà il protagonista di una prossima puntata.

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Elisabetta Mazzeo

Elisabetta, classe 1981. Ogni 18 anni un cambiamento. Prima la Calabria, poi Roma, ora Zurigo. Domani chissà. La mia sfida quotidiana? Riuscire nell’impresa di essere contemporaneamente mamma, moglie, giornalista, scrittrice e ora anche blogger. Ore di sonno: poche. Idee: tante. Entusiasta, curiosa, caparbia, sognatrice. Scrivere è un’esigenza. Una lunga gavetta nei quotidiani e nelle tv locali, poi l'approdo come inviata di Sport Mediaset. Non ho dubbi: il mio è il mestiere più bello del mondo. Una passione prima che un lavoro. Oggi ricopro l'inedito ruolo di vicedirettore a distanza di Retesole, l’emittente che mi ha visto crescere umanamente e professionalmente. Divoro libri e uno l'ho anche scritto, mi nutro di storie di sport, mi diletto in cucina, scatto e colleziono foto, mi alleno quanto basta per non sentirmi in colpa e in compenso macino chilometri armata di scarpe da ginnastica e passeggino. Se fino a tre anni fa la mia vita viaggiava a ritmi frenetici, l’arrivo di mia figlia ha rimodulato le priorità. E adesso è con lei e per lei che continuo a mettere le mie passioni in campo, tra "pensieri e parole".

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