CucinoSano come gesto d’amore

CucinoSano come gesto d’amore

CucinoSano

è uno stile di vita per persone positive…che amano cucinare perché amano condividere.

Rossana Dian

Perdersi e poi ritrovarsi. Toccare il fondo e poi risalire. Grazie alla cucina. E all’amore per i propri cani.

Rossana Dian non è una chef. Ma è una donna che detta legge ai fornelli in tema di piatti salutari. Che fanno bene al palato così come alla vista. Con un gusto che coniuga sapore ed estetica, genuinità e raffinatezza.

La mia cucina si può definire “una cucina di stagione italiana”. Quello che ho voluto fare con CucinoSano è stato semplicemente valorizzare una materia prima meravigliosa e nobile come quella che abbiamo in Italia. Semplicemente ho voluto metterla nel piatto così com’era.

Fantasia e creatività al potere, per portare in tavola un piatto bello da vedere e buono da mangiare.

Personalmente sono aperta a vari gusti. Non sono né vegetariana, né vegana. Preferisco non essere etichettata. Non mangio la carne perché sostanzialmente non mi piace, mangio pesce (adesso anche un po’ meno) e amo le verdure perché sono molto colorate e nel momento in cui le uso, le provo e ci metto un po’ di fantasia noto con soddisfazione che le mangiano anche i bambini. Questo è un fattore per me molto importante, perché ho due nipoti che, altrimenti, non le gradirebbero. E un bambino grande (mio marito) che prima non mangiava proprio verdure.

Per me tutto ruota intorno a ciò che si vede nel piatto e a come vengono presentati gli ingredienti. L’idea mi è venuta guardando il sushi. Se si scompone un maki (i classici rotolini arrotolati nell’alga nera) a noi italiani viene subito naturale pensare: “mamma mia, come si fa a mangiare una cosa del genere?”. E io é proprio dai giapponesi che ho imparato a “gestire” le verdure, tanto che mio marito adesso quando vede ciò che c’è nel piatto dice: “è talmente bello che lo assaggio”.

Emiliana doc, vissuta in una famiglia di “sfogline” che del cibo facevano un mantra, cresciuta a colpi di tagliatelle e tortellini. Poi la carriera di modella, la ricerca della perfezione, il buio dell’anoressia. E il cibo vissuto come nemico, non come alleato.

Avevo 17,18 anni e avevo cominciato una dieta per riuscire ad avere un corpo perfetto. Avevo perso rapidamente il controllo arrivando a pesare 42 chili per un metro e settantotto di altezza. Non me ne rendevo conto ma ero entrata nel tunnel di un grave disturbo alimentare che avrebbe condizionato la mia vita per un paio di anni. A casa, vedendomi sempre più magra, non capivano perché non volessi mangiare. Il mio stomaco si era talmente rimpiccolito che mi bastava un tortellino per sentirmi sazia come dopo il pranzo di natale. Le vedevo piangere e disperarsi. E quella loro sofferenza è stata una spinta a farmi aiutare. Ne sono uscita solamente dopo un lungo percorso di terapia durato quasi due anni e mezzo.

Cucinare mi ha salvato la vita, mi confida Rossana. E man mano che il suo racconto si arricchisce di nuovi particolari comprendo quanto si sia aggrappata a quest’ancora di salvezza per non annegare sotto il peso dei momenti bui che, in un particolare periodo della sua vita, si sono succeduti uno dopo l’altro.

Mi ero trasferita con il mio compagno a Desenzano del Garda. E avevamo accolto nella nostra nuova casa una cagnolina, Cippa, che presto era diventata per noi come una figlia. Era tutto perfetto. Nel frattempo, dopo dieci anni di convivenza, ci eravamo sposati e tutt’e tre, insieme, eravamo una famiglia. Tutto è cambiato in una sera. Mentre eravamo fuori a cena i ladri ci avevano rubato tutto. Ma soprattutto ci avevano avvelenato ciò che di più caro avevamo: il nostro cane.

Ė da quel trauma, da quel momento orribile che Rossana inizia a percorrere una nuova strada. Inizia ad interrogarsi sul percorso del cibo e del veleno nel nostro corpo e in quello degli animali a quattro zampe. Capisce sempre di più quanto sia importante ciò che mangiamo. E inizia a studiare, si iscrive a Scienze dell’Alimentazione e presto conseguirà la laurea in questa materia.

