Quando gli esami non finiscono mai!

Quando gli esami non finiscono mai!

Ce lo siamo sentiti dire tante volte: gli esami non finiscono mai. E, prima o poi, tutti scopriamo quanto sia vero.

Ma quando ce ne rendiamo davvero conto?

Per me la risposta è semplice: quando la vita ci mette davanti a un cambiamento. Può essere fisico, lavorativo, familiare o emotivo. È in quei momenti che siamo chiamati a reagire, a reinventarci, a metterci nuovamente in gioco.

Io, per esempio, ho trascorso gran parte della mia vita combattendo con il mio corpo. Non sono mai stata esile. Sempre un po’ “morbida”. Negli ultimi anni, decisamente più morbida.

A un certo punto, però, ho capito che il problema non era soltanto il peso. Era il bisogno di ritrovare un equilibrio, di prendermi cura di me stessa e di affrontare una nuova fase della vita con uno spirito diverso.

Così ho cambiato stile di vita.

E quale cambiamento può fare davvero la differenza per una donna che si avvicina ai cinquant’anni? Per me la risposta è stata una sola: muovermi.

Non sono mai stata una di quelle persone che fanno sport con entusiasmo. L’ho sempre praticato con costanza, più per disciplina che per piacere. Quando però quello che facevo abitualmente non bastava più, mi sono avvicinata alla corsa. Ho iniziato con le passeggiate metaboliche e, passo dopo passo, mi sono ritrovata a correre.

Proprio io, che non avrei mai immaginato di amare la corsa.

Da quel momento è iniziata la vera sfida: non con gli altri, ma con me stessa.

I quattordici chili persi sono stati una conseguenza, non l’obiettivo più importante. La vera conquista è stata scoprire che, anche quando pensi di conoscerti perfettamente, puoi ancora sorprenderti. Puoi trovare risorse che non immaginavi di avere e imparare che il cambiamento non arriva tutto insieme, ma nasce dalla costanza dei piccoli passi.

Prima ho imparato ad accettare i miei limiti. Poi ho deciso di provare a superarli.

È nata così una competizione tutta personale, nella quale lo sport — che ancora oggi non posso dire di amare — è diventato un alleato prezioso. Ho scoperto la sua forza sul piano fisico, ma soprattutto su quello mentale.

In un anno particolarmente complicato, la corsa mi ha impedito di mollare. Mi ha aiutata a scaricare ansie, paure e delusioni. Mi ha insegnato che ogni passo in avanti, anche il più piccolo, è già una vittoria.

Per molto tempo ho creduto che il mio esame fosse finito. Pensavo di aver superato quella prova e di poter finalmente tirare il fiato.

Poi ho capito che gli esami della vita non finiscono davvero mai. E, forse, è proprio questo il loro valore.

Perché ogni traguardo raggiunto apre la strada a una nuova sfida. Ogni cambiamento ci costringe a imparare qualcosa di noi stessi. Ogni volta che pensiamo di essere arrivati, la vita ci propone una nuova occasione per crescere.

Ed è proprio questo che rende il viaggio così straordinario.

Dopotutto, sono ostinatamente ottimista.

#ostinatamenteottimista

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Laura Cardilli

Laureata in Sociologia, indirizzo Comunicazione e Mass media, da sempre mette al centro della sua vita proprio la comunicazione sotto tutti i suoi aspetti. Durante l’università prende il tesserino da giornalista pubblicista collaborando con due giornali romani, per molti anni solo la carta stampata le regala la gioia della professione di giornalista, poi, grazie ad un laboratorio di comunicazione incontra quella che per molti anni è stata la sua grande passione, la radio, per diversi anni ne è stata redattrice e anche speaker. La prima formazione è stata quella sportiva, calcio e tennis soprattutto, ma poi soprattutto attualità è stata autrice anche di alcune sue rubriche. Per molti anni abbandona le scene del giornalismo e lavora per una grande azienda italiana sempre nella comunicazione esterna. All’attivo ha la pubblicazione di un suo libro “L’eterna rincorsa” e la pubblicazione di qualche poesia. Appassionata di social media si definisce un’ironia e sarcastica…non sempre compresa. Dopo un po’ di tempo e tanta mancanza decide di riprendere a scrivere per Distanti ma unite. Il suo hashtag è #ostinatamenteottimista perché sostiene che niente e nessuno potrà farle vedere quel mezzo bicchiere vuoto.

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