Il progetto CucinoSano nasce come luce in fondo al tunnel proprio in quel periodo…

grazie ad un’amica che un giorno, senza preavviso, è piombata a casa mia riprendendomi in diretta con il suo telefonino. In realtà l’idea, mio marito e io, ce l’avevamo già, ma non sapevamo come realizzarla. Mi sentivo vecchia per questo tipo di cose social. E invece Alice (Basso) mi ha spinto a provarci. E dal quel giorno è partito tutto. Ho capito subito che le persone avevano voglia di riconoscersi e ritrovarsi in una persona normalissima come me, perché io questo sono: una persona normale che cucina a casa propria, nulla di più.

CucinoSano

Così, da un giorno all’altro, CucinoSano diventa una pagina Instagram attorno alla quale in poco tempo si riunisce una community di oltre duecentomila followers.

E’ una storia d’amore la cucina. Bisogna innamorarsi dei prodotti e poi delle persone che li cucinano.

Alain Ducasse

Poco, troppo poco tempo dopo, l’avventura di CucinoSano si interrompe bruscamente, anche se solo per qualche mese. La vita di Rossana è scossa da un nuovo tsunami emozionale: la perdita della mamma. Un dolore dal quale non riesce a riprendersi e che la porta a staccare la spina da tutto e tutti partendo, con suo marito, per un lungo viaggio. Cinque mesi lontano da casa, per ritrovare la forza per andare avanti.

Ho chiuso tutto e sono sparita dai social. In quel viaggio non ho cercato me stessa, ho semplicemente fatto in modo di riempirmi occhi e mente di cose belle, di positività. Quando sono rientrata in Italia una mia carissima amica mi ha suggerito di aprire Instagram per rendermi conto di quante persone si fossero preoccupate per me nel frattempo. Ed era effettivamente così. Ho pianto tanto in quel momento perché mi sono accorta che c’erano tantissime donne che avevano voglia di aiutarmi, di riavvicinarsi a me e quindi ho capito che forse dovevo ricomparire e dovevo farlo con le mie fragilità. Sono tornata in diretta quel giorno stesso, piangendo, e ho letto i messaggi di tante persone che ho sentito amiche in quella situazione. Perché se esiste un lato bello dei social è proprio questo: il conforto che una comunità virtuale può darti nonostante la lontananza fisica.

CucinoSano è ripartito da qui. Dalla scelta di cambiare il mio modo di vivere, dalla ricerca di uno stile di vita che mi potesse aiutare a superare i brutti momenti e ad essere una persona migliore per me e per chi amavo. E non a caso il mio percorso di rinascita è partito proprio proprio dal cibo. Perché, come si dice:

Siamo ciò che mangiamo

Ludwig Feuerbach

Visto il rapporto viscerale con i suoi cani, nei progetti social di Rossana non poteva non esserci spazio anche per loro. E così ecco la creazione di una rubrica dedicata agli amici a quattro zampe: CucinoSano con la coda!

Holly e Lucio sono dei figli per noi. Holly è stato un regalo di mio marito e visto come era morta la mia cagnolina Cippa ho subito deciso che l’avrei alimentato nel migliore dei modi. Stessa cosa ho fatto con Lucio. E infatti (adesso ti verrà da ridere) quando faccio gli esami del sangue ai miei cani mi dicono: “mamma mia che esami del sangue perfetti come quelli dei bambini“.

L’idea della rubrica CucinoSano con la coda è nata, non a caso, dopo aver preparato dei biscottini per Holly. Mi ricordo ancora il momento in cui arrivò il corriere a casa mia con queste formine a forma di osso! Erano tutti increduli! Mi sono divertita un sacco a cucinarli, perché sembrava che lui capisse che stavo facendo una ricetta per lui: è stato davanti al forno tutto il tempo!

CucinoSano con la coda

Oggi, quando cucino, mi metto ai fornelli per tutti e quattro. Per loro il menù è composto da salmone e patate dolci. E quando viaggiamo sostituisco questi alimenti freschi con delle crocchette fatte ad hoc, pressurizzate a freddo affinché mantengano tutti i valori nutrizionali integri. E ho scoperto che c’è tantissimo pubblico interessato a questo argomento. Perché ormai il cane è diventato come un figlio, è sempre felice di vederti, è un eterno cucciolo. E di conseguenza tu hai voglia di dare loro sempre di più. Io dico sempre che “cucinare sano è un gesto d’amore”, anche nei confronti dei nostri cani e gatti.

L’amore per i cani, l’amore per la vita, l’amore per la cucina. Il piatto come una tela. Su cui dipingere emozioni. In cui lasciar fluire il dolore così come la felicità. Scorrendo la pagina Instagram di CucinoSano vi accorgerete anche visivamente del cambiamento e del percorso intrapreso da Rossana. Dal bianco luminoso delle foto dei primi piatti a quello quasi total black delle immagini postate dopo la morte della mamma. Oggi, nonostante il nero rimanga il colore predominante, è tempo però di far spazio sempre di più al colore, aprendo il cuore alla speranza e ai sogni.

In questo momento il mio sogno nel cassetto sarebbe avere un mio programma su YouTube. Un progetto che sto cercando di mettere in piedi con tutte le mie forze, insieme alla mia nutrizionista. E che parla del ruolo dell’alimentazione nella gestione del periodo della menopausa. Io ho subito un’isterectomia qualche anno fa ed ora sono felicemente in menopausa, grazie anche al cibo. L’obiettivo è proprio di provare ad aiutare tante donne in questa fase delicata dell’esistenza femminile che spaventa tantissimo ma che, se affrontata nel modo giusto e con l’alimentazione giusta, può diventare una seconda vita.

E, come ogni seconda vita, anche quella di Rossana è frutto del passato e delle esperienze precedenti. Dei suoi grandi e piccoli traguardi, dei suoi dolori, superati o semplicemente celati. Dei ricordi, indelebili. Soprattutto quelli legati a mamma Luciana, a cui, proprio in vista della prossima festa della mamma, ha dedicato una torta speciale, a forma di cuore. Realizzata con i suoi gusti preferiti. La frutta che amava, la panna che lei adorava.

La Torta di mamma Luciana

Nel raccontarmi questo aneddoto si emoziona. Non riesce a trattenere le lacrime. E mi commuovo anche io. La sua umanità, verità e fragilità sono travolgenti.

E in questa Lucy Cake c’è l’ennesimo gesto d’amore di Rossana in cucina.

La ricetta di CucinoSano consigliata ai lettori di #distantimaunite

ViolaPesto

Ingredienti (per una persona)

  • 80 g di spaghetti
  • 60 g di cavolo viola
  • Olio evo q.b.
  • Sale e pepe a piacere
  • Timo
  • Timo limoncino (oppure altro timo fresco)

Procedimento

Cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Tagliare finemente il cavolo viola e stufarlo in una padella antiaderente con un filo d’olio, chiusa con un coperchio per 5 minuti. Aggiungere poi timo, sale e pepe a piacere e cuocere una decina di minuti. Frullare poi il cavolo cotto in un mixer da cucina e metterlo poi nella wok antiaderente. Scolare la pasta molto al dente, unirla al cavolo nella wok e completare la cottura allungando con qualche mestolo di acqua di cottura. Impiattare completando con olio e timo limoncino.

Buon appetito!

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Elisabetta Mazzeo

Elisabetta, classe 1981. Ogni 18 anni un cambiamento. Prima la Calabria, poi Roma, ora Zurigo. Domani chissà. La mia sfida quotidiana? Riuscire nell’impresa di essere contemporaneamente mamma, moglie, giornalista, scrittrice e ora anche blogger. Ore di sonno: poche. Idee: tante. Entusiasta, curiosa, caparbia, sognatrice. Scrivere è un’esigenza. Una lunga gavetta nei quotidiani e nelle tv locali, poi l'approdo come inviata di Sport Mediaset. Non ho dubbi: il mio è il mestiere più bello del mondo. Una passione prima che un lavoro. Oggi ricopro l'inedito ruolo di vicedirettore a distanza di Retesole, l’emittente che mi ha visto crescere umanamente e professionalmente. Divoro libri e uno l'ho anche scritto, mi nutro di storie di sport, mi diletto in cucina, scatto e colleziono foto, mi alleno quanto basta per non sentirmi in colpa e in compenso macino chilometri armata di scarpe da ginnastica e passeggino. Se fino a tre anni fa la mia vita viaggiava a ritmi frenetici, l’arrivo di mia figlia ha rimodulato le priorità. E adesso è con lei e per lei che continuo a mettere le mie passioni in campo, tra "pensieri e parole".

